Covid: così si capisce da un colpo di tosse

3 Novembre 2020
Covid: così si capisce da un colpo di tosse

Un algoritmo è in grado di riconoscerne il suono e, da questo, capire se la persona ha contratto l’infezione.

Dimmi come tossisci e ti dirò se hai il Covid: a renderlo possibile è un algoritmo di intelligenza artificiale, ideato negli Stati Uniti che, finora, ha dimostrato di avere un livello molto alto di affidabilità.

I suoi risultati sono credibili almeno al 98,5%. Quando la tosse era l’unico sintomo, le previsioni si sono rivelate giuste nel 100% dei casi, corrispondendo ai tamponi poi rivelatisi positivi.

L’algoritmo, creato da ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), ha la capacità di riconoscere il suono dei colpi di tosse di chi si è contagiato, suono che avrebbe peculiarità non distinguibili dall’orecchio umano. In definitiva, chi tossisce e ha il Coronavirus, tossisce diversamente da chi, invece, è negativo.

Gli scienziati se ne sono accorti letteralmente studiando il modo in cui le persone tossiscono. Hanno ascoltato circa 70mila di colpi di tosse, campionati su registrazioni audio; 2500 di questi era di persone che avevano contratto l’infezione da Sars-CoV2.

È l’agenzia di stampa Adnkronos a mettere al corrente di questa nuova scoperta, spiegata sull’Ieee Journal of Engineering in Medicine and Biology dal team di Brian Subirana.

«Il modo in cui tossisci cambia quando hai Covid-19, anche se sei praticamente asintomatico», afferma Subirana. I ricercatori aspettano solo l’ok definitivo per farlo diventare un’app scaricabile da tutti, in modo da ampliare ulteriormente la gamma degli strumenti diagnostici attualmente disponibili.

In particolare, l’algoritmo potrebbe essere utile «per lo screening quotidiano di studenti, lavoratori e pubblico in scuole, sul lavoro o sui mezzi di trasporto, o per dei test in grado di rilevare focolai», è scritto nella ricerca del team di scienziati.

Altri istituti di ricerca e atenei, come l’Università di Cambridge, la Carnegie Mellon University e la start-up sanitaria britannica Novoic hanno in cantiere progetti simili.



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