Cronaca | News

Covid, cosa sono le fasce di rischio lockdown

3 Novembre 2020 | Autore:
Covid, cosa sono le fasce di rischio lockdown

Verranno decise in base alla situazione dei singoli territori misure più o meno severe, da quelle che valgono in tutta Italia all’istituzione di zone rosse.

Tra i punti fermi del nuovo Dpcm anti-Covid che Giuseppe Conte dovrebbe firmare tra questa sera e, al massimo, domani mattina c’è l’esclusione di un lockdown a livello nazionale e la creazione di tre fasce di rischio a livello territoriale in cui inserire città e regioni in base a 21 diversi parametri. Così ha confermato Conte in Parlamento, così verrà deciso nel testo del decreto del presidente del Consiglio. Ma cosa sono queste fasce di rischio e quando una regione può essere spostata dall’una all’altra fascia determinando la possibilità di un lockdown locale?

Le fasce si dividono in rischio moderato, alto per meno di tre settimane e alto per più di tre settimane. A seconda dell’evolversi della pandemia, le regioni possono entrare ed uscire in una o in un’altra fascia. Tra i paramenti che determineranno questo spostamento, i più importanti saranno:

  • l’indice Rt, cioè quello relativo alla trasmissibilità del virus, che in regioni come Lombardia e Piemonte ha superato quota 2 nell’ultimo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità;
  • il numero dei casi positivi sintomatici che risultano in un mese;
  • il numero dei casi registrati con storia di ricovero ospedaliero;
  • il numero delle strutture residenziali socio-sanitarie con almeno una situazione settimanale di criticità;
  • la percentuale di tamponi positivi, cioè il rapporto tra tamponi effettuati nella regione ed il numero di casi positivi che risultano da quei test;
  • il tempo medio che trascorre tra la data in cui si avvertono i primi sintomi e quella in cui viene diagnosticato il Covid;
  • la quantità di nuovi focolai di trasmissione;
  • la saturazione dei posti letto di area medica o di terapia intensiva in rapporto all’effettiva disponibilità del territorio e della struttura sanitaria.

Ad oggi, ed in attesa dei nuovi dati che arriveranno in giornata, l’indice Rt nazionale è all’1,7, cioè al di sopra della soglia di attenzione dell’1,5. Sopra questo valore si collocano 13 regioni, ovvero:

  • Lombardia e Piemonte sopra il 2;
  • la Provincia autonoma di Bolzano che sfiora quella soglia (1,95);
  • Molise e Val d’Aosta sopra 1,8;
  • Calabria, Emilia Romagna, Puglia e Umbria sopra l’1,6;
  • Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria e Provincia autonoma di Trento sopra 1,5.

Questo dato, come detto, va incrociato con gli altri parametri da tenere in considerazione per collocare le regioni (con ordinanza del ministero della Salute) in una fascia piuttosto che in un’altra, soprattutto per quanto riguarda il livello di sofferenza a cui sono sottoposti i reparti ospedalieri e, in particolare, quelli di terapia intensiva.

La prima fascia di rischio comporta il rispetto delle misure adottate a livello nazionale, quindi: coprifuoco (l’orario è ancora da definire, ma l’ipotesi più plausibile al momento è quella delle ore 21), chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione dei negozi di alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai ed edicole che si trovano al loro interno, chiusura delle sale giochi e dei corner con videogiochi nei bar o dal tabaccaio, chiusura di musei e mostre e riduzione al 50% del limite di capienza nei mezzi di trasporto pubblico. Si valuta, inoltre, la chiusura dei ristoranti la domenica a mezzogiorno, mentre sarebbe stata accantonata l’idea di fermarli durante l’ora di pranzo in settimana.

La fascia 2 comporterà ulteriori restrizioni, decise dal Governo a seconda della gravità della situazione nei singoli territori. La fascia di rischio 3 è quella che potrebbe comportare il lockdown, cioè l’istituzione di zone rosse in certe città o in intere regioni. Lombardia e Piemonte, ma forse anche Calabria e Puglia si avviano verso il lockdown di tre settimane. In provincia di Bolzano, questa misura è già stata decisa in 11 Comuni.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. La situazione mi preoccupa molto. Qui, stiamo peggiorando e ogni giorno che passa va peggio del precedente. Io mi auguro che gli italiani riescano a rispettare le regole.

  2. Il nuovo dpcm con le misure di contenimento del coronavirus è alle battute finali ma per avere un quadro preciso delle zone rosse e quindi dei territori a rischio lockdown si dovranno attendere i dati dell’Istituto superiore di sanità previsti per domani.

  3. Tramite l’incrocio determinato da Rt e l’indice di rischio di ciascuna realtà regionale, definito dai 21 parametri stabiliti dal ministero della Salute, che verrà stilato l’elenco delle regioni in zona rossa, zona arancione e zona verde. A ogni ‘zona’ corrisponderanno regole diverse partendo da quelle più restrittive delle aree rosse a quelle delle aree verdi.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube