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Covid: quale tampone fare a seconda dei casi

2 Novembre 2020
Covid: quale tampone fare a seconda dei casi

Una circolare del ministero della Salute scioglie definitivamente i dubbi sullo strumento da preferire per la diagnosi.

Obiettivo: chiarezza su tamponi molecolari e rapidi. È il motivo per il quale il ministero della Salute ha emanato una circolare. Il documento spiega chiaramente in quali circostanze è meglio scegliere il tampone e in quali il test rapido.

Le differenze, ormai, si conoscono. Il tampone molecolare è considerato il test più affidabile, perché rileva il materiale genetico del virus, ma il tempo per avere i risultati è più lungo (da poche ore a 24-48). Il tampone rapido antigenico, invece, rileva gli antigeni, molecole sulla superficie del virus. Tempo per conoscere la diagnosi: meno di mezz’ora, ma minore affidabilità del tampone.

Quando fare il tampone molecolare 

Secondo il documento, a firma del direttore della Prevenzione del ministero Gianni Rezza, «il tampone molecolare è da preferire in presenza di un caso sospetto sintomatico». Non è invece «la prima scelta per un contatto stretto di caso confermato» e «non è raccomandato per i contatti di contatti stretti di caso confermato».

C’è però qualche eccezione. Per esempio, se una persona è stata a contatto stretto con un positivo e convive con persone «fragili» o soggetti a rischio, come anziani o disabili, il tampone deve considerarsi la prima scelta. Idem se è asintomatico ma, per lavoro o altre ragioni, si trova spesso in luoghi chiusi ad alta frequentazione o se si parla di attività di screening su personale sanitario.

Il tampone molecolare oro-naso faringeo va preferito anche nei casi in cui un soggetto sintomatico in quarantena presenti sintomi di Covid, per esempio se il soggetto è contatto stretto di un caso confermato o per capire se una persona può uscire dall’isolamento.

Il test molecolare, in tutte queste situazioni, è la prima scelta. La seconda è il test rapido antigenico su tampone oro-nasofaringeo o nasale, più conferma con test molecolare per i casi positivi.

Quando fare il tampone rapido 

Il test antigenico, nella forma del tampone oro-nasofaringeo o nasale, è la prima opzione nel caso in cui la persona abbia pochi sintomi (paucisintomatica) e non ci sia un link epidemiologico, cioè non sia stata a contatto con persone risultate positive in precedenza.

È da preferire anche se la persona ha avuto contatti stretti con un positivo, ma è asintomatica e vive da sola o non ha conviventi «fragili». Il test rapido è la scelta più indicata anche se si rientra in Italia da uno Stato estero a rischio o per grandi attività di screening che interessino flussi imponenti di persone. In caso di positività al test, si deve fare il tampone molecolare.

Chi esegue il test su base volontaria dovrebbe fare l’antigenico, in prima battuta, e il tampone molecolare in caso di positività al test rapido. In tutti questi casi, il tampone veloce è la prima scelta. In alternativa, si può fare il tampone molecolare, ma dovrebbe essere sempre la seconda opzione.



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