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Assegni familiari al coniuge separato

6 Novembre 2020 | Autore:
Assegni familiari al coniuge separato

In quali casi il marito o la moglie, a seguito di separazione o divorzio, hanno diritto ai trattamenti di famiglia riconosciuti dall’Inps?

L’assegno per il nucleo familiare, o Anf, è un sostegno economico a carico dell’Inps a favore delle famiglie dei lavoratori dipendenti, dei pensionati ex dipendenti e degli iscritti in via esclusiva presso la gestione Separata non pensionati. La finalità di questa prestazione è assicurare un aiuto economico alla famiglia del beneficiario.

Il nucleo familiare dell’avente diritto agli assegni non comprende il coniuge legalmente separato, o divorziato: questi, però, può ottenere il pagamento del trattamento di famiglia in determinati casi. Quando spettano gli assegni familiari al coniuge separato?

Sulla questione si è recentemente pronunciata la Cassazione, con una nuova sentenza [1]. Nel dettaglio, la Suprema corte chiarisce quali condizioni debbano essere verificate per il diritto al trattamento, nel caso in cui gli assegni per il nucleo familiare siano erogati al genitore affidatario dei figli, in forza però del rapporto lavorativo subordinato del coniuge separato. Chiarisce anche a quale reddito si debba fare riferimento per determinare l’ammontare del beneficio spettante.

La legge prevede infatti il diritto alla corresponsione degli assegni per il genitore convivente con i figli: l’assegno per il nucleo familiare, nello specifico, ha natura assistenziale, in quanto finalizzato alle famiglie in stato di effettivo bisogno economico ed attribuito in modo differente in base al numero dei componenti e al reddito complessivo. Per la determinazione dell’importo del sussidio, si tiene conto anche della presenza di persone inabili o di minorenni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età. Ma procediamo con ordine.

Chi fa parte del nucleo familiare per il diritto agli assegni?

L’assegno per il nucleo familiare spetta per ciascuno dei seguenti componenti del nucleo [2]:

  • il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;
  • il coniuge o la parte di unione civile che non sia legalmente ed effettivamente separato o sciolto dall’unione civile, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia;
  • i figli ed i membri equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati;
  • i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, purché facenti parte di “nuclei numerosi”, cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni;
  • i fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo se sono orfani di entrambi i genitori, non coniugati e senza diritto alla pensione ai superstiti;
  • i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni e viventi a carico dell’ascendente.

Nucleo familiare: situazioni particolari

Il coniuge o la parte dell’unione civile dell’avente diritto alla corresponsione dell’assegno può chiedere il pagamento della prestazione, purché non sia titolare di un proprio diritto all’Anf [3].

Il pagamento della prestazione può essere richiesto anche dal genitore di figli naturali non conviventi: nel dettaglio, il genitore non coniugato titolare di una posizione tutelata e non convivente con i figli ha diritto a presentare la richiesta di Anf, ma gli assegni sono erogati al genitore convivente [4].

Nella richiesta di Anf è necessario indicare natura ed entità dei redditi del genitore convivente con i figli.

Il genitore convivente con il figlio nato fuori del matrimonio, privo di autonomo diritto, può poi chiedere il pagamento degli Anf sulla posizione dell’altro genitore lavoratore dipendente non convivente. Per il pagamento si tiene conto dei redditi del genitore convivente.

Assegni familiari coniugi separati o divorziati

Se i coniugi sono legalmente separati o divorziati, in caso di affidamento condiviso, entrambi i genitori affidatari hanno diritto all’Anf:

  • la scelta tra quale dei due genitori possa chiedere il sussidio è rimessa a un accordo tra le parti;
  • in assenza di accordo, l’autorizzazione alla percezione dell’assegno viene concessa al genitore convivente con i figli.

Il diritto agli assegni rimane al genitore affidatario anche quando non è titolare in proprio di un diritto a richiedere gli Anf, in quanto non lavoratore o non titolare di pensione. Il diritto agli Anf può essere però esercitato sulla base della posizione tutelata dell’ex coniuge (o della parte dell’unione civile), sempre che i requisiti di fatto, cioè i redditi del nucleo dell’affidatario, ammettano il riconoscimento degli assegni.

Quando il coniuge separato ha diritto agli assegni?

Nel dettaglio, quali condizioni reddituali devono essere verificate perché il coniuge separato possa aver diritto agli assegni per il nucleo familiare?

In base a un noto orientamento di prassi seguito dall’Inps, nell’ipotesi di separazione personale dei coniugi deve essere considerato beneficiario del diritto all’assegno il coniuge affidatario dei figli ed i requisiti di reddito per il diritto all’assegno devono essere verificati con riferimento al nucleo familiare del coniuge affidatario. Di conseguenza, secondo l’istituto l’Anf spetta solo se nel nucleo familiare del coniuge affidatario almeno il 70% del reddito complessivo è composto da redditi di lavoro dipendente o equiparati, tra i quali rientra anche l’assegno di mantenimento dell’affidatario corrisposto dall’altro coniuge.

Secondo la Cassazione [1], quanto affermato dall’Inps non è fondato, in quanto l’assegno per il nucleo familiare ha natura assistenziale, cioè risulta una prestazione di assistenza:

  • il reddito da considerare ai fini del diritto all’assegno è dunque quello del coniuge separato, titolare del diritto agli Anf;
  • il reddito del nucleo familiare composto dal coniuge affidatario e dai figli rileva invece ai fini dell’ammontare dell’assegno.

Si esclude il coniuge legalmente separato, anche se è lui il titolare del diritto alla corresponsione degli Anf: il suo reddito, come appena osservato, rileva solo ai fini del diritto all’erogazione del sussidio.


note

[1] Cass. sent. 24606/2020.

[2] Art. 2 Co. 6 DL 69/1988.

[3] Art. 1 Co. 559 L. 311/2004.

[4] Circ. Inps 36/2008.


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