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Investimenti esteri: esonero da RW per le attività affidate a intermediari residenti

23 Ottobre 2014
Investimenti esteri: esonero da RW per le attività affidate a intermediari residenti

Sanzione di 258 euro se il quadro è presentato con un ritardo entro i 90 giorni.

Le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici ed equiparate residenti in Italia