Covid: i rimborsi per spettacoli sospesi, palestre e piscine

2 Novembre 2020 | Autore:
Covid: i rimborsi per spettacoli sospesi, palestre e piscine

Il decreto Ristori garantisce un voucher sostitutivo per gli spettacoli dal vivo, ma non negli altri casi. Ecco cosa dice il Codice civile.

La chiusura di alcune attività e la sospensione di spettacoli dal vivo a causa dell’emergenza Covid può aver creato un danno, oltre che agli esercenti, anche ai consumatori che avevano, ad esempio, acquistato un biglietto per un concerto o un abbonamento per la palestra. Il decreto Ristori ha previsto, in parte, la possibilità di chiedere ed ottenere un rimborso.

Per quanto riguarda gli spettacoli dal vivo come concerti o recite a teatro in cartellone dal 24 ottobre al 31 gennaio 2020, il decreto prevede la possibilità di chiedere un voucher sostitutivo da utilizzare entro 18 mesi, così come era stato disposto la scorsa primavera. In realtà, non è un «favore» che si fa al pubblico ma il rispetto di una norma contenuta nel Codice civile per i casi in cui uno spettacolo venga annullato per impossibilità sopravvenuta dalla prestazione, cioè perché non si può fare, come in questo caso.

Il voucher va chiesto entro 30 giorni dalla data in cui è stato sospeso il concerto o lo spettacolo teatrale e fino al 28 novembre.

Diverso il discorso che riguarda palestre, piscine, cinema o ski-pass stagionali. Il decreto Ristori non prevede delle norme specifiche per i rimborsi, ma si deve fare riferimento alle regole generali della risoluzione del contratto. Trattandosi sempre di un’impossibilità sopravvenuta e di un inadempimento che non dipende dal consumatore, costui potrebbe chiedere il rimborso di quanto anticipato sempre se il contratto lo prevede.

Formalmente, si potrebbe anche pattuire uno sconto per i mesi successivi nel caso in cui l’impossibilità di garantire la prestazione sia solo temporanea, come può essere il caso di palestre o piscine, sulla base della buona fede contrattuale. Oppure si potrebbe chiedere che l’abbonamento all’impianto sciistico non utilizzato quest’anno sia valido per la stagione successiva.



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5 Commenti

  1. Una disperazione per noi amanti del fitness. E una grande perdita per coloro che con tanta fatica hanno aperto le palestre cercando di adattarsi alle linee guida del Governo. E’ un’ingiustizia! Perché musei e chiese sono aperte? Lì non ce n’è covid? Mah, resto basito. Il Governo si facesse un esame di coscienza e limitasse il resto

  2. Nella palestra che frequentavo, hanno organizzato corsi da seguire online. Certo, si tratta di quei corsi che puoi seguire da casa avendo ad esempio una palla di pilates e dei pesetti, ma meglio di niente, almeno ti sforzi di attivarti e non ti butti sul divano lasciandoti andare e deprimendoti. Tante amiche lo hanno fatto e poi si lamentano che tutto è chiuso. Ma almeno dico io, provate a muovervi e fare due passi anche in casa

  3. E’ un brutto periodo per tutti. Ora, è stato il turno di piscine, palestre, cinema e teatri….ma presto penso che anche ristoranti e bar dovranno chiudere nelle aree a rischio. Purtroppo, stiamo scontando il prezzo dell’irresponsabilità estiva. Stiamo pagando tutti, chi più chi meno, le ripercussioni economiche e psicofisiche di questo isolamento sociale e di questo lockdown parziale

  4. E’ un brutto periodo per tutti. Ora, è stato il turno di piscine, palestre, cinema e teatri….ma presto penso che anche ristoranti e bar dovranno chiudere nelle aree a rischio. Purtroppo, stiamo scontando il prezzo dell’irresponsabilità estiva. Stiamo pagando tutti, chi più chi meno, le ripercussioni economiche e psicofisiche di questo isolamento sociale e di questo lockdown parziale

  5. Ora, sinceramente, quanti di voi, visti i contagi, si sarebbero rinchiusi in una palestra o in un teatro o in un cinema con il rischio di trovare un infetto che vi possa contagiare? Magari uno starnutisce o tossisce e subito si pensa al covid, così non vivi tranquillo

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