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Come si compone il nucleo familiare?

4 Gennaio 2021
Come si compone il nucleo familiare?

Membri costitutivi del nucleo familiare e differenze con la famiglia anagrafica. L’importanza del nucleo familiare ai fini fiscali.

Si tratta di uno dei termini più utilizzati negli ultimi anni e lo si incontra soprattutto quando si ha a che fare con il Fisco, ma anche con tutti gli strumenti di sussidio statali. Stiamo parlando del nucleo familiare. Per compilare la dichiarazione sostitutiva unica serve indicare i redditi del nucleo familiare; per avere diritto al reddito minimo garantito occorre comunicare quante persone rientrano nel nucleo familiare e lo stesso bisogna fare per partecipare a bandi di assegnazione dell’edilizia residenziale pubblica.

Come si compone il nucleo familiare? È importante saperlo? Probabilmente, ti starai chiedendo se c’è differenza tra famiglia e nucleo familiare, due concetti che, per molti versi, hanno parecchie cose in comune. Il dubbio è lecito, visto che, ancora troppo spesso, su giornali e mass media di ogni tipo, si sente usare la parola famiglia come sinonimo di nucleo familiare.

In questo articolo, abbiamo raccolto le informazioni necessarie qualora ti servisse una guida utile per individuare quali membri fanno effettivamente parte del tuo nucleo familiare e quali invece rientrano soltanto nella famiglia anagrafica.

Il nucleo familiare: cos’è?

Un articolo dedicato al nucleo familiare non può che prendere le mosse da una domanda: famiglia e nucleo familiare sono la stessa cosa? La risposta è: decisamente no. Sebbene in molti casi le due cose possano anche coincidere, resta il fatto che sussistono differenze importanti. Diversa, infatti, è la normativa di riferimento che stabilisce cos’è l’una e cosa è l’altro, così come ad essere diverso è lo scopo individuato dalla legge.

Col rischio di anticipare un po’ le cose, possiamo affermare che il nucleo familiare esiste esclusivamente per motivi fiscali.

Ma procediamo con calma e ora proviamo a dare una definizione di nucleo familiare, che indica quell’insieme di persone riconosciute in una famiglia anagrafica, conviventi o meno nella stessa abitazione, ma sempre a carico del contribuente.

Dunque, le persone che compongono il nucleo familiare possono non corrispondere a quelle della famiglia anagrafica [1].

A questo punto, quindi, dobbiamo fare un pit stop nei box della famiglia anagrafica.

La famiglia anagrafica

La famiglia anagrafica entra a far parte degli schedari comunali se sussistono tre condizioni:

  • un vincolo affettivo;
  • la coabitazione;
  • la dimora nel medesimo Comune.

Per quanto riguarda il primo punto, il legame affettivo di cui parla la legge comprende:

  • il matrimonio: con gli obblighi dei coniugi nei confronti dei figli [2];
  • l’unione civile: cioè l’atto che unisce due individui maggiorenni dello stesso sesso di fronte a un ufficiale di stato civile [3];
  • la parentela: ossia il vincolo che deriva dall’appartenenza allo stesso ramo familiare. Tra padre e figlio sussiste un legame di parentela; lo stesso vale tra zio paterno e nipote, nonché tra nonno e nipote [4];
  • l’affinità: spesso confusa con la parentela, l’affinità nasce tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge. I suoceri, le nuore e i cognati, sono tutti affini [5];
  • l’adozione: cioè l’affidamento di un minore a una famiglia diversa da quella biologica [6];
  • la tutela: la rappresentanza esercitata dal tutore per conto del minore, dell’individuo interdetto o incapace di agire [7];
  • un qualunque tipo di vincolo affettivo: si pensi, per esempio, alla convivenza di fatto, ossia il legame instaurato tra due persone che forniscono reciproca assistenza morale e materiale [8].

La coabitazione, invece, sussiste nel momento in cui due persone maggiorenni condividono lo stesso spazio abitativo, indicato, tra l’altro, nello stato di famiglia rilasciato dall’Ufficio Anagrafe del Comune di residenza. Questo certificato rappresenta il documento ufficiale che riporta i membri appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

Ma attenzione. La legge prevede che la famiglia anagrafica possa essere composta anche da una singola persona [9].

Può verificarsi, ad esempio, il caso in cui una famiglia decida di locare una camera della casa di proprietà ad un ragazzo maggiorenne in cerca di lavoro. In una situazione del genere, avremo due stati di famiglia: il primo, che riunisce i membri della famiglia proprietaria; il secondo, che è quello del ragazzo singolo.

Da quanto abbiamo detto finora, emerge chiaramente che la famiglia anagrafica si distingue dal nucleo familiare già per la questione “coabitazione”. Infatti, mentre per il primo tipo di insieme familiare essa è indispensabile, per il secondo è un elemento accessorio.

Chi fa parte del nucleo familiare?

Ora che abbiamo visto cos’è la famiglia anagrafica, analizziamo i possibili membri di un nucleo familiare.

Come abbiamo visto nella definizione riportata in apertura dell’articolo, nel nucleo familiare rientrano i membri della famiglia anagrafica: quindi, quelli riportati nello stato di famiglia. Oltre a questi, dello stesso nucleo fanno parte i soggetti fiscalmente a carico del contribuente. Cosa significa questo? L’esempio più pratico che si possa fare è quello dei genitori che lavorano e che hanno due figli minorenni.

