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Conte illustra le nuove norme anti-Covid

4 Novembre 2020 | Autore:
Conte illustra le nuove norme anti-Covid

Il premier in conferenza stampa ha spiegato agli italiani tutte le restrizioni in arrivo da venerdì 6 novembre e le loro ragioni.

Scatteranno venerdì 6 novembre, e non più giovedì 5, le misure contenute nel nuovo Dpcm emanato dal presidente Giuseppe Conte, che divide le Regioni d’Italia in tre aree di rischio – verde, arancione e rossa – a ciascuna delle quali corrisponderanno ulteriori restrizioni per le zone rosse e arancioni.

Questi specifici divieti sono ulteriori rispetto a quelle stabiliti a livello nazionale, come il coprifuoco dalle 22 alle 5 e l’autocertificazione per gli spostamenti (leggi cosa si può fare e cosa no).

Lo slittamento di un giorno è stato deciso per dare a tutti il tempo di adeguarsi alle nuove prescrizioni, che però sono ancora in fase di completamento. L’ultimo Dpcm prevede interventi differenziati in base al livello di rischio raggiunto; è una cornice destinata ad essere riempita dai provvedimenti adottati dal ministro della Salute che, per emanare le ordinanze, ha bisogno dei dati epidemiologici aggiornati sull’andamento dei contagi per individuare le Regioni più a rischio, ma queste informazioni stentano ad arrivare e non sono ancora complete.

Così, a poche ore dall’entrata in vigore delle nuove norme e fino a pochi minuti fa, ancora non si sapeva quali saranno le “Regioni rosse” dove scatteranno le restrizioni più dure: lo ha chiarito in conferenza stampa il presidente del Consiglio, annunciando la loro elencazione che riportiamo di seguito.

Nelle Regioni dichiarate zone rosse sarà vietato ogni spostamento da o verso l’esterno ed anche all’interno dei territori (questi ultimi saranno invece consentiti nelle Regioni arancioni): ci si potrà muovere solo per esigenze lavorative, di salute o di assoluta necessità. E saranno chiusi tutti i negozi e attività commerciali tranne quelli essenziali, come gli alimentari e le farmacie; resteranno aperti anche parrucchieri e barbieri.

Ora, per evitare confusione e incertezze il presidente del Consiglio ha deciso di parlare stasera in diretta agli italiani in conferenza stampa: ecco come ha illustrato le nuove norme anti-Covid.

Il premier ha esordito commentando la situazione dei contagi e ha detto senza mezzi termini che la situazione è critica: nell’ultima settimana monitorata il numero dei casi è quasi raddoppiato e l’indice Rt, che segnala la capacità di trasmissione del virus, si attesta ad 1,7 di media nazionale. «Dobbiamo necessariamente intervenire per rallentare la circolazione del virus, in attesa di vaccini e terapie risolutive», ha affermato.

Poi, ha chiarito perché non si è voluto introdurre norme uniformi su tutto il territorio nazionale: sarebbero inefficaci e colpirebbero senza ragione le aree del Paese dove la situazione è meno grave. Da qui il regime differenziato per aree.

Conte ha confermato che tutte le misure restrittive entreranno in vigore venerdì, in modo da «consentire a tutti di disporre di un tempo congruo per organizzare le proprie attività» prima degli stop alla circolazione ed alle attività commerciali.

Quindi, Conte ha annunciato come sono state suddivise le regioni italiane nelle tre seguenti aree (attualmente nessun territorio è in “zona verde”, ossia privo di rischi epidemiologici e di correlate restrizioni):

  1. area gialla (criticità moderata) abbraccia queste Regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Lazio, Umbria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Liguria, Sardegna, Molise e le province autonome di Trento e Bolzano. Qui, sarà vietato circolare dalle 22 alle 5 salvo che per motivate ragioni di lavoro, salute e necessità. Le scuole proseguiranno in presenza per le elementari e medie, le lezioni saranno a distanza per le superiori;
  2. area arancione (livello di criticità medio-alta) comprende Puglia e Sicilia; qui è vietato spostarsi fuori Regione ma è consentito muoversi fuori Comune per i servizi e attività non disponibili all’interno. Vengono chiusi bar e ristoranti (salvo l’asporto e le consegne a domicilio);
  3. area rossa (criticità elevata) riguarda Calabria, Piemonte, Lombardia e Val D’Aosta: qui c’è il divieto di spostarsi in qualsiasi orario salvo che per comprovate ragioni e chiudono tutti gli esercizi non di prima necessità (restano aperti alimentari, farmacie, edicole, tabaccherie, lavanderie, barbieri e parrucchieri). Rimangono aperte con lezioni in presenza le sole scuole elementari e le classi di prima media.

«Comprendiamo il disagio dei cittadini ma non abbiamo alternative e dobbiamo tenere duro», ha osservato il premier, annunciando che «se i dati epidemiologici miglioreranno per almeno 14 giorni avremo misure meno restrittive». In ogni caso, ha sottolineato che «ci aspettano mesi lunghi e difficili».

Il presidente Conte ha infine annunciato l’arrivo di un “Decreto ristori bis” per salvaguardare le attività economiche più colpite dalle chiusure fornendo loro sostegno.



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