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Chi paga la malattia del lavoratore?

7 Gennaio 2021
Chi paga la malattia del lavoratore?

La legge tutela il lavoratore che non può recarsi al lavoro a causa del suo stato di salute.

Sei un lavoratore dipendente e devi assentarti per la prima volta dal lavoro a causa della malattia. Ti chiedi quale sarà la tua retribuzione durante l’assenza e chi provvederà al pagamento dell’indennità di malattia.

Nel corso del rapporto di lavoro, possono verificarsi degli eventi che determinano l’impossibilità temporanea del lavoratore di svolgere l’attività lavorativa. Ciò si verifica, ad esempio, quando insorge una malattia che impedisce al dipendente di lavorare. In questi casi, il lavoratore si pone una serie di domande. Posso assentarmi dal lavoro se sono malato? Riceverò comunque la retribuzione durante l’assenza? Chi paga la malattia del lavoratore?

Come vedremo, la legge offre una specifica protezione ai lavoratori che, a causa dello stato morboso, non possono recarsi regolarmente al lavoro.

Cos’è la malattia del lavoratore?

Si definisce malattia del lavoratore l’insorgere di uno stato morboso, ossia di un’alterazione dello stato di salute psicofisico che impedisce temporaneamente al lavoratore di recarsi al lavoro e di svolgere la prestazione lavorativa prevista nella lettera di assunzione.

Per ottenere i diritti e le tutele previsti dall’ordinamento nel caso della malattia, il lavoratore deve ottenere la certificazione medica del suo stato morboso. Per questo, non appena insorge la malattia, il lavoratore deve prontamente comunicare al datore di lavoro la sua assenza e recarsi dal medico al fine di ottenere il certificato telematico di malattia che stabilirà la durata della prognosi, ovvero, il numero di giorni di assenza prescritti per la guarigione e il rientro in servizio.

Il lavoratore in malattia viene pagato?

Durante l’assenza per malattia, la legge prevede una serie di diritti e di tutele a favore del lavoratore.

Innanzitutto, il dipendente ha diritto di assentarsi dal posto di lavoro per tutte le giornate di prognosi indicate dal medico nel certificato telematico di malattia.

In secondo luogo, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per tutta la durata dell’assenza per malattia fino ad un periodo di tempo massimo, detto periodo di comporto, la cui durata è stabilita dal contratto collettivo di settore [1].

Infine, il lavoratore gode anche di una apposita tutela economica. La malattia del dipendente, infatti, determina una sospensione temporanea del rapporto di lavoro dalla quale deriva il mancato pagamento della retribuzione da parte del datore di lavoro. Alla luce di ciò, per evitare che lo stato morboso determini anche una situazione di disagio sociale, la legge prevede che il lavoratore abbia diritto a ricevere, al ricorrere di determinati presupposti, una indennità sostitutiva della retribuzione detta indennità di malattia Inps.

Inoltre, numerosi contratti collettivi di lavoro prevedono che il datore di lavoro, durante l’assenza per malattia del dipendente, debba erogargli un trattamento economico integrativo che va ad aggiungersi all’indennità erogata dall’Inps.

Per quanto concerne il quantum della tutela economica erogata dall’Inps, ai lavoratori dipendenti spettano le seguenti somme a titolo di indennità di malattia Inps:

  • dal 4° al 20° giorno di assenza per malattia: il 50% della retribuzione media giornaliera;
  • dal 21° al 180° giorno di assenza per malattia: il 66,66% della retribuzione media giornaliera.

L’indennità di malattia Inps non spetta, quindi, per i primi 3 giorni di assenza (periodo di carenza). Solitamente i contratti collettivi prevedono che, durante tale periodo, il datore di lavoro debba erogare al lavoratore un’indennità economica che copre in tutto in parte la retribuzione media giornaliera del lavoratore.

Chi paga la malattia al lavoratore?

L’indennità di malattia Inps viene erogata direttamente dal datore di lavoro in busta paga. Successivamente, l’azienda procede a recuperare le somme anticipate a favore dell’Inps portandole a conguaglio con i contributi previdenziali dovuti all’ente di previdenza.

Occorre ricordare che, per poter ottenere l’erogazione dell’indennità di malattia Inps, il lavoratore deve essere reperibile al domicilio indicato nel certificato telematico di malattia nelle fasce di reperibilità previste dalla legge, ovvero, per i lavoratori del settore privato, tutti i giorni compresi nel certificato di malattia (ivi inclusi i festivi) dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Indennità di malattia: i lavoratori esclusi

Occorre, infine, segnalare che non tutti i lavoratori hanno diritto all’indennità di malattia Inps. Ne sono, infatti, escluse le seguenti categorie di lavoratori:

  • impiegati del settore industriale;
  • quadri (industria e artigianato);
  • dirigenti;
  • portieri;
  • lavoratori autonomi.

A questi lavoratori spetterà, in caso di malattia, la tutela economica prevista dalla contrattazione collettiva di riferimento.


note

[1] Art. 2110 cod. civ.


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