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Lavoro a turni: quante ore di seguito posso lavorare?

7 Gennaio 2021
Lavoro a turni: quante ore di seguito posso lavorare?

La legge prevede il diritto del lavoratore ad un periodo di riposo continuativo tra un giorno lavorativo e il successivo.

Sei stato assunto come operaio in un’azienda industriale. Il tuo lavoro si articola su turni e, alcune volte, tra la fine di un turno e l’inizio del successivo, passano poche ore. Vuoi sapere quanto deve durare il riposo giornaliero intercorrente tra due giornate di lavoro.

Nel nostro ordinamento, la durata massima dell’orario lavorativo è prevista dalla legge e dai contratti collettivi. Lo svolgimento dell’attività lavorativa per un numero consecutivo di ore che supera determinate soglie, infatti, può danneggiare la salute e la sicurezza del lavoratore. Nel caso del lavoro a turni, tuttavia, sono previste delle deroghe alla regola generale. In questo caso, il lavoratore si chiede quante ore di seguito posso lavorare?

Come vedremo, per verificare la durata del riposo giornaliero nel caso di lavoro su turni, occorre consultare le disposizioni del contratto collettivo di settore.

Che cos’è il lavoro a turni?

Uno degli elementi essenziali del contratto di lavoro è l’orario di lavoro. Nella lettera di assunzione, infatti, il datore di lavoro ed il lavoratore concordano l’orario nel quale il lavoratore sarà chiamato a svolgere la prestazione di lavoro prevista dal contratto. Nella gran parte dei casi, l’orario di lavoro del dipendente è fisso. Si prevede, ad esempio, che il lavoratore debba prestare il servizio dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 14 e dalle ore 15 alle ore 19. Ci sono, tuttavia, delle lavorazioni che richiedono una copertura da parte dei dipendenti per tutto l’arco delle 24 ore che compongono la giornata. In questo caso, il lavoro viene organizzato su turni.

Ad esempio, potremmo avere una squadra di lavoratori che presta servizio dalle 6 alle 14; una seconda squadra che lavora dalle 14 alle 22 ed una terza squadra che opera dalle 22 alle 6. Ne consegue che il lavoratore non avrà un orario di lavoro fisso ma si alterneranno diversi schemi di turnazione.

Che cos’è il riposo giornaliero?

Nel nostro ordinamento, non è previsto un limite all’orario giornaliero di lavoro. Viceversa, la legge prevede un limite all’orario settimanale di lavoro, che deve essere generalmente di 40 ore e che non puoi mai eccedere, comprese le prestazioni di lavoro straordinario, le 48 ore settimanali.

La legge [1] prevede che ogni dipendente abbia diritto ad un riposo giornaliero pari ad almeno 11 ore consecutive tra la fine di una prestazione lavorativa e l’inizio di un’altra giornata di lavoro. Ciò significa che se il lavoratore il lunedì ha staccato dal lavoro alle ore 20 non potrà tornare in servizio prima delle ore 7 del mattino successivo.

La legge prevede che le 11 ore di riposo giornaliero debbano essere fruite consecutivamente, salvo il caso di prestazioni di lavoro spezzate durante la giornata oppure di lavoratori per i quali è prevista la reperibilità.

La durata del riposo giornaliero può essere, tuttavia, per espressa previsione di legge [2], modificata dai contratti collettivi stipulati a livello nazionale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. Se i contratti nazionali non prevedono le deroghe alla disciplina del riposo giornaliero, tali modifiche possono essere concordate anche dagli accordi sindacali aziendali.

Lavoro a turni: quante ore posso lavorare di seguito?

La disciplina normativa del riposo giornaliero consecutivo di 11 ore è particolarmente difficile da rispettare nel caso di lavoro su turni. Può, infatti, accadere che il lavoratore termini il turno di lavoro serale per poi dovere, il giorno successivo, prendere servizio con il turno mattutino. Per questo, la gran parte dei contratti collettivi che si riferiscono a settori nei quali il lavoro è generalmente organizzato su turni, prevede delle deroghe alla disciplina del riposo giornaliero. Il lavoratore turnista deve, quindi, consultare la sezione del Ccnl che disciplina l’orario di lavoro e verificare la durata del riposo giornaliero nel suo caso specifico.

Lavoro a turni: dopo quante ore spetta la pausa?

Un altro diritto previsto dalla legge [3] in materia di orario di lavoro è la pausa. La disposizione normativa prevede che il lavoratore, la cui giornata lavorativa abbia una durata superiore a sei ore, ha diritto ad una pausa la cui durata è stabilita dal contratto collettivo di riferimento. In assenza di una regolamentazione collettiva delle pause, la durata minima è stabilita dalla legge in 10 minuti.

È il datore di lavoro a decidere la collocazione temporale della pausa sulla base delle esigenze di servizio. La pausa persegue molteplici finalità, tra cui, il recupero delle energie psicofisiche, la consumazione dei pasti, l’interruzione di mansioni monotone e ripetitive.


note

[1] Art. 7 D. Lgs. 66/2003.

[2] Art. 17 D. Lgs. 66/2003.

[3] Art. 8 D. Lgs. 66/2003.


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