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Miscellanea Professionisti: redditi in caduta libera

Miscellanea Pubblicato il 16 dicembre 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 16 dicembre 2013

In cinque anni perso il 10% del reddito; più colpiti avvocati, notai e ingegneri con fatturati in calo fino al 45%.

Non si arresta la caduta dei redditi dei professionisti. Dal 2008 al 2012 i lavoratori autonomi denunciano un ulteriore calo dei redditi. In cinque anni è stato perso il 10% del reddito reale. Le categorie più colpite sono quelle degli avvocati, notai e ingegneri con fatturati in calo fino al 45%. La crisi colpisce di più le categorie «deboli»: donne e giovani.

A lanciare il sospetto che non si tratti solo della normale crisi economica sono i dati allarmanti provenienti dalle Casse professionali. La crisi è strutturale. Il settore professionale non si rinnova, in Italia, da oltre 100 anni. Le norme, corporative e arretrate, hanno lasciato i giovani professionisti a confrontarsi con mercati ed esigenze ormai stravolte, ma, nello stesso tempo, restano vittime di lacci e lacciuoli che ne impediscono, di fatto, ogni innovazione.

Per Andrea Camporese, presidente di Adepp, servono «strategie per anticipare l’ingresso dei giovani». Intanto da gennaio le Regioni potranno aprire i bandi di finanziamento europeo ai professionisti.

Dominano lo spettro della chiusura dell’attività, della cancellazione della cassa. A 40 anni molti professionisti non sono ancora riusciti ad entrare nel mercato. I tribunali non sono mai stati così vuoti; per la prima volta gli studi notarili licenziano personale.

La conferma arriva dalla fotografia scattata dall’Adepp, l’associazione degli enti di previdenza delle professioni ordinistiche. Nel suo rapporto sulla previdenza privata italiana, si evidenzia che, tra il 2008 e il 2012 il reddito reale dei liberi professionisti (cioè quello che tiene conto dell’inflazione) è sceso di circa il 10%.

Dal 2007 al 2012, gli avvocati hanno perso il 17% degli introiti, tornando ai valori degli anni ’90.

I legali attribuiscono la colpa, oltre che alla crisi, anche all’aumento dei costi della giustizia e all’eliminazione dei minimi tariffari.

Le entrate dei notai sono state addirittura dimezzate in cinque anni.

Geometri, ingegneri, architetti e periti industriali sono tra le categorie più colpite dalla crisi. Secondo i dati Inarcassa (la cassa di previdenza di ingegneri e architetti), gli architetti hanno subìto un calo dei redditi medi del 32,1% dal 2007. A mancare è proprio il lavoro, dicono dai vertici.

Il reddito medio dei commercialisti ha tenuto negli ultimi anni se si guarda al dato nominale, nonostante il segno negativo nel confronto in termini reali. E ciò, certamente, è dovuto all’attuale situazione fiscale: tra indagini, modifiche ai tributi e nuovi adempimenti, la categoria dei commercialisti è riuscita a mantenere più o meno stabili le proprie entrate.

“La vera emergenza, oggi, è anticipare l’entrata nel mercato del lavoro dei giovani professionisti. Oggi i ragazzi affrontano una battaglia durissima, per cominciare a lavorare, dall’età di 25-28 anni fino a 33, e da 33 a 40 anni producono redditi bassissimi. Questo è il problema più serio, sia per lo sviluppo della professionalità dei giovani, sia per il futuro della spesa sociale”. È la riflessione di Andrea Camporese, presidente dell’Adepp, l’associazione che riunisce gli enti di previdenza delle professioni ordinistiche, sull’andamento dei redditi degli iscritti alle Casse.

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Autore immagine: 123rf.com


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