Diritto e Fisco | Articoli

Pensione bassa: come alzare l’assegno

4 Novembre 2020 | Autore:
Pensione bassa: come alzare l’assegno

Integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, supplementi, pensione di cittadinanza, assegni familiari: come avere una pensione più alta.

Il pensionato Inps il cui importo del trattamento risulti piuttosto basso può disporre di alcune agevolazioni a proprio favore per incrementare la pensione.

Ma in caso di pensione bassa come alzare l’assegno? Chi ha un reddito esiguo (proprio e dell’eventuale coniuge) può, ad esempio, chiedere l’integrazione della pensione al trattamento minimo e ulteriori maggiorazioni sociali, come l’incremento al milione.

Alcune categorie di pensionati possono poi beneficiare degli assegni per il nucleo familiare. Se il reddito dell’intero nucleo familiare risulta basso e se si soddisfano determinate condizioni di reddito e personali, si può anche integrare la propria pensione con la pensione di cittadinanza o col reddito di cittadinanza (a seconda della composizione della famiglia).

Talvolta, l’importo basso della pensione può essere determinato da un calcolo errato, ad esempio in quanto l’Inps non ha considerato dei contributi o delle maggiorazioni relative a determinati periodi: in questo caso, basta richiedere la ricostituzione, o ricalcolo, del trattamento.

Ricalcolo della pensione

Il ricalcolo della pensione, o ricostituzione, è un’operazione di riliquidazione dell’assegno eseguita dall’Inps, solitamente su domanda: accade spesso, infatti, che l’istituto non consideri dei contributi accreditati, il diritto a maggiorazioni dei periodi contribuiti o altre situazioni che incidono sul calcolo della pensione.

Il pensionato può dunque domandare, se la determinazione del trattamento non è corretta, una nuova liquidazione della prestazione riconosciuta dall’Inps.

Il ricalcolo può riguardare anche il diritto all’integrazione al trattamento minimo o alle maggiorazioni sociali: si tratta di prestazioni economiche che integrano le pensioni più basse, per le quali sono previsti dei limiti di reddito in capo al pensionato e all’eventuale coniuge.

Integrazione della pensione

La pensione d’importo basso può essere integrata, se il pensionato:

  • percepisce un trattamento per il quale può beneficiare di un incremento o di una maggiorazione;
  • soddisfa le condizioni richieste per l’incremento o per la maggiorazione (solitamente, si richiede di non superare determinate soglie di reddito).

I trattamenti che aumentano la pensione collegati al reddito sono numerosi; di seguito, i principali:

  • integrazione al trattamento minimo: consiste in un aumento della pensione mensile, che viene integrata sino ad arrivare a 515,58 euro mensili (per l’anno 2020: inizialmente l’Inps aveva disposto un importo pari a 515,07 euro al mese, poi corretto sulla base delle recenti rilevazioni Istat);
  • maggiorazione sociale base: è un aumento della pensione previsto dalla nota legge del 1988 sull’elevazione dei livelli dei trattamenti sociali e miglioramenti delle pensioni [1];
  • incremento al milione: si tratta di un ulteriore aumento della pensione, introdotto dalla finanziaria del 2002 a favore dei pensionati al di sopra dei 70 anni [2] (alcune categorie di pensionati possono richiederlo prima del compimento del 70° anno di età; per approfondire: Aumento pensione, a chi spetta);
  • quattordicesima: si tratta di una somma aggiuntiva sulla pensione che, a seconda del reddito del pensionato (non superiore a 2 volte il minimo) e degli anni di contributi accreditati, può arrivare sino a 655 euro.

Presentazione del Red per pensioni e prestazioni collegate al reddito

Se l’interessato beneficia di una pensione o di una prestazione economica che è collegata al reddito, cioè che può essere ridotta, sospesa o interrotta al superamento di determinate soglie reddituali, l’Inps deve essere in grado di verificare il possesso dei requisiti per il diritto al trattamento.

In particolare, l’istituto, attraverso le banche dati dell’Agenzia delle Entrate, effettua ogni anno la rilevazione dei redditi dei pensionati per determinare la misura delle prestazioni che spettano per legge.

