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Le Guide Sospensione della patente di guida: quando viene disposta e come impugnarla

Le Guide Pubblicato il 18 dicembre 2013

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La sospensione della patente può avvenire a seguito di eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, lesioni colpose per incidente stradale ecc.: vediamo i casi di sospensione e quando è possibile impugnarla.

La sospensione della patente di guida ha natura “cautelare”, oltre che sanzionatoria, in quanto è volta ad evitare che chi ha già commesso una violazione del codice della strada o delle regole amministrative o un illecito penale, reiteri la propria condotta lesiva dell’incolumità altrui.

La sospensione comporta il divieto assoluto di guidare i veicoli per i quali sia richiesto qualsiasi tipo di patente [1].

La durata della sospensione varia a seconda del tipo di violazione commessa, dalla gravità dell’illecito ecc.

Esistono quattro tipologie di sospensione della patente:

1) Sospensione come sanzione amministrativa accessoria a seguito di illecito amministrativo, cioè violazione del codice della strada (per esempio, in caso di eccesso di velocità): in questo caso la sospensione viene già applicata su strada dagli agenti accertatori all’atto della redazione del verbale mediante il ritiro della patente. Viene poi confermata da un’ordinanza del Prefetto che ne determina la durata. Il Prefetto deve soltanto valutare l’esistenza o meno dell’illecito contestato ed emette l’ordinanza entro 15 giorni dalla trasmissione degli atti alla Prefettura da parte dell’organo accertatore (trasmissione che deve avvenire entro 5 giorni).

2) Sospensione sanzione amministrativa accessoria a reato (per es. guida in stato di ebbrezza): la patente viene immediatamente ritirata su strada dall’agente accertatore; sarà poi il giudice penale a confermare la sospensione o meno fermo restando che quest’ultima è autonoma rispetto alla pena inflitta per il reato commesso. Presupposto essenziale della sospensione della patente come sanzione accessoria a reato è dunque una pronuncia di condanna (sentenza o decreto) del giudice penale.

I reati per i quali il codice della strada prevede la sospensione della patente a titolo di sanzione accessoria sono:

partecipazione a competizione sportiva in velocità, non autorizzata, con veicoli a motore;

violazione del divieto di gareggiare in velocità con veicolo a motore;

guida in stato di ebbrezza derivante dall’uso di sostanze alcooliche;

– rifiuto ingiustificato di sottoposizione ad alcoltest;

– guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti;

rifiuto di sottoposizione alle procedure di accertamento relative allo stato di alterazione suindicato;

omesso arresto in caso di sinistro stradale, comunque riconducibile al comportamento del soggetto agente, con danno a persone;

omissione di soccorso stradale, cioè omessa assistenza, nelle condizioni suindicate, ai soggetti che abbiano riportato lesioni.

3) Sospensione come misura cautelare amministrativa in caso di reato che derivi dalla violazione del codice della strada (per esempio in caso di lesioni colpose a seguito di incidente stradale): essa viene applicata dal Prefetto qualora esistano fondati elementi di evidente responsabilità del conducente e sempre che non sia decorso troppo tempo dalla commissione del fatto (altrimenti si perde l’esigenza cautelare).

4) Sospensione come misura cautelare amministrativa che viene applicata qualora vengano meno alcuni presupposti essenziali della patente stessa: per esempio, la perdita temporanea dei requisiti psicofisici necessari per poter guidare. In questo caso la sospensione può essere disposta dalla stessa Motorizzazione qualora, in sede di accertamento sanitario per la conferma di validità o per la revisione della patente, riscontri la perdita dei requisiti psicofisici di idoneità alla guida.

Come impugnare la sospensione della patente

Il conducente che ritenga illegittima la sospensione della patente può impugnare il relativo provvedimento:

nel caso 1) di sospensione come sanzione accessoria ad illecito amministrativo (violazione del codice della strada), tramite ricorso al giudice di pace entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di sospensione;

nel caso 2) di sospensione accessoria a reato, solo tramite impugnazione della sentenza penale che ha disposto la sospensione (appello o ricorso per cassazione);

nel caso 3) di sospensione come sanzione cautelare in caso di incidente con omicidio o lesioni colpose, tramite ricorso al giudice di pace entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di sospensione;

nel caso 4) di sospensione per venir meno dei requisiti, tramite ricorso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o ricorso al T.A.R. entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

Permesso per motivi di lavoro

Nei soli casi di sospensione relativa ad un illecito amministrativo (per esempio superamento dei limiti di velocità) e sempre che non sia derivato un incidente, il conducente può chiedere al prefetto l’autorizzazione alla guida laddove la patente sia estremamente necessaria per raggiungere, per esempio, il luogo di lavoro.

L’istanza, motivata e documentata, deve essere presentata entro cinque giorni dalla notifica del provvedimento. Il Prefetto può autorizzare la guida in determinate fasce orarie per motivi di lavoro e comunque non oltre tre ore al giorno, se è impossibile o estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con altri mezzi, neppure quelli pubblici.

note

[1] La violazione di tale divieto comporta una sanzione amministrativa pecuniaria ad oggi da 1.842 euro a 7.369 euro oltre al fermo amministrativo del mezzo condotto per tre mesi ed alla revoca della patente di guida.

Autore immagine: 123rf.com


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