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Requisiti per l’adozione

5 Gennaio 2021
Requisiti per l’adozione

Per adottare un bambino è necessario che la coppia di coniugi sia sposata da almeno tre anni e che non superi un certo limite di età.

Tu e tuo marito siete sposati da circa cinque anni. Di figli, però, neanche l’ombra. Così, avete deciso di fare un atto d’amore adottando un bambino. Il vostro avvocato di fiducia vi ha già illustrato l’iter da seguire, i costi e le tempistiche.

In questo articolo ci soffermeremo, in particolare, sui requisiti per l’adozione di un minore. In Italia, infatti, questo percorso può essere intrapreso solamente dalle coppie sposate da almeno tre anni, che non superino un certo limite di età (che tuttavia può essere derogato in determinati casi) e che possano provvedere concretamente al bambino, dal punto di vista economico ed affettivo. Per tale ragione, i servizi sociali, su incarico del tribunale, effettuano delle indagini volte ad accertare anche l’ambiente familiare dei coniugi e i motivi che li hanno spinti a fare questo grande passo. Una volta conclusa l’adozione, il bambino diventa figlio degli adottanti e non avrà più rapporti con la sua famiglia di origine (fatti salvi i divieti matrimoniali). Ma procediamo con ordine e cerchiamo di analizzare la questione punto per punto.

Adozione: come funziona?

Non tutti hanno la fortuna di poter avere dei figli. Per le coppie che lo desiderano, però, c’è la possibilità di ricorrere all’adozione. Si tratta, in parole povere, di una procedura che consente di diventare genitori di un bambino che non si è procreato naturalmente e che si trova in stato di abbandono, ossia è privo dell’assistenza morale e materiale da parte della famiglia biologica.

La domanda di adozione, redatta in carta semplice, deve essere presentata al tribunale per i minorenni unitamente ad una serie di documenti (stato di famiglia, certificato di nascita dei coniugi, dichiarazione dei redditi, certificato medico, ecc.). Con questa domanda, in pratica, la coppia dichiara di essere disponibile ad adottare un bambino.

A questo punto, il tribunale incarica i servizi sociali di effettuare, entro 120 giorni, delle indagini finalizzate a verificare i motivi per i quali si desidera adottare e l’idoneità della coppia a prendersi cura del minore. In altre parole, è necessario accertare la reale possibilità dei coniugi a mantenere un figlio, in base alle proprie risorse, a garantirgli un ambiente familiare sereno ed a provvedere alla sua crescita, educazione ed istruzione.

Concluse le verifiche, il tribunale potrà:

  • emettere il decreto di idoneità;
  • respingere la richiesta;
  • richiedere nuove verifiche, più approfondite.

Se la famiglia di origine del minore chiede di riavere indietro il figlio, si parla di adozione a rischio giuridico. In casi del genere, il bambino viene affidato temporaneamente alla coppia ritenuta idonea all’adozione per la durata dell’iter processuale.

Tra tutte le coppie di coniugi che presentano domanda, viene scelta quella che risulta più idonea a soddisfare le esigenze di vita del bambino dichiarato in stato di adottabilità.

L’affidamento preadottivo

Se l’esito delle indagini è favorevole e la coppia viene ritenuta idonea, allora il minore viene affidato ai coniugi per un periodo di un anno. Si tratta del cosiddetto affidamento preadottivo, ossia un periodo di prova che consente di valutare la compatibilità tra il bambino e i futuri genitori adottivi al fine di favorire una piena integrazione. Decorso il termine dell’affidamento preadottivo (che può essere prorogato, d’ufficio o su richiesta degli interessati, di un altro anno nell’interesse del minore) il tribunale pronuncia l’adozione.

Requisiti per l’adozione

Per adottare un minore sono necessari i seguenti requisiti:

  • i coniugi devono essere uniti in matrimonio da almeno tre anni al momento della presentazione della domanda. Se, invece, sono sposati da poco tempo devono aver convissuto, prima delle nozze, in modo stabile e continuativo per un periodo complessivo di tre anni. Inoltre, non deve essere in corso un procedimento di separazione personale, nemmeno di fatto;
  • gli adottanti devono essere più grandi dell’adottato di almeno 18 anni. Il limite massimo, però, è fissato a 45 anni per un genitore e 55 per l’altro, a meno che la coppia decida di adottare anche altri fratelli o sorelle dell’adottato;
  • la coppia deve essere in grado di educare, istruire e mantenere il minore che si intende adottare. Tale requisito viene accertato tramite i servizi socio-assistenziali degli Enti locali, in collaborazione con i servizi delle aziende sanitarie locali.

Come vedi, quindi, per adottare un bambino occorre essere in due, sposati e non superare una certa età, in modo da seguire l’adottato durante la sua crescita.

Adozione: quali conseguenze comporta?

Con l’adozione, il minore diviene figlio a tutti gli effetti degli adottanti e acquista il cognome del padre adottivo che va a sostituire quello originario. Vengono meno i rapporti tra il minore e la sua famiglia biologica, parenti compresi (ad eccezione per i divieti matrimoniali).

Adozione: tempi e costi

Possiamo dire che i costi per l’adozione nazionale sono pressoché nulli, in quanto basta presentare una domanda di disponibilità in carta semplice.

Il discorso cambia se si decide di adottare un minore straniero: la spesa da sostenere, infatti, potrebbero raggiungere anche i 50 mila euro, a seconda del paese di origine del minore.

Quanto alle tempistiche, prima di essere dichiarata idonea, la coppia può attendere anche 6 o 10 mesi dal giorno in cui ha dato la propria disponibilità all’adozione. Successivamente, si viene inseriti in una lista ed è necessario attendere di essere chiamati per poi iniziare l’affidamento preadottivo di 12 mesi (prorogabili su decisione del tribunale). In buona sostanza, possono passare anche 3 anni per il completamento della procedura.



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