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Sinistro ignoti: serve la querela?

3 Novembre 2020 | Autore:
Sinistro ignoti: serve la querela?

Fondo di garanzia per le vittime della strada: per ottenere il risarcimento dei danni serve la denuncia penale contro ignoti?

La legge impone agli automobilisti e, in generale, a tutti i conducenti di veicoli a motore, di munirsi di assicurazione per la responsabilità civile. In pratica, tutti coloro che mettono una vettura su strada devono stipulare una polizza con cui tutelarsi nel caso in cui essi siano causa di un incidente. Ciò consente alla vittima del sinistro di poter essere risarcita in ogni caso, anche se l’autore del sinistro è nullatenente: a pagare l’indennizzo, infatti, è direttamente l’impresa assicuratrice del colpevole. Nel caso in cui una persona sia vittima di un sinistro causato da un soggetto non assicurato oppure da ignoti (il classico pirata della strada), il risarcimento è posto a carico del Fondo di garanzia per le vittime della strada. Per ottenere il risarcimento in caso di sinistro causato da ignoti, serve la querela?

Ipotizziamo che Tizio sia investito da un pirata della strada mentre attraversa le strisce pedonali. Purtroppo, nessuno assiste all’incidente né sa fornire indicazioni sull’autore del fatto. La vittima, per ottenere il risarcimento dal fondo di garanzia, deve necessariamente sporgere querela penale contro il colpevole, magari denunciandolo per lesioni personali e omissione di soccorso? Secondo la giurisprudenza, il risarcimento che spetta alla vittima di un sinistro causato da ignoti non è tenuto a svolgere indagini personali per scoprire l’identità dell’autore dell’illecito, né è essenziale che abbia sporto denuncia/querela. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme se la denuncia è presupposto per avere il risarcimento in caso di sinistro causato da ignoti.

Fondo di garanzia vittime della strada: cos’è?

Non si può parlare di risarcimento per sinistro causato da ignoti senza spiegare cos’è il Fondo di garanzia per le vittime della strada. Si tratta di un istituto previsto dalla legge per risarcire le persone che hanno patito un infortunio in seguito al sinistro provocato da una vettura sprovvista di assicurazione oppure rimasta ignota.

In altre parole, il Fondo di garanzia per le vittime della strada interviene laddove la comune assicurazione Rc auto non può agire, perché l’autore dell’illecito ne è sprovvisto oppure perché è rimasto ignoto.

Fondo di garanzia: come chiedere il risarcimento?

La persona che è stata vittima di un pirata della strada, ovvero che abbia subìto un danno al proprio veicolo da parte di un mezzo privo di copertura assicurativa, può rivolgersi alla società assicuratrice che, nel proprio ambito territoriale, sia stata individuata come responsabile del Fondo di garanzia per le vittime della strada.

L’operatività del Fondo di garanzia è infatti garantita da alcune imprese di assicurazione, con competenza territoriale riferita al luogo di accadimento del sinistro, designate con decreto del ministro competente e alle quali è affidato l’incarico di provvedere alla liquidazione dei danni ed al pagamento dei relativi importi in favore degli aventi diritto.

In genere, le società a cui è affidato il compito di gestire e liquidare i sinistri per conto del Fondo di garanzia per le vittime della strada sono le seguenti: Reale Mutua, Allianz, Unipol Sai, Sara, Generali Italia e Cattolica.

L’impresa designata, per regione o gruppo di regioni, eseguito il pagamento, ottiene il rimborso dal Fondo delle somme versate.

Per rivolgersi al Fondo di garanzia per le vittime della strada, dunque, non bisognerà fare altro che controllare quale sia la società d’assicurazione competente nel territorio ove è avvenuto l’incidente ed effettuare una normale denuncia di sinistro, proprio come se si trattasse di una comunissima assicurazione.

Sinistro causato da ignoti: serve la denuncia penale?

Secondo la giurisprudenza [1], il fondo di garanzia è tenuto a pagare il risarcimento anche se la vittima non ha sporto una denuncia penale contro l’ignoto conducente che l’ha investito. Nemmeno è richiesto che la vittima si sia adoperata per svolgere indagini che potessero far risalire all’identità dell’investitore.

In pratica, il fondo di garanzia risarcisce perché la vittima dell’auto pirata non può trasformarsi in detective. Il fondo paga anche al di là della querela: ciò che è importante è accertare il sinistro, non la diligenza del danneggiato nell’aiutare a trovare il responsabile.

Secondo i giudici, la lotta alle frodi assicurative non può trasformare la vittima dell’auto pirata in un investigatore privato. Ciò che conta è accertare che effettivamente il sinistro sia stato cagionato da un veicolo rimasto ignoto e non la maggiore o minore diligenza mostrata dall’infortunato nel consentire di individuare il responsabile.

Allo stesso modo, non c’è alcun automatismo fra risarcimento del danno e presentazione della denuncia o querela contro ignoti. A maggior ragione, quando il danneggiato muore nel sinistro e l’indagine, vana, è svolta dalla polizia giudiziaria. Peraltro, se le forze dell’ordine arrivano tardi sul posto ben può risultare decisivo anche un teste non sentito nell’immediatezza dei fatti.


Il fondo di garanzia è tenuto a pagare il risarcimento anche se la vittima non ha sporto una denuncia penale contro l’ignoto conducente che l’ha investito.

note

[1] Trib. Locri, sent. n. sentenza 682 del 26 ottobre 2020.

Autore immagine: Canva.com


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