Non sempre, però, l’Inps riesce a ricavare autonomamente ed in tempi congrui i dati reddituali di chi percepisce prestazioni collegate al reddito: in questi casi, descritti da un’importante circolare dell’istituto [3], è necessaria la collaborazione dei pensionati, obbligati a presentare il modello di dichiarazione reddituale Red. Ne abbiamo parlato in: Red, come fare.

È tenuto a presentare il Red, ad esempio, chi percepisce l’integrazione al minimo, la maggiorazione sociale, l’assegno sociale, la quattordicesima o la pensione di reversibilità.

Se l’interessato rientra nei casi in cui è tenuto per legge a rendere annualmente la dichiarazione reddituale, può provvedere direttamente dal sito dell’Inps, attraverso il servizio online Dichiarazione reddituale, Red semplificato, oppure tramite patronato o call center dell’istituto.

Se l’obbligato non presenta la dichiarazione nei termini previsti, la pensione, o la prestazione collegata al reddito, può essere sospesa e successivamente revocata; per riottenerla, è necessario presentare la domanda di ricostituzione.

Le verifiche sui redditi possono determinare il ricalcolo della pensione, il cui importo può aumentare o diminuire; se sono ricalcolati gli importi relativi a mensilità già erogate, può verificarsi il riconoscimento di arretrati o, al contrario, l’accertamento di somme indebitamente erogate, che devono essere restituite all’Inps.

Il trattamento pensionistico può dunque risultare più alto o più basso del dovuto per colpa di una dichiarazione Red non presentata, o comunque di una verifica non effettuata: accedendo al servizio Cedolino pensione e servizi collegati, è possibile accertare le variazioni dell’importo mensile della pensione, ad esempio per la corresponsione di arretrati o per il recupero di somme a debito.

Tra le eventuali trattenute a conguaglio può rientrare anche l’importo della quattordicesima, che l’Inps corrisponde in via provvisoria a fine luglio o a fine anno in automatico, in base al requisito reddituale e ai dati presenti in archivio.

In ogni caso, tutte le notifiche relative all’erogazione di importi in più o ai recuperi vengono comunicate tramite raccomandata o pec. È possibile consultare le comunicazioni anche tramite il servizio Cassetta postale online.

Detrazioni fiscali

Spesso, la pensione che accreditata risulta d’importo più basso rispetto all’importo mensile indicato nel modello di liquidazione dell’Inps: questo accade perché, nella generalità dei casi, la pensione è tassata, cioè assoggettata all’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e l’Inps, come sostituto d’imposta, applica delle ritenute fiscali.

Il reddito di pensione, difatti, non è esente dall’imposizione, salvo alcuni trattamenti, come l’indennità di accompagnamento, nonché le pensioni d’importo basso, che danno luogo a un reddito al di sotto di 8mila euro all’anno (cosiddetta no tax area pensionati).

Ma come funzionano le detrazioni sulla pensione? Si tratta di importi che nel cedolino di pensione vanno sottratti dall’Irpef lorda e determinano dunque un’imposta più bassa da pagare e un assegno più elevato. Le detrazioni sulla pensione delle quali i percipienti beneficiano più frequentemente sono le detrazioni per redditi di pensione e per familiari a carico.

Detrazioni per redditi di pensione

Ecco come funzionano le detrazioni per redditi di pensione:

  • nel caso in cui il reddito complessivo del pensionato non superi 8mila euro, la detrazione è pari a 1880 euro;
  • nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 8mila e 15mila euro si deve applicare la seguente formula per ottenere la detrazione spettante: 1297 + [583 × (15000 – reddito complessivo) / 7000];
  • nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 15mila e 55mila euro si deve applicare la seguente formula: 1297 × [(55000 – reddito complessivo) / 40000].

Per verificare tutte le detrazioni fiscali già richieste, modificare i dati già forniti o chiedere altre detrazioni d’imposta, il pensionato può accedere tramite la scheda informativa al servizio online Detrazioni fiscali: domanda e gestione (ex modello cartaceo MV10 detrazioni fiscali).

Detrazioni per familiari a carico

Oltre alle detrazioni per redditi di pensione, il pensionato può aver diritto anche alle detrazioni per familiari a carico.

