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Codice fiscale inverso: cos’è?

4 Gennaio 2021 | Autore:
Codice fiscale inverso: cos’è?

La decodifica e l’estrazione dei caratteri alfanumerici per risalire ai dati anagrafici di una persona: come fare e con quali risultati.

Il codice fiscale parla e rivela molte più informazioni di quelle che potremmo immaginare. La sua sequenza si compone di una serie di numeri e lettere che assomiglia ad una targa automobilistica e in effetti identifica ciascuno di noi; ma, a differenza della targa (o di qualsiasi codice automatico, come quello attribuito da un’impresa ad un cliente), ha un preciso significato, perché i caratteri che lo compongono non vengono assegnati a caso ma seguono precise regole.

Il codice fiscale si forma a partire dai dati anagrafici essenziali del soggetto: cognome, nome, data e luogo di nascita. Le regole di composizione in molti casi funzionano anche all’inverso: cioè non servono soltanto per la creazione del codice ma sono applicabili anche a ritroso, cioè partendo da un codice già esistente, in modo da dedurre ed estrarre i dati anagrafici della persona che ci interessa.

Già queste elementari considerazioni ti consentono di capire cos’è il codice fiscale inverso e di intravederne l’utilità pratica: se sai decodificare un codice fiscale puoi ricavare le informazioni essenziali del suo proprietario ed anche verificare l’esattezza del codice stesso, se già conosci qualche elemento anagrafico del soggetto.

Per capire il sesso, cioè se è uomo o donna, basta un colpo d’occhio; per sapere la data di nascita completa (giorno, mese e anno) è sufficiente analizzare i caratteri del codice che la compongono; per individuare il luogo di nascita (Comune italiano o Stato estero) bisogna fare riferimento ad una tabella di codici. Fin qui si va a colpo sicuro.

Per il resto, invece, le cose cambiano leggermente. È possibile, infatti, ottenere nella maggior parte dei casi anche il nome ed il cognome, ma non sempre in modo esatto. Talvolta c’è un inevitabile margine di approssimazione, specialmente quando essi sono troppo lunghi, o troppo corti, per essere “compressi” in soli 3 caratteri; e allora c’è il rischio, ad esempio, che Rossi possa essere anche Rossini, o Rossetti: in tutti e tre i casi il codice fiscale li indica con le stesse lettere “RSS”.

Codice fiscale: come si calcola

Il codice fiscale è un identificativo univoco per ogni persona fisica (lo hanno anche le persone giuridiche, ma per esse è interamente numerico, si compone di soli 11 caratteri e coincide con la partita Iva). Il codice fiscale delle persone fisiche si compone di 16 caratteri alfanumerici e comprende 9 lettere e 7 numeri.

Per crearlo si adottano delle precise regole di composizione che assegnano una specifica posizione a ciascun carattere e stabiliscono quale cifra numerica o lettera alfabetica debba essere inserita. Si parte sempre dai dati anagrafici essenziali: cognome, nome, data e luogo di nascita de soggetto (la residenza non rileva).

Ecco come si calcola il codice fiscale: le prime 3 lettere indicano il cognome, le successive 3 il nome. Seguono 2 caratteri per l’anno di nascita, uno per il mese (espresso con una lettera, non con un numero) e 2 per il giorno di nascita. I successivi 4 caratteri sono destinati al luogo di nascita e l’ultima posizione è occupata da un codice di controllo, attribuito da un algoritmo. Esaminiamo ora nel dettaglio il procedimento di creazione del codice fiscale.

Il cognome

Per estrarre il cognome si prendono le prime 3 consonanti nel medesimo ordine in cui appaiono (ad esempio “Verdi” diventa “VRD”); se le consonanti sono insufficienti si prelevano, a riempire, le vocali incontrate nella parola (così “Zaia” sarà “ZAI” e “Toti” verrà espresso da “TTO”); quando il cognome ha meno di 3 lettere, nei caratteri mancanti viene messa una X (es. “Re” sarà “REX”).

Il nome

Per il nome di battesimo vale un criterio simile, ma non identico: si selezionano la prima, la terza e la quarta consonante, dunque saltando la seconda (se ce ne sono solo tre in tutto, vengono inserite nel medesimo ordine in cui si presentano): ad esempio il nome “Francesco” produrrà “FNC”, Giovanni restituirà “GNN” e “Giuseppe” diventerà “GPP”.

Anche qui, quando le consonanti sono meno di 3 si prelevano le vocali: così “Paolo” diventa “PLA”. Le vocali, però, vengono inserite nel codice fiscale dopo le consonanti anziché nell’ordine con cui appaiono nella parola: perciò “Anna” si trasforma in “NNA” e “Luca” in “LCU”.

La data di nascita

Il procedimento per trasformare la data di nascita nel codice fiscale è molto semplice: per l’anno si considerano le ultime due cifre (ad esempio, “1971” riporterà “71”) e il giorno corrisponde a quello effettivo, anteponendo uno zero per le date tra l’1 ed il 9 (ad esempio, il giorno 6 diventa 06).

C’è un’importante particolarità: quando il codice fiscale riguarda una persona di sesso femminile si aggiunge 40 alla cifra che esprime il giorno di nascita: percià una donna nata il 16 riporterà nel codice fiscale la cifra 56 (la somma di 16 + 40). Questo consente di capire al volo, con una semplice occhiata ai due caratteri posti alla 10° ed alla 11° posizione, se il codice fiscale appartiene ad un uomo o a una donna.

