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Riders: quale contratto?

4 Novembre 2020
Riders: quale contratto?

L’attività dei ciclo-fattorini che consegnano cibo a domicilio è al centro di un corposo dibattito circa la natura del rapporto di lavoro.

Pochi mesi fa, ha fatto notizia il contenzioso attivato da alcuni ciclo-fattorini dell’azienda di food delivery Foodora che chiedevano di essere riconosciuti come lavoratori subordinati e non autonomi. Di recente, sullo stesso tema, è intervenuta una sentenza della Cassazione che ha escluso che i riders possano essere qualificati come lavoratori a progetto.

Dunque, per assumere i riders quale contratto occorre utilizzare? Come vedremo, non è possibile rispondere a questa domanda a priori. La natura autonoma o subordinata di un rapporto di lavoro dipende, infatti, dalle concrete modalità di svolgimento del rapporto stesso.

Chi sono i riders?

La consegna del cibo a domicilio è, ormai da qualche anno, una tendenza in continua crescita. Di recente, con le misure restrittive introdotte dalla normativa anti-Covid, l’utilizzo di tale strumento ha fatto registrare un ulteriore incremento. I riders, o ciclo-fattorini, sono i lavoratori che si occupano di prelevare il cibo presso il ristorante che lo produce e consegnarlo presso il domicilio del cliente.

I riders sono considerati, nella società attuale, una delle categorie meno tutelate dal punto di vista lavoristico e maggiormente esposte al rischio di infortuni sul lavoro e di sfruttamento.

Riders: la natura giuridica del rapporto di lavoro

Uno dei temi più dibattuti riguarda la natura giuridica del rapporto di lavoro dei riders. Molte società di food delivery, infatti, non assumono questi lavoratori con un contratto di lavoro subordinato [1] bensì con contratti alternativi tra cui, in particolare:

  • contratto di lavoro autonomo;
  • contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
  • contratto di lavoro a progetto.

Attraverso tale escamotage, i riders vengono esclusi dalle principali tutele e diritti previsti per i lavoratori dipendenti, tra cui:

  • diritto ad una retribuzione minima pari, almeno, ai minimi stipendiali previsti dal contratto collettivo di settore;
  • diritto alle ferie;
  • diritto all’indennità di malattia e di infortunio;
  • diritto ai riposi ed alle pause;
  • diritti sindacali;
  • diritto alla maternità;
  • diritto alla tutela contro il licenziamento illegittimo.

Per ottenere lo status di lavoratore dipendente e la conseguente applicazione di tutte le tutele connesse, alcuni riders hanno avviato delle azioni legali contro le società di food delivery per essere riconosciuti come lavoratori subordinati.

La questione è giunta al cospetto della Cassazione che ha stabilito che ai riders deve essere estesa la tutela del lavoro subordinato in tutti i casi in cui le loro prestazioni sono personali, continuative e organizzate dal committente [2].

Riders: sono lavoratori a progetto?

La questione della qualificazione giuridica del rapporto di lavoro dei ciclo-fattorini è giunta nuovamente all’attenzione della Cassazione in una recente decisione. In particolare, nel caso sottoposto al vaglio degli Ermellini, il datore di lavoro aveva qualificato il rapporto di lavoro dei riders nel contratto di lavoro a progetto introdotto dalla riforma Biagi [3] ed abrogato dal Jobs Act [4].

La Cassazione [5], confermando quanto deciso dalla corte territoriale, ha ribadito che essendo stato accertato che i collaboratori avevano esclusivamente svolto attività di consegna di pizze a domicilio, e cioè un’attività meramente esecutiva e del tutto priva di autonomia, coincidente con una parte di quella unitariamente esercitata dall’impresa committente e non distinguibile da essa, non era possibile rinvenire nessun progetto, come invece richiesto dalla normativa sul lavoro a progetto, e dunque, in assenza del progetto, i rapporti di collaborazione dovevano essere considerati ab initio come dei rapporti di lavoro subordinato.

Riders come lavoratori subordinati: quali conseguenze?

L’accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro intercorrente tra i riders ed il datore di lavoro determina delle conseguenze risarcitorie particolarmente rilevanti per l’azienda di food delivery. Se, infatti, il contratto di collaborazione era a tempo indeterminato, verrà costituito un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e il datore di lavoro dovrà erogare al dipendente le differenze retributive tra il trattamento economico già erogato e quanto sarebbe spettato al lavoratore se fosse stato assunto sin dall’inizio come dipendente.

Inoltre, al dipendente spetteranno tutti i diritti e le tutele previste dall’ordinamento per i lavoratori dipendenti.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Cass. n. 1663/2020.

[3] Art. 61 co. 1 D. Lgs. n. 276/2003.

[4] D. Lgs. 81/2015.

[5] Cass. n. 23768/20.


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