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Pannelli solari in centro storico: quali permessi?

6 Novembre 2020 | Autore:
Pannelli solari in centro storico: quali permessi?

I titoli abilitativi necessari per installare impianti fotovoltaici e termici negli agglomerati urbani, in zone vincolate e protette e in edifici condominiali.

Hai deciso di installare un impianto fotovoltaico per la produzione di acqua calda e vorresti collocarlo sul tetto del palazzo; però, vivi in un centro cittadino e la zona è protetta. Pertanto, il Comune e la Regione hanno imposto dei vincoli.

Ma sei anche a conoscenza che la realizzazione di pannelli solari è agevolata e facilitata dalle norme ambientali ed edilizie: un tuo amico che vive in campagna ha potuto metterli liberamente e senza chiedere autorizzazioni preventive. Tuttavia, negli agglomerati urbani e, specialmente, nelle zone di particolare pregio, ci sono degli ulteriori requisiti da rispettare.

In questo articolo vedremo quali permessi occorrono per installare i pannelli solari in un centro storico. Nella disamina delle norme che si accavallano in materia, ci aiuteranno una Direttiva europea che favorisce il risparmio energetico ed una recente sentenza del Tar che ha deciso un caso di installazione di un impianto solare termico sul tetto di un palazzo in un centro cittadino considerato di elevato interesse architettonico ed ambientale.

Pannelli solari: quali permessi servono

La legge [1] prevede che l’installazione (o la riparazione, sostituzione e rinnovamento) di pannelli solari e fotovoltaici a servizio degli edifici rientra nell’attività edilizia libera, che non richiede il preventivo rilascio di permesso a costruire o altro titolo abilitativo (Cil, Cila o Scia), tranne che nel caso in cui rientrino negli «agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale» [2] ossia, in breve, i centri storici.

Quando l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici avviene in area protetta, per l’apposizione di un vincolo ambientale o paesaggistico, subentra l’ulteriore norma [3] che vieta di introdurre modificazioni che rechino pregiudizio ai beni oggetto di protezione. L’autorizzazione paesaggistica non è richiesta per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici [4].

Inoltre, va tenuto presente che in base al Testo Unico dell’Edilizia [5] gli interventi di utilizzo di fonti di energia rinnovabili in edifici ed impianti industriali non sono soggetti ad autorizzazione e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria.

La norma dispone espressamente che «l’installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati ammessi, è considerata estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera».

I pannelli solari nei centri storici

A individuare con precisione i requisiti necessari per installare i pannelli solari e fotovoltaici nei centri storici – che, come abbiamo visto, non rientrano nell’attività edilizia libera – è arrivata una nuova sentenza del Tar Puglia [6] relativa ad un caso di opposizione all’ordine di demolizione emanato dal Comune per un impianto collocato sulla terrazza di un fabbricato che si trovava nel centro storico cittadino e in una zona definita dal Piano Regolatore Generale di «peculiare interesse ambientale».

Il Comune aveva ravvisato la «rottura dell’armonico equilibrio» dell’area, dovuta soprattutto al fatto che l’opera era visibile dagli edifici circostanti. Ma il Tar, dopo aver rilevato che l’impianto solare termico non era visibile dal piano stradale, era posizionato in orizzontale rispetto al piano del terrazzo e l’immobile sul quale era realizzato non era vincolato, ha ritenuto che la normativa europea [7] «esprime un evidente favor per l’attuazione del risparmio energetico».

Quindi, le discipline locali (in questo caso, le norme regolamentari edilizie poste dal Comune) devono fare i conti con la fonte normativa sovraordinata, quale è la direttiva comunitaria in questione, che promuove l’adeguamento graduale degli impianti degli edifici a prestazioni energetiche migliori e in grado di ridurre i consumi.

Di conseguenza, per i giudici amministrativi basta munirsi della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) per installare l’impianto solare termico nel centro storico: i regolamenti degli Enti locali devono tener conto del mutamento del quadro normativo per effetto della citata direttiva europea.

Installazione pannelli solari in condominio

Al di là dei permessi necessari sul fronte amministrativo, rimane ancora da esaminare l’ambito condominiale. L’installazione dei pannelli solari in condominio è favorita da un’apposita norma inserita nel 2012 nel Codice civile [7] che consente l’installazione di impianti fotovoltaici, che sono compresi tra quelli «non centralizzati di produzione di energia da fonti rinnovabili».

È possibile collocarli anche sul lastrico solare o su altre superfici di proprietà comune (oltre che nelle parti di proprietà individuale dell’interessato) senza dover richiedere l’autorizzazione dell’assemblea; è sufficiente dare comunicazione all’amministratore, precisando le modalità di esecuzione degli interventi.

Se i lavori incidono sulle parti comuni, l’assemblea (deliberando a maggioranza qualificata dei due terzi dei millesimi di proprietà) potrebbe prescrivere modalità alternative di esecuzione o imporre le cautele necessarie per salvaguardare la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico dell’edificio condominiale. E potrebbe anche subordinare l’installazione dei pannelli alla prestazione di «idonea garanzia» per gli eventuali danni che dovessero derivare.

L’assemblea potrebbe anche deliberare una ripartizione dell’uso del lastrico solare, per salvaguardare le altre e diverse forme di utilizzo di questa superficie; perciò, è possibile una restrizione dell’area disponibile per l’installazione dei pannelli solari da parte dei condomini, in modo da lasciare libero il resto del terrazzo (per approfondire leggi pannelli fotovoltaici: come il singolo condomino può installarli).


note

[1] Art. 6, co. 2 – lett. d), D.P.R. n. 380/2001 e D.M. 2 aprile 2018.

[2] Art. 17 L. 6 agosto 1967, n. 765 e zona A) di cui al D.M. Lavori Pubblici 2 aprile 1968, n.1444.

[3] Art. 146 D.Lgs. 22.01.2004, n. 42.

[4]  Art. 149 lett. a) del D.Lgs. 42/2004.

[5] Art. 123, co. 1, D.P.R. n. 380/2001.

[6] Tar Puglia, sez. Lecce, sent. n. 992/20 del 15.09.2020.

[7] Direttiva 2002/91/CE, recepita dall’art. 3 del D.lgs. 192/2005 (successivamente aggiornata dalla Direttiva 19 maggio 2010, n. 2010/31/UE) .

[8] Art. 1122 bis cod. civ., aggiunto dalla L. 220/2012.


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