Il mese, invece, si trasforma in una lettera alfabetica, con questa corrispondenza: A = gennaio, B = febbraio, C = marzo, D = aprile, E = maggio, H = giugno, L = luglio, M = agosto, P = settembre, R = ottobre, S = novembre, T = dicembre.

Il luogo di nascita

Per esprimere il luogo di nascita, che figura nei quattro caratteri posti dalla 12° alla 15° posizione, si fa riferimento alla tabella dei codici catastali dei Comuni italiani, se il soggetto è nato in Italia, o dello Stato estero di nascita, se riguarda uno straniero (in questo caso il codice ha 3 cifre, sempre precedute dalla lettera “Z”).

Il sedicesimo, ed ultimo, carattere del codice fiscale è una lettera che ha funzione di controllo di correttezza dei precedenti 15 caratteri che compongono la sequenza, perciò non dipende dai dati anagrafici dell’interessato e non è utile ai fini della decodifica che ora esamineremo.

L’omocodia

Può accadere che due persone diverse abbiano lo stesso cognome e nome e siano nate nello stesso luogo e nello stesso giorno; in tali casi, non sono ammessi due codici fiscali identici e per evitare l’omocodia l’Agenzia delle Entrate, quando constata il fenomeno, cambia il codice del secondo soggetto al quale deve essere attribuito sostituendo alcuni caratteri numerici (partendo da quelli più a destra), con lettere, secondo una tabella predeterminata.

Se vuoi calcolare un codice fiscale in maniera rapida puoi utilizzare il nostro tool di calcolo del codice fiscale italiano ed estero: inserendo i dati anagrafici del soggetto e cliccando sul  bottone “Calcola“ otterrai immediatamente il risultato.

Codice fiscale inverso: cos’è e come ottenerlo

Fin qui abbiamo imparato a calcolare il codice fiscale partendo dai dati anagrafici del soggetto. Adesso invece ci occupiamo del caso opposto: disponendo di un codice fiscale già formato, vogliamo ottenere i dati anagrafici di partenza. Il codice fiscale inverso consiste appunto in questa operazione: non è un numero (e tantomeno il codice fiscale “rovesciato” o invertito), bensì è l’estrazione dei dati iniziali, in base ai quali quel codice fiscale è stato creato e attribuito al soggetto.

Le regole di estrazione dei dati anagrafici

In base alle regole di composizione che ti abbiamo illustrato sai già come leggere un codice fiscale: perciò puoi ricavare a colpo d’occhio e senza nessuno sforzo la data di nascita esatta e completa (ricorda che il mese è espresso da una lettera alfabetica) ed il sesso della persona; così come, se hai sottomano la tabella dei codici identificativi dei Comuni e degli Stati, non è difficile individuare in maniera sicura e senza margine di dubbio anche il suo luogo di nascita.

La decodifica del cognome e del nome

Per decodificare il cognome ed il nome invece non è possibile ottenere in tutti i casi un risultato esatto. Se hai seguito i passaggi che ti abbiamo descritto avrai anche compreso il perché: ci sono molti cognomi diversi che restituiscono gli stessi 3 caratteri presenti nel codice fiscale.

Nell’introduzione ti abbiamo fornito l’esempio dei cognomi simili, Rossi, Rossini e Rossetti, che restituiscono sempre i 3 identici caratteri “RSS” e non è possibile decodificarli oltre, ma i casi sono moltissimi; Romano, Romani, Romanello, Romanelli avranno tutti “RMN” e da questo unico dato di partenza non sarà possibile “scavare” per arrivare a capire qual è, tra i diversi possibili, l’effettivo e reale cognome del soggetto.

Con i nomi invece è possibile, conoscendo le regole di composizione, andare “ad istinto” e capire, ad esempio, che “MRO” sta per Mario (non potrebbe essere Marco, che avendo 3 consonanti diventa “MRC”) e “MRA” è Maria (sai già che si tratta di una donna perché il suo giorno di nascita è sempre maggiore di 31 in quanto si aggiunge 40 alla cifra). Così come l’apparente enigma “GUO” non può essere che Ugo (la prima e unica consonante occupa la prima posizione e a seguire le due vocali nell’ordine in cui compaiono).

In conclusione, il codice fiscale inverso può aiutare ad individuare con certezza il sesso, la data ed il luogo di nascita del soggetto che possiede quel codice fiscale e, con buona approssimazione, di conoscere il suo nome di battesimo, ma non fornisce un risultato univoco per quanto riguarda i cognomi. Leggi anche l’articolo come verificare un codice fiscale.



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1 Commento

  1. Purtroppo di omocodie, che già sono molte, ne sorgeranno moltissime (con i problemi che ne conseguono) perchè non è previsto, nell’anno di nascita, il millennio e più ci inoltriamo nel 2000 e più saranno le omocodie. Senza contare i marocchini (o gli immigrati da paesi arabi) che, non avendo un’anagrafe nella loro nazione, per convenzione sono nati tutti il primo gennaio e la maggior parte si chiamano Mohamed. Ho segnalato questo problema già al suo insorgere, ma vallo a far capire ai capoccioni che stanno al ministero…….

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