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Dpcm anti-Covid: le nuove limitazioni nelle regioni

3 Novembre 2020
Dpcm anti-Covid: le nuove limitazioni nelle regioni

Il sistema «a semaforo» pensato dal Governo. L’Italia divisa in zone, a seconda della circolazione del virus.

Niente lockdown integrale ma misure per gradi, a seconda di quanto l’epidemia correrà nelle singole regioni. È l’idea a cui si sta pensando, dopo la riunione di stamattina tra i capi delegazione della maggioranza, per arginare la seconda ondata di Coronavirus: restrizioni differenziate, con regioni «rosse», «gialle/arancioni» o «verdi».

Il colore, che denota il grado di circolazione del virus, sarà attribuito a ciascuna regione in base al suo coefficiente di rischio, che tiene conto di 21 criteri (casi nelle rsa, numero dei ricoveri, numero dei sintomatici ecc.).

Regioni rosse

Nelle regioni rosse si avranno le restrizioni più simili a quello che è stato il lockdown della prima ondata. Si parla, infatti, di lockdown light, sul modello dei provvedimenti anti-Covid adottati in Germania. Vi rientreranno Lombardia, Piemonte e Calabria e, con tutta probabilità, anche Valle D’Aosta e Trentino Alto Adige.

Qui, sarà stop alla didattica in presenza per le scuole superiori di secondo grado e per parte di quelle di primo grado (seconda e terza media); le lezioni saranno al 100% da remoto. In pratica: si andrà a scuola solo fino alla prima media; per il resto didattica a distanza.

Resteranno aperte soltanto le industrie e gli esercizi commerciali che vendono generi di prima necessità (alimentari, farmacie, tabaccherie, edicole). Chiuderanno, quindi, ristoranti, parrucchieri, centri estetici. E chiuderanno le stesse regioni rosse, dove non si potrà né entrare né uscire. Il divieto di spostamento dovrebbe valere anche tra un Comune e l’altro all’interno della stessa regione.

Regioni arancioni

Stesse limitazioni agli spostamenti anche nelle regioni gialle o arancioni. Qui chiuderanno i ristoranti, ma potranno invece restare aperti estetisti e parrucchieri.

La scuola sarà in presenza fino alla terza media. Dovrebbero esservi ricomprese Liguria, Puglia, Campania e probabilmente anche il Veneto.

Regioni verdi

Le regioni verdi sono, invece, quelle a minor rischio di un’escalation contagi, dove la circolazione del virus è moderata, e avranno le minori limitazioni.

Qui, scatteranno tutte le misure che il nuovo Dpcm prevede a livello nazionale: il coprifuoco (leggi qui per approfondire: Dpcm: Conte ha deciso il coprifuoco), lo stop ai musei e ai teatri, ai centri commerciali nel weekend (a eccezione dei servizi essenziali come farmacie ed edicole), slot machine bandite nei tabaccai, capienza dei mezzi pubblici al 50%. Sono le uniche in cui ci si potrà spostare liberamente, per andare, ovviamente, solo in altre regioni verdi.

È possibile che una regione, da verde, diventi ad esempio gialla o rossa. È il ministro della Salute che può disporre cambiamenti in questo senso, con un’ordinanza che può scavalcare i provvedimenti dei governatori regionali. Il meccanismo con cui potranno essere modificati i colori attribuiti alle regioni è automatico: si monitorano i dati settimanalmente e, in base a quelli, si decide.



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