La detrazione per i familiari a carico non è unica: l’importo si calcola con una formula che cambia a seconda del familiare, o dei familiari, che risultano a carico fiscale del contribuente (figli, coniuge, altri familiari), del reddito dell’interessato e di ulteriori eventuali condizioni (ad esempio, il riconoscimento di un handicap in capo al familiare a carico).

Inoltre, la detrazione può essere ridotta se il familiare non risulta a carico per l’anno intero (ad esempio se un figlio si sposa; se, invece, la soglia di reddito è superata nel corso dell’anno, la detrazione non spetta per tutto l’anno e, se già fruita, è riaddebitata).

Le detrazioni per familiari a carico possono essere fruite nel cedolino di pensione: in questo caso, l’Inps procede al conguaglio entro la fine dell’anno o, in alternativa, nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi)

Ricordiamo che il familiare è fiscalmente a carico se il suo reddito annuo lordo non supera i 2.480,51 euro; inoltre, se il familiare è un figlio di età non superiore ai 24 anni è da ritenersi fiscalmente a carico se il suo reddito annuo lordo non supera i 4mila euro.

È possibile comunicare all’Inps i familiari a carico anche tramite il servizio Dichiarazione di detrazione d’imposta per pensionati residenti in Italia o attraverso il servizio Applicazione delle detrazioni fiscali per pensionati residenti all’estero (per i non residenti in Italia).

Trattamenti di famiglia: assegno per il nucleo familiare

Il pensionato che ha dei familiari a carico può anche avere diritto ai trattamenti di famiglia come l’assegno per il nucleo familiare Anf [4] o gli assegni familiari [5]. Si tratta di prestazioni d’integrazione al reddito del nucleo familiare erogate dall’Inps e spettanti in misura diversa, a seconda della composizione e del reddito complessivo della famiglia. Il diritto agli assegni può dipendere anche dalla gestione previdenziale presso la quale l’interessato era assicurato.

Nel dettaglio, il pensionato può ottenere l’assegno per il nucleo familiare Anf se:

  • rientra, in base alla composizione, in una delle tabelle Anf, ossia tra i nuclei aventi diritto agli assegni;
  • il reddito del nucleo familiare è inferiore al limite stabilito per legge ogni anno; ai fini degli Anf si considera il reddito relativo all’anno solare che precede l’inizio del periodo di riferimento stabilito dalla legge (che va dal 1° luglio al 30 giugno);
  • il reddito della famiglia deriva da pensione o da lavoro dipendente in una misura superiore al 70%.

Gli assegni per il nucleo familiare non devono essere confusi con gli assegni familiari, anche se è prassi chiamarli allo stesso modo. Gli assegni familiari pensionati, o quote di maggiorazione per carichi di famiglia, consistono infatti in una prestazione diversa, ossia in un contributo per ogni familiare a carico, che spetta ai titolari di pensione a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

Per approfondire: Trattamenti di famiglia per pensionati.

Pensione di cittadinanza

Se nel nucleo familiare del pensionato tutti i componenti hanno almeno 67 anni (sono ammessi i componenti più giovani disabili gravi o non autosufficienti), possiedono i requisiti reddituali e patrimoniali stabiliti dalla legge, nonché ulteriori requisiti personali (relativi alla cittadinanza, alla residenza, all’assenza di condanne), la famiglia può avere diritto alla pensione di cittadinanza (Pdc).

Per conoscere i requisiti necessari per richiedere la Pensione di cittadinanza e le modalità per presentare la domanda, è possibile consultare la nostra Guida alla pensione di cittadinanza.

La pensione di cittadinanza, in base a quanto disposto nel decreto in materia, consiste in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore dei nuclei familiari composti esclusivamente da persone che hanno compiuto l’età pensionabile (dal 2019 sino al 2022 compreso, pari a 67 anni), quale misura di contrasto alla povertà delle persone anziane, o dai nuclei composti da over 67 e disabili gravi o non autosufficienti.

La prestazione, a seconda del reddito e del numero dei componenti della famiglia, può arrivare sino a 1.536 euro mensili.

Per il diritto alla Pensione di cittadinanza si deve far riferimento all’indicatore Isee, in pratica all’indice che “misura la ricchezza” delle famiglie, ed alle numerose condizioni da soddisfare relative al patrimonio e al reddito di tutti i componenti del nucleo.

