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Errori da non fare quando si lascia un lavoro

3 Gennaio 2021
Errori da non fare quando si lascia un lavoro

La decisione di dimettersi dal posto di lavoro deve essere gestita con particolare cautela.

Hai deciso di cambiare lavoro e di dedicarti ad una nuova sfida professionale. Devi comunicare al tuo attuale datore di lavoro le dimissioni. Vuoi sapere quali regole devi rispettare per non commettere degli errori.

Lasciare la propria occupazione attuale per accettare una nuova proposta professionale rappresenta la regola nel mercato del lavoro. Tuttavia, nella gestione delle dimissioni, occorre seguire una serie di regole previste dalla legge e dai contratti collettivi. Inoltre, al di là delle disposizioni di legge, è sempre consigliabile comportarsi con correttezza anche nel momento in cui si comunica la propria decisione di dimettersi.

In questo articolo vedremo quali sono gli errori da non fare quando si lascia il lavoro. Se il lavoratore, nell’esercizio della propria decisione di recedere dal rapporto, non rispetta le regole previste dalla legge rischia, infatti, di subire delle conseguenze negative dal punto di vista economico.

Lasciare il proprio posto di lavoro: come fare?

Il mercato del lavoro si fonda sul libero incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. Al pari di ogni altro mercato, anche quello del lavoro è caratterizzato dunque da un forte dinamismo. Le persone, infatti, cambiano frequentemente lavoro al fine di migliorare la propria condizione reddituale e di poter esprimere al meglio le proprie capacità professionali.

Ogni volta in cui un lavoratore decide di cambiare lavoro e di lasciare il proprio posto si pone la necessità di porre fine al contratto di lavoro.

Le possibilità per cessare il rapporto di lavoro sono, dal punto di vista giuridico, due:

  1. rassegnare le dimissioni: in questo modo, il contratto cessa per una decisione unilaterale del lavoratore che comunica al datore di lavoro che, a partire da una certa data, il rapporto di lavoro sarà risolto;
  2. risoluzione consensuale del rapporto di lavoro: in questo caso, invece, le parti decidono consensualmente di porre fine alla collaborazione professionale. Per poter addivenire ad una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, tuttavia, è necessario che vi sia un dialogo tra datore di lavoro e lavoratore all’esito del quale le parti si accordano per la chiusura concordata del contratto.

Ovviamente, se si vuole procedere speditamente o se si ritiene che il datore di lavoro non sarebbe d’accordo con una risoluzione consensuale del rapporto, occorre procedere in maniera unilaterale e comunicare le dimissioni dal rapporto di lavoro.

Quali sono gli errori da non fare quando si lascia il lavoro?

Dimettersi dal posto di lavoro, tuttavia, pur essendo una libertà del lavoratore, presenta dei rischi.

Innanzitutto, il lavoratore non deve compiere l’errore di dimettersi da un contratto a tempo determinato prima della scadenza del termine. Nel contratto a termine, infatti, le parti hanno deciso a priori qual è la scadenza del rapporto contrattuale e si sono impegnate a non recedere dal rapporto prima del tempo. Ne consegue che, in un contratto a tempo determinato, il lavoratore può dimettersi ante tempus solo per giusta causa, vale a dire, in conseguenza di un comportamento inadempiente del datore di lavoro talmente grave da non consentire la prosecuzione nemmeno temporanea del rapporto di lavoro [1].

In caso di dimissioni prima del termine, il datore di lavoro potrebbe chiedere al lavoratore il risarcimento del danno subito a causa dell’illegittimo esercizio del recesso dal rapporto di lavoro.

Un altro errore da non compiere è dimettersi senza rispettare il periodo di preavviso di dimissioni previsto dal contratto collettivo. La legge, infatti, prevede che il lavoratore possa dimettersi da un contratto a tempo indeterminato rispettando i termini di preavviso contrattuali [2]. Prima di dimettersi, quindi, il lavoratore deve consultare la norma del contratto collettivo che disciplina il preavviso, verificare la durata dello stesso e comunicare le dimissioni nel rispetto di tale tempistica.

Se, il lavoratore non rispetta il preavviso di dimissioni previsto dal Ccnl, il datore di lavoro può trattenergli dalle spettanze di fine rapporto una somma di denaro pari alla retribuzione che avrebbe percepito durante il preavviso (indennità sostitutiva del preavviso).

Infine, un ulteriore errore da non compiere è dimettersi con una lettera cartacea senza aver seguito la procedura telematica di dimissioni introdotta, a partire dal 2016 [3], per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco. Le dimissioni rassegnate senza aver esperito la procedura online di dimissioni, infatti, sono – per espressa disposizione della legge – inefficaci ed improduttive di effetti.


note

[1] Art. 2119 cod. civ.

[2] Art. 2118 cod. civ.

[3] D.lgs. 151/2015.


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