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Donazioni ai figli: come evitare sanzioni

4 Novembre 2020
Donazioni ai figli: come evitare sanzioni

Gli accertamenti fiscali possono scattare tutte le volte in cui si fanno donazioni in contanti. 

Non è facile credere che un atto di generosità come una donazione possa comportare dei rischi legali. Eppure, è così. Il pericolo più grosso deriva dai sospetti che gli scambi di denaro destano quasi sempre nell’Agenzia delle Entrate, anche laddove eseguiti in favore di parenti. Pertanto, sarà bene sapere in anticipo come muoversi. Il più delle volte, infatti, gli accertamenti fiscali derivano da comportamenti ingenui di chi non conosce le regole del diritto tributario. Ma procediamo con ordine e vediamo come evitare sanzioni con le donazioni ai figli.

Donazioni ai figli: quali problemi

Innanzitutto, ci sono i rischi connessi alle sperequazioni tra familiari, sperequazioni che la legge non vieta ma che tiene “sotto osservazione”. Non è infatti possibile privare gli eredi «legittimari» (ossia coniuge e figli) delle loro quote minime di patrimonio del defunto (la cosiddetta «legittima»). Per cui, se una donazione dovesse andare a impoverire il patrimonio del genitore, tanto da sottrarre agli eredi legittimari la quota di legittima che spetta loro per legge, questi ultimi avrebbero 10 anni dal decesso del donante per contestare la donazione.

Un padre ha solo una casa e un conto in banca con pochi soldi. Un giorno, decide di intestare la casa a uno dei suoi due figli. All’altro, con il testamento, riserva la proprietà della giacenza bancaria di appena 2mila euro. Al momento della morte del genitore, il fratello che ha ricevuto di meno potrà esperire la cosiddetta «azione di lesione della legittima» per chiedere, all’altro fratello, la sua parte di eredità dalla quale è stato di fatto escluso.

Il secondo rischio collegato alle donazioni è di carattere fiscale e deriva dalle donazioni fatte in contanti. Infatti, solo queste non sono tracciabili e non consentono al beneficiario la possibilità, a distanza di tempo, di dimostrare all’ufficio delle imposte la provenienza del denaro.

La prima cosa da fare per evitare sanzioni in caso di donazione ai figli è non superare i limiti imposti dalla legge sul riciclaggio. In particolare, è vietato utilizzare contanti per importi superiori a 2.000 euro. Questo limite scenderà a 1.000 euro a partire dal 1° gennaio 2022. Non ci sono limiti invece quando il trasferimento di denaro avviene tramite strumenti tracciabili come il bonifico bancario, l’assegno, PayPal, le carte di credito o di debito. 

Chi supera i tetti del contante rischia una sanzione che può andare da 2.000 a 50.000 euro (dal 1° gennaio 2022 la sanzione minima scenderà a 1.000 euro).

La seconda cautela necessaria per evitare sanzioni in caso di donazione ai figli è fare in modo di avere sempre la prova del trasferimento del denaro e, quindi, della provenienza dello stesso. Ciò in quanto un’eccessiva disponibilità di denaro potrebbe generare un sospetto nel Fisco al momento dell’acquisto di beni di lusso. 

Raffaello, disoccupato e privo di reddito, riceve dal padre 10mila euro in contanti, versatigli in più occasioni. Con questi soldi acquista un’auto. L’Agenzia delle Entrate gli chiede con quali disponibilità economiche abbia potuto permettersi il veicolo. Raffaello, però, non ha prove scritte che dimostrino la provenienza del denaro e così viene raggiunto da un accertamento fiscale. L’ufficio delle imposte è infatti autorizzato a ritenere, in assenza di prova contraria, che il maggior potere d’acquisto del contribuente sia frutto di redditi in nero, non dichiarati.

Ecco perché, se non per importi irrisori, è sempre consigliabile utilizzare il bonifico bancario o l’assegno non trasferibile. I mezzi di pagamento tracciabile consentono di avere, anche a distanza di numerosi anni, la prova scritta della provenienza del denaro e della data in cui è stata fatta la donazione.

Peraltro, il bonifico evita che, in presenza di importi di considerevole valore, si debba andare dal notaio (la presenza del notaio è infatti obbligatoria, a pena di nullità dell’atto, per tutte le donazioni di non modico valore tranne appunto quelle che si risolvono nel trasferimento di liquidi sul conto corrente altrui).

In sintesi, il modo migliore per evitare sanzioni in caso di donazioni ai figli è utilizzare sempre mezzi di pagamento tracciabili come il bonifico e l’assegno non trasferibile, evitando l’utilizzo di contanti (se non per donazioni di modico valore). In tali ipotesi, infatti, non si rischia alcunché. 



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