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Diritto di accesso alla dichiarazione dei redditi dell’ex coniuge

2 Novembre 2020
Diritto di accesso alla dichiarazione dei redditi dell’ex coniuge

Dichiarazione dei redditi, Unico, movimenti bancari e situazione immobiliare in chiaro se utili alla difesa nella causa di separazione o di divorzio. 

In una causa di separazione o di divorzio assume estrema importanza, ai fini della difesa, conoscere le reali consistenze economiche dell’ex coniuge. Proprio da queste dipende infatti la pretesa di un assegno di mantenimento più o meno sostanzioso. 

Sino ad oggi, accedere alla dichiarazione dei redditi e all’estratto del conto corrente di una terza persona è stato assai difficile. Più di un giudice, infatti, ha sostenuto che un’interferenza di tale portata nell’altrui privacy si potrebbe giustificare solo laddove vi sia un ordine del giudice. 

Alcuni però, di parere opposto, hanno affermato che il diritto di accesso alla dichiarazione dei redditi dell’ex coniuge, oltre che ai dati bancari, prescinde dall’autorizzazione del tribunale, risultando necessario all’esercizio del diritto alla difesa giudiziale sancito dalla Costituzione. 

Oggi, la questione ha trovato un definitivo punto fermo in una recente sentenza emessa dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato [1]. Ecco cosa hanno detto i giudici amministrativi.

Gli archivi del Fisco: anagrafe tributaria e anagrafe dei conti correnti

Esistono due importanti archivi, in uso all’Agenzia delle Entrate, che rivelano la situazione reddituale e patrimoniale di ogni contribuente. 

Il primo si chiama Anagrafe tributaria: in esso, sono riportati tutti i redditi percepiti dal cittadino (lavoro dipendente, pensioni, locazioni, lavoro autonomo, dividenti societari, ecc.). 

Il secondo è invece il Registro dei rapporti finanziari, meglio noto come Anagrafe dei conti correnti. Si tratta di un database ove sono indicati tutti i contratti tra il contribuente e la banca: dal conto corrente al deposito titoli, dai libretti di risparmio alle cassette di sicurezza (non ne è chiaramente svelato il contenuto), ecc.

Grazie a questi due archivi, il Fisco è in grado di risalire alla situazione finanziaria di ogni italiano in modo da effettuare le verifiche di contrasto all’evasione fiscale.

Di recente, una modifica al Codice di procedura civile ha consentito a ciascun creditore di accedere ai predetti archivi, previa autorizzazione del Presidente del tribunale, se è in ballo una procedura di recupero crediti. In questo modo, si evita che il pignoramento diventi una caccia al tesoro. Con la conoscenza dei dati del debitore, il creditore può agire a colpo sicuro.

Separazione e divorzio: si possono sapere i redditi dell’ex coniuge?

A questo punto, ci si è chiesto se sia possibile accedere all’Anagrafe tributaria e all’Anagrafe dei conti correnti anche per conoscere la situazione reddituale e patrimoniale dell’ex coniuge. 

Secondo l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato si possono ottenere dal Fisco le informazioni su reddito e patrimonio dell’ex coniuge se i dati servono a difendersi nelle cause di separazione o divorzio. A tal fine, non c’è bisogno di una previa autorizzazione da parte del giudice. Sicché, l’istanza può essere presentata direttamente all’Agenzia delle Entrate, senza il tramite del tribunale, ancor prima dello stesso giudizio contro l’ex coniuge. 

La legge sulla trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione parla di diritto di accesso a ogni documento amministrativo e, con tale termine, si intende qualsiasi documento in uso alla PA, secondo una nozione ampia che ricomprende anche gli atti di provenienza dei privati cittadini come la dichiarazione dei redditi. 

Dunque, tutte le volte in cui è in gioco il diritto alla difesa dei propri diritti deve essere consentito l’accesso all’anagrafe tributaria e all’archivio dei rapporti finanziari (vale a dire l’anagrafe dei conti correnti) accanto alle denunce fiscali e agli immobili di proprietà affittati a terzi. 

La vicenda

La vicenda ha visto protagonista una donna che aveva proposto richiesta all’Agenzia delle Entrate per ottenere il riconoscimento del diritto di accesso alla dichiarazione dei redditi dell’ex coniuge, richiesta che era stata però rigettata dall’ufficio delle imposte. L’istante – che era impegnata nella causa di separazione dall’ex marito e, perciò, interessata a conoscere i redditi di quest’ultimo ai fini della quantificazione dell’assegno di mantenimento – ha così presentato ricorso contro il diniego dinanzi al giudice amministrativo. Il Tar e poi il Consiglio di Stato le hanno dato ragione, sancendo ufficialmente il diritto del coniuge a ottenere documenti sul conto dell’ex come le denunce fiscali, i dati raccolti sui contratti registrati e l’anagrafe dei conti correnti. E ciò perché l’ostensione deve ritenersi «oggettivamente utile» alla tutela nelle sedi giudiziarie e va garantita anche sui documenti formati da privati ma in possesso dell’amministrazione: riguardano, in effetti, un’attività di pubblico interesse.

Il fatto che il giudice della crisi familiare abbia ampi poteri d’ufficio per acquisire le informazioni contenute nell’anagrafe tributaria non preclude l’iniziativa della parte, che anzi può servire a sollecitare interventi d’ufficio in base a elementi specifici, altrimenti preclusi. 

A chi presentare la richiesta di accesso agli atti amministrativi per conoscere il reddito dell’ex coniuge?

La richiesta di accesso ai dati reddituali dell’ex coniuge – dichiarazione dei redditi, Unico, conti correnti e altri contratti bancari, ecc. – va presentata all’Agenzia delle Entrate senza bisogno dell’intermediazione di un giudice o l’assistenza di un avvocato. Il Fisco deve tirare fuori entro 30 giorni le dichiarazioni dei redditi presentate negli ultimi cinque anni dall’ex coniuge.  

Questo non esclude che, se tale potere non viene esercitato prima della causa di separazione o divorzio, possa sempre essere svolto anche dopo, su autorizzazione del giudice, nel corso del giudizio. 

In soldoni: mentre pende la causa di divorzio (o di separazione), una delle parti può conoscere dal Fisco i rapporti che l’altra intrattiene con banche e società finanziarie senza che sia il giudice ordinario a dover ordinare l’esibizione dei documenti custoditi dall’anagrafe tributaria.  

Conoscere i redditi dell’ex coniuge risulta ancora più significativo nelle cause tra ex coniugi rivolte a ottenere la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio, con una revisione dell’assegno di mantenimento. Diversamente, si dovrebbe instaurare una controversia al buio, col rischio di pagare le spese processuali.


note

[1] Cons. Stato Adunanza Plenaria, sent. n. 19/2020 del 25.09.2020.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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