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La separazione può incidere sull’educazione religiosa dei figli?

16 dicembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 dicembre 2013



I figli minori hanno diritto a rimanere nel contesto religioso-culturale nel quale sono sempre vissuti, almeno fino a quando non siano in grado di scegliere in modo autonomo il proprio credo.

 

Il vecchio adagio “moglie e buoi dei paesi tuoi” sembra essere oggi sempre meno attuale: viviamo, infatti, non solo in una società multietnica, ma anche multi religiosa, nella quale non è raro il caso che due persone decidano di sposarsi o convivere pur professando ciascuna religioni differenti.

 

È evidente che fino a quando, all’interno della coppia, il diritto dell’altro a professare il proprio credo viene vissuto nel rispetto della scelte individuali del partner, essa non sembra creare problemi.

Ma che succede alla nascita dei figli?

In tale momento, i genitori devono essere in grado di prendere delle decisioni condivise non solo in merito al generale indirizzo educativo da dare alla prole, ma anche a quello riguardante l’educazione religiosa di quest’ultima, con il rischio, in caso contrario, di generare solo confusione nella mente dei figli.

 

Il problema si pone perciò ancor di più quando la coppia si separa.

In tal caso, infatti, il dialogo tra le parti è reso più difficile dalla tensione che, in modo inevitabile, crea la separazione. E non è raro che proprio la diversità del credo tra i due genitori incrementi l’attrito fra le parti (non più disposte a compromessi di sorta) a danno dei figli.

Il tema è stato affrontato proprio in una recente pronuncia della Cassazione [1], riferita alla vicenda di una coppia di coniugi di cui uno, dopo la separazione, aveva scelto di seguire un nuovo credo religioso (ma che  ben può estendersi al caso di un genitore che non intenda più adottare situazioni di “accomodamento”, come quella di far seguire ai figli la religione del partner).

Secondo i giudici della Suprema Corte, infatti, non è opportuno stravolgere l’impostazione religiosa fino a quel momento data alla prole; una scelta di questo tipo finirebbe di certo per disorientare i figli che ancora non dispongono di strumenti (che solo la maturità può offrire) necessari per prendere decisioni  autonome e consapevoli.

La Suprema Corte, affrontando l’anno scorso, un caso simile, era giunta ad analoghe conclusioni [2].

Va detto, tuttavia, che il provvedimento con cui il giudice proibisca di coinvolgere la prole nei riti religiosi della nuova fede accolta da uno dei genitori non può ritenersi in contrasto col diritto di quest’ultimo alla libera manifestazione della  propria fede [3]; si tratta, infatti, di un divieto che ha come unico scopo quello della tutela del bambino e non di certo di limitare la libertà del genitore di professare il proprio credo.

La vicenda

La pronuncia ha preso spunto dal caso di un padre  che, divenuto testimone di Geova dopo la separazione, intendeva portare le figlie – fino a quel momento educate secondo la fede cattolica – alle adunanze dei seguaci di Geova.

I giudici di Cassazione, non solo hanno rigettato la richiesta dell’uomo, ma hanno anche stabilito che, nonostante le bambine fossero state affidate in modo condiviso a entrambi i genitori, esse dovessero trascorrere con la madre i giorni festivi del Natale e della Pasqua, onde evitare l’indottrinamento da parte del padre.

note

[1] Cass. sent. n. 24683/13.

[2] Cass. sent. n. 9546/12.

[3] L’Art. 19 della Costituzione recita: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. Scusate, potrei sapere come tale sentenza possa applicarsi anche nel senso contrario…coppia Testimoni di Geova in cui uno dei due coniugi, si separi e si allontani dal credo e desideri che i figli non vengano più educati secondo i termini della religione a cui, comunque, ancora entrambi i genitori, sebbene con intensità differente, appartengono? Non è che sia la tipologia religiosa in qualche modo ad aver influenzato la sentenza…..

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