Secondo la legge, sono a carico del contribuente:

  • i figli che hanno meno di 24 anni e con un reddito annuo uguale o inferiore a 4.000 €;
  • i familiari che percepiscono un reddito annuo pari o inferiore a 2.840,51 €.

Se non vi è nulla da aggiungere sull’individuazione della categoria “figli”, il lettore potrebbe avere le idee confuse su quella dei familiari. Nessuna paura, perché, per familiare, si intende semplicemente il membro appartenente alla famiglia anagrafica. Ed è proprio a questo punto che scatta la differenza tra nucleo familiare e famiglia anagrafica. Vediamola meglio con un esempio pratico.

Mario Rossi, divorziatosi da Francesca Verdi, è padre di due figli, Luigi, un ragazzo di 21 anni che frequenta l’università in una città diversa da quella della residenza paterna, e Marco, ancora minorenne che però vive con la madre. Mario oggi ha una storia con Anna, con la quale convive di fatto insieme ai due figli della donna, ma ha deciso, di sua spontanea volontà, di versare gli alimenti all’ex moglie. L’attuale convivente, invece, percepisce un reddito annuale di 2.700 € derivante da un contratto di lavoro a somministrazione.

Come si costituisce il nucleo familiare di Mario Rossi? Di esso fanno parte:

  • il dichiarante, quindi Mario;
  • i due figli, Luigi e Marco: il primo, non convivente, perché riceve dal padre i soldi per pagare le tasse universitarie; il secondo, minorenne, riceve l’assegno alimentare;
  • i membri della sua famiglia anagrafica: cioè Anna con i suoi due figli, in virtù della convivenza di fatto che la lega a Mario. Anna, infatti, è una familiare del contribuente e il suo guadagno è inferiore alla soglia prevista dalla legge.

Perché è importante il nucleo familiare?

Nell’esempio appena riportato, abbiamo menzionato il fatto che Luigi è uno studente universitario e che, per pagare le tasse, si avvale dell’aiuto economico del padre. Quello che non abbiamo detto è che, prima di iscriversi al corso di laurea, Luigi ha presentato alla segreteria competente un documento noto come Indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Perché e cosa centra con il nucleo familiare? Sull’Isee è riportato un valore economico che indica a quanto ammonta la ricchezza complessiva di un intero nucleo familiare. Il calcolo di questo valore permette di effettuare una equiparazione tra famiglie e, in questo modo, si può determinare chi può avere diritto a prestazioni agevolate e chi ne resta escluso.

Obiettivo dell’indicatore, infatti, è di permettere l’accesso ad alcune agevolazioni.

Nel nostro caso, se l’Isee presentato da Luigi sarà inferiore a una determinata fascia di reddito, lo studente avrà diritto a una riduzione della quantità di tasse da pagare all’università. Se non lo presentasse o il valore risultasse eccedente, Luigi dovrebbe versare il massimo delle tasse.

Per tornare all’argomento qui trattato, l’Isee tiene conto del reddito complessivo di tutti i membri del nucleo familiare (e non della famiglia anagrafica) [10].

Anche per richiedere il reddito di cittadinanza serve presentare l’Isee con i redditi dei componenti del nucleo familiare [11]. Anzi, il Rdc viene calcolato sulla base del nucleo stesso. Nello specifico, più membri conterà il nucleo, maggiore sarà la quota erogata mensilmente.

Un nucleo familiare di due adulti e un minore riceverà un reddito integrativo di 800 €, mentre uno composto da 3 adulti e due minorenni, avrà un bonus di 1.100 €.

Il nucleo familiare è importante anche per il godimento degli assegni omonimi. Si chiamano assegni per il nucleo familiare (Anf) quelle somme di denaro erogate dall’Inps, ma anticipate dal datore di lavoro a quel lavoratore il cui reddito familiare sia inferiore al minimo fissato dalla legge.

Il nucleo familiare può variare?

Il nucleo familiare non è un’entità immobile e pre-costituita, ma può variare nel corso degli anni. Tale variazione può investire aspetti quantitativi, ma può riguardare anche la sfera giuridica e quella della salute.

Si ha una variazione quantitativa del nucleo nei casi di:

  • nascita di un figlio;
  • decesso di un membro;
  • uscita dal nucleo familiare.

Per quanto riguarda l’ultimo punto, si pensi al figlio che contrae matrimonio, dando vita a una nuova famiglia anagrafica e, al contempo, a un nucleo familiare separato.

Lo status giuridico del nucleo familiare può variare quando un coniuge si separa legalmente, ovvero in caso di divorzio, come nel caso di Mario e Francesca.

Infine, qualora dovessero subentrare problemi di salute tali da condurre a invalidità o inabilità, il nucleo familiare registrerebbe tale modifica, importante per ottenere agevolazioni sociali.

È il caso di un nucleo familiare con un minorenne disabile che, partecipando al bando di assegnazione di case popolari nel proprio comune di residenza, riceverebbe un punto in più in graduatoria proprio a causa dell’affezione sofferta dal figlio.


note

[1] Art. 4 del D. P. R. n. 223/1988.

[2] Artt. 147, 148 e 155 cod. civ.

[3] Art. 1 co. 1 L. n. 76/2016.

[4] Art. 74 cod. civ.

[5] Art. 78 cod. civ.

[6] L. n. 184/1983.

[7] Art. 348 cod. civ.

[8] Art. 1, co. 37 L. n. 76/2016.

[9] Art. 4, co. 2 D. P. R. n. 223/1988.

[10] Art. 2, co. 1 Dpcm n. 159/2003.

[11] L. n. 4/2019.


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