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Che succede se un neopatentato guida una macchina troppo potente

4 Novembre 2020
Che succede se un neopatentato guida una macchina troppo potente

Incidente neopatentato con auto grande: l’assicurazione copre lo stesso i danni subiti dall’altro automobilista?

Il Codice della strada stabilisce (al comma 2-bis) il divieto, per i neopatentati, di guidare auto di grossa cilindrata. Ma quali sono i rischi per chi contravviene a tale norma? Che succede se un neopatentato guida una macchina troppo potente?

La questione è stata posta all’attenzione del tribunale di Salerno che ha avuto modo di spiegare se, in ipotesi di questo tipo, la copertura assicurativa opera ugualmente e se, pertanto, in caso di incidente stradale, il risarcimento all’altro automobilista viene ugualmente liquidato dall’assicurazione o grava sulle tasche del trasgressore. 

Cerchiamo di capire cosa dice la legge e quali sono state le conclusioni dei giudici.

Divieto per neopatentati di guidare una macchina troppo potente

Ai sensi dell’articolo 117 del Codice della strada, ai titolari di patente di guida di categoria B, per il primo anno dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t. 

Nel caso di veicoli di categoria M1, si applica un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW.  Tali limitazioni non si applicano ai veicoli adibiti al servizio di persone invalide, purché la persona invalida sia presente sul veicolo. 

Cosa rischia chi guida un’auto troppo potente?

La violazione dell’obbligo per i neopatentati di guidare auto troppo potenti è punita solo a livello amministrativo. Non scatta cioè alcun reato, ma una semplice multa stradale che va da un importo minimo di 161 euro ad un massimo di 647 euro. 

La violazione comporta anche la sospensione della patente da 2 ad 8 mesi e il fermo del veicolo per 30 giorni.

Incidente stradale neopatentato con auto grande: l’assicurazione copre?

Vediamo ora che succede se un neopatentato, alla guida di un’auto di grossa cilindrata, dovesse fare un incidente e questo dovesse essere imputabile alla sua stessa responsabilità. Il dubbio che si pone è se l’assicurazione copre i danni patiti dall’altro automobilista. La risposta fornita dalla sentenza in commento è positiva. 

Il tribunale cerca di fornire un chiarimento sulle conseguenze della violazione del divieto di guida da parte di un neopatentato di un veicolo di grossa potenza. 

Ebbene, il giudice afferma che il divieto per gli automobilisti titolari di patente B conseguita da meno di un anno, di condurre veicoli con potenza superiore a 55 kw/t, costituisce solo un illecito amministrativo sanzionato con una comune multa stradale. Esso non incide pertanto sull’operatività della polizza assicurativa in caso di incidente stradale. 

Pertanto, in tale ipotesi ci potrà essere soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 165 a 661 euro, con sospensione della patente da due a otto mesi, senza che tale infrazione possa avere alcun effetto sull’operatività della polizza assicurativa in caso di incidente stradale. E ciò vale anche in caso di presenza, nella polizza rc-auto, di una clausola che esoneri la compagnia assicuratrice da ogni responsabilità. 

Difatti, precisa il tribunale ricollegandosi a una sentenza della Cassazione, «in tema di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore, la previsione di una clausola di esclusione della garanzia assicurativa per danni cagionati dal conducente non abilitato alla guida, non è idonea ad escludere l’operatività della polizza, ed il conseguente obbligo risarcitorio dell’assicuratore, quando il conducente, legittimamente abilitato ed in possesso di patente non sospesa, revocata o scaduta, abbia solo omesso di rispettare prescrizioni e cautele imposte dal codice della strada, la cui inosservanza non si traduce in una limitazione della validità ed efficacia del titolo abilitativo ma integra solo un’ipotesi di mera illiceità alla guida».

Che succede se la responsabilità dell’incidente non è del neopatentato

Abbiamo appena analizzato il caso dell’incidente commesso dal neopatentato con un’auto di grossa cilindrata quando la responsabilità è ascrivibile a lui stesso. Se il principio, in tali casi, è quello dell’operatività della polizza, esso non varrà invece se la colpa è dell’altro conducente, quello cioè alla guida dell’altra auto. In tali casi, il neopatentato non ha diritto al risarcimento, né del danno al mezzo, né dell’eventuale danno alla propria persona. Invece, eventuali passeggeri che si trovavano con lui in macchina saranno sempre risarciti.


note

[1] Trib. Salerno, sent. n. 642/2020. 

Autore immagine: it.depositphotos.com


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