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Reddito di cittadinanza: quando scatta il sequestro

4 Gennaio 2021 | Autore:
Reddito di cittadinanza: quando scatta il sequestro

La carta Postepay o Postamat può essere bloccata dall’Autorità giudiziaria molto prima dell’accertamento definitivo dei reati di abusiva percezione del sussidio.

Percepire indebitamente il Reddito di cittadinanza può costare caro: per chi viene scoperto non c’è solo il “normale” procedimento penale, ma anche la misura, più brutale e immediata, del sequestro della carta. Così la fonte del reddito viene bruscamente interrotta e si perde anche lo strumento sul quale vengono erogate le somme, come la Postepay. A quel punto, il gioco, cioè la frode, non vale più la candela: la carta e il sussidio spariscono in un colpo solo.

Il sequestro della carta di cittadinanza è un modo di intervento rapido che impedisce di intascare le somme: agisce togliendo al titolare degli accrediti la disponibilità del mezzo attraverso il quale le somme affluiscono periodicamente, con le ricariche mensili. È evidente che se viene bloccata la carta Postamat Rdc viene automaticamente meno la possibilità di percepire il reddito; recentemente, lo Stato ha imparato ad utilizzare questo efficace sistema quando scova chi non ha diritto al sussidio oppure lo utilizza in impieghi diversi da quelli consentiti dalla legge.

Ma quando scatta il sequestro del Reddito di cittadinanza? Tecnicamente, si tratta di un sequestro preventivo, che viene disposto dall’Autorità giudiziaria per evitare che il reato di abusiva percezione venga portato a conseguenze ulteriori. Di solito, questa misura cautelare viene adottata già nella fase delle indagini preliminari e, dunque, prima che si svolga il processo vero e proprio. La Cassazione ha dato il via libera a questa prassi, che adesso viene adottata frequentemente dai tribunali italiani.

Il sequestro preventivo della carta

Il sequestro preventivo, è una misura cautelare che si adotta nel procedimento penale [1]. A differenza delle misure cautelari personali (come la custodia in carcere, gli arresti domiciliari o l’obbligo di firma), essa è “reale” perché agisce sulle cose, in questo caso la carta Postamat Rdc sulla quale viene accreditato il reddito.

Togliere la carta al percettore significa impedirgli di incassare i soldi: questo realizza la finalità tipica del sequestro preventivo, che è quella di impedire che il reato venga aggravato e portato a conseguenze ulteriori.

Il sequestro preventivo della carta Rdc è stato recentemente ammesso dalla Corte di Cassazione, come abbiamo spiegato nella notizia arriva il sequestro della carta del reddito di cittadinanza. In quel “caso pilota”, si trattava di un finto disoccupato, che in realtà lavorava come dipendente in un laboratorio ma non aveva comunicato questa circostanza, contravvenendo un preciso obbligo a suo carico e commettendo un reato.

Reddito di cittadinanza: quali reati

La legge istitutiva del Reddito di cittadinanza prevede alcuni reati tipici [2]: la norma punisce, con la reclusione da 2 a 6 anni, chi, al fine di percepire indebitamente il sussidio, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi a sostegno della domanda oppure omette informazioni dovute.

Un secondo reato – più lieve del precedente perché punito con la reclusione da 1 a 3 anni – riguarda chi già percepisce il Reddito ed omette di comunicare, entro i termini previsti, le variazioni di reddito o di patrimonio rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio.

Nel caso deciso dalla Cassazione al quale abbiamo accennato [3] si trattava proprio di questa seconda ipotesi, in quanto il percettore si era “dimenticato” di comunicare il suo sopravvenuto impiego come lavoratore dipendente: questa informazione era rilevante perché suscettibile di comportare variazioni nell’importo dell’assegno mensile erogato. Da qui, il sequestro preventivo della carta ad egli intestata e sulla quale percepiva indebitamente il Reddito di cittadinanza.

Sequestro carta Rdc: quando scatta e per chi

La Cassazione in tale occasioni ha stabilito questo principio: «il sequestro preventivo della carta reddito di cittadinanza, nel caso di false indicazioni od omissioni di informazioni dovute, anche parziali, da parte del richiedente, può essere disposto anche indipendentemente dall’accertamento dell’effettiva sussistenza delle condizioni per l’ammissione al beneficio».

Maglie larghe, quindi, al sequestro della carta Rdc che è consentito in tutti i casi in cui si riscontrano gravi indizi di colpevolezza della commissione di uno dei reati in materia di Reddito di cittadinanza che abbiamo descritto: al di là dei casi di false dichiarazioni nella domanda di ammissione al beneficio, la misura può scattare qualora emerga l’omissione della comunicazione delle variazioni di reddito o di patrimonio che possono incidere sull’entità del sussidio, anche quando il Reddito spetterebbe comunque, perché ad esempio non è stata superata la soglia Isee.

Ora, con una nuovissima sentenza [4] la Suprema Corte ha tirato ancor di più il freno ed è arrivata a colpire con il sequestro della carta Postepay un percettore che, abusivamente, divideva il proprio Reddito di cittadinanza con la sua ex convivente ed aveva omesso di comunicare che ella aveva lasciato l’alloggio comune.

Gli Ermellini si concentrano sul fatto che l’uomo «ha dato conto di aver percepito il Reddito di cittadinanza ammettendo di averne ripartito il corrispettivo con la sua ex convivente (allontanatasi dall’alloggio comune), in buona sostanza così decidendo autonomamente di destinare il sussidio secondo proprie valutazioni slegate dai requisiti di legge, tra l’altro al venire meno della situazione di convivenza e senza fornire alcuna informazione circa la modificazione dello stato personale, con ogni incidenza sulle ricadute economiche».

Così i giudici di piazza Cavour hanno respinto la richiesta di riesame e dissequestro della carta ed hanno sancito la legittimità del sequestro preventivo che era stato operato in fase di merito dal Gip presso il tribunale. Infatti, non bisogna dimenticare che il Reddito va speso in maniera vincolata e gli acquisti effettuati attraverso la card vengono monitorati. Inoltre, l’ammontare non speso interamente nel mese viene sottratto, nel limite del 20%, dalla mensilità successiva.

Leggi anche Reddito di cittadinanza: perdita, riduzione e sanzioni e Reddito di cittadinanza: ultime notizie.


note

[1] Art. 321 Cod. proc. pen.

[2] Art. 7 D.L. 28 gennaio 2019, n.4, convertito con modificazioni in Legge 28 marzo 2019, n. 26.

[3] Cass. sent. n. 5290 del 10 febbraio 2020.

[4] Cass. sent. n. 30302/20 del 2 novembre 2020.


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