Famiglie, in arrivo l’assegno unico: ecco come funziona

2 Novembre 2020 | Autore:
Famiglie, in arrivo l’assegno unico: ecco come funziona

Chi ha diritto e a quanto ammonta il nuovo sostegno ai nuclei, in vigore dalla metà del 2021. Gli attuali supporti al reddito per i cittadini in difficoltà.

Dal 1° luglio 2021 le famiglie italiane avranno diritto al cosiddetto assegno unico, che riunisce tutti i contributi esistenti oggi a supporto dei nuclei e che allarga la platea dei beneficiari coinvolgendo non solo i lavoratori dipendenti ma anche quelli autonomi e gli incapienti. In totale, si stima che l’agevolazione arriverà a 10 milioni di famiglie.

L’importo dell’assegno varierà da 50 a 250 euro circa al mese e spetterà per ogni figlio minore di 21 anni. Verrà erogato dal settimo mese di gravidanza. È prevista una quota fissa ed un’altra variabile a seconda dell’Isee presentato dal nucleo familiare. Quest’ultima verrà azzerata per i redditi sui 50-60mila euro di Isee. Se l’impianto dell’assegno unico resta quello attuale, dal terzo figlio in poi e per i figli disabili ci sarà una maggiorazione.

Tutto ciò, come si diceva, a partire dal 1° luglio 2021. Fino a quella data, le famiglie possono contare sui seguenti aiuti di sostegno al reddito-

L’assegno di natalità. Si tratta di un contributo di 12 mesi destinato alle famiglie in base all’Isee per i figli nati o adottati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 secondo questi parametri:

  • Isee fino a 7.000 euro: 160 euro al mese;
  • Isee tra 7.000 e 40.000 euro: 120 euro al mese;
  • Isee superiore a 40.000 euro al mese: 80 euro al mese.

In caso di figlio successivo al primo, nato o adottato nello stesso periodo, l’importo aumenta del 20%. La domanda va fatta all’Inps per via telematica entro 90 giorni dalla data di nascita o di adozione.

Il premio alla nascita. Si tratta di un contributo unico di 800 euro riconosciuto per i figli nati o adottati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, al di là dell’Isee o del reddito familiare. La domanda va fatta all’Inps per via telematica dal settimo mese di gravidanza ed entro l’anno dalla nascita, dall’adozione o dall’affidamento preadottivo del bambino.

Il bonus asilo nido. Si tratta di un contributo di 11 mensilità alle famiglie con bambini da 0 a 3 anni che:

  • frequentano l’asilo nido pubblico o privato;
  • oppure hanno bisogno di assistenza domiciliare per gravi patologie croniche.

Il contributo viene erogato secondo l’Isee con queste modalità:

  • Isee fino a 25.000 euro: 3.000 euro l’anni;
  • Isee tra 25.001 e 40.000 euro: 2.500 euro l’anno;
  • Isee oltre i 40.000 euro: 1.500 euro l’anno.

La domanda va presentata all’Inps per via telematica.

L’assegno di maternità. Si tratta di un contributo per le famiglie numerose. Il trattamento spetta per ogni figlio nato o adottato per un minimo di 348,12 euro al mese fino a 1.740,60 euro complessivi. L’Isee di riferimento per un nucleo familiare con tre componenti è di 17.416,60 euro.

La domanda va presentata al Comune di residenza, ma l’assegno viene erogato dall’Inps. Si ha diritto se la madre non beneficia di indennità di maternità legata al lavoro.

L’assegno familiare. Accanto all’assegno per il nucleo familiare erogato dall’Inps ai dipendenti, c’è anche un assegno erogato dai Comuni ai nuclei numerosi in difficoltà economica. L’importo è di 145,14 euro per un Isee non superiore a 8.788,99 euro nei nuclei con almeno tre figli.

La carta acquisti. Si tratta di un contributo per i cittadini italiani di almeno 65 anni di età o per i bambini fino a tre anni. L’importo è di 40 euro al mese per un Isee del nucleo familiare fino a 6.966,54 euro. La somma viene accreditata su una carta di pagamento elettronica ricaricata da Poste Italiane e spetta a chi non ha intestata più di un’utenza di gas o dell’energia elettrica, non possiede una quota uguale o superiore al 25% di un’altra abitazione e non è titolare di un patrimonio mobiliare Isee superiore a 15.000 euro.



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1 Commento

  1. ti sei dimenticato le detrazioni per figli a carico fino al 24tresimo anno di età!! sono circa 1000 euro per genitore lavoratore: 2 genitori lavoratori = 2000 euro all’anno.
    E QUESTI? SPARISCONO? SI PARE PROPRIO DI SI!
    MA CHE BELLA RIFORMA DELLA M INCHI Aaaaa

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