La dichiarazione Isee contiene i redditi prodotti nell’anno di riferimento da tutti i membri della famiglia ed il patrimonio posseduto da ciascuno, sia immobiliare (case, terreni) che mobiliare (conti correnti, carte di credito, libretti, titoli, auto…). L’Isee, infatti, è l’indicatore della situazione economica equivalente, un indice che tiene conto non solo di tutti i redditi dei componenti del nucleo familiare, ma anche del patrimonio di ciascun familiare (immobili, conti, carte, libretti, auto…) e di ulteriori dati rilevanti (il pagamento di un canone d’affitto, la disabilità, il diritto a determinati sussidi e agevolazioni…).

Questa dichiarazione è indispensabile per accedere alla maggior parte delle prestazioni sociali e alle agevolazioni pubbliche. Per sapere come fare: Come presentare la dichiarazione Isee.

Reddito di cittadinanza

Se nel nucleo familiare del pensionato vi sono dei componenti under 67 che non sono disabili gravi o non autosufficienti, ma possiedono i requisiti reddituali e patrimoniali stabiliti dalla legge, nonché ulteriori requisiti personali (relativi alla cittadinanza, alla residenza, all’assenza di condanne), la famiglia può avere diritto al reddito di cittadinanza (Rdc).

Per conoscere i requisiti necessari per richiedere il Reddito di cittadinanza, le modalità per presentare la domanda e le condizioni per mantenere il beneficio, è possibile consultare la nostra Guida al reddito di cittadinanza.

Diritto alla pensione supplementare o al supplemento di pensione

Se il titolare di pensione possiede contributi versati anche nella gestione Separata Inps o nell’Assicurazione Generale Obbligatoria (Ago), che non ha già utilizzato ai fini del diritto al trattamento pensionistico (attraverso cumulo, computo, totalizzazione o ricongiunzione) può aver diritto alla pensione supplementare, cioè a una pensione aggiuntiva. È bene tener presente che non tutte le gestioni di previdenza riconoscono questo beneficio.

Se l’interessato ha continuato a lavorare dopo la pensione ed i contributi risultano accreditati nello stesso fondo che liquida il trattamento, può aver diritto a un supplemento sulla pensione già percepita, cioè al ricalcolo della pensione sulla base dei nuovi contributi.

L’interessato può verificare nel sito Inps la possibilità di presentare la domanda, selezionando il servizio Domanda di prestazioni pensionistiche: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione.

Per approfondire, leggi:

Detassazione della pensione

I pensionati italiani che trasferiscono la residenza in Paesi con cui l’Italia ha stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali, in possesso dei requisiti previsti, possono richiedere all’Inps l’applicazione alla pensione del regime fiscale previsto dalla convezione.

In pratica, i pensionati Inps possono richiedere che il trattamento non sia tassato in Italia, ma all’estero, il che può risultare vantaggioso presso quei Paesi che applicano una tassazione piuttosto bassa ai redditi di pensione, come il Portogallo. Questa possibilità non è prevista per i pensionati pubblici, a meno che non acquisiscano la cittadinanza estera o non trasferiscano la residenza in Tunisia, Senegal, Cile o Australia.

Se il pensionato Inps risiede all’estero, la detassazione della pensione in Italia non è riconosciuta in automatico, ma va richiesta all’istituto l’applicazione della convenzione. In particolare, nel caso in cui vi sia una convenzione che preveda la tassazione esclusiva della pensione nel Paese di residenza o nel Paese di erogazione del reddito, per beneficiarne bisogna produrre all’Inps:

  • il modulo CI531 – EP-I/1 ingl in originale (questo modulo è disponibile anche in francese, tedesco e spagnolo);
  • l’attestazione di residenza fiscale rilasciata dalla competente autorità fiscale estera (questo documento non può essere autocertificato);
  • l’attestazione o autocertificazione di cancellazione dall’anagrafe comunale italiana/iscrizione all’Aire.

Per approfondire: Pensione, conviene portarla all’estero?


note

[1] L.544/1988

[2] L.448/2001

[3] Inps Circ.Inps 195/2015.

[4] Inps Circ. 66/2019.

[5] Inps Circ. 125/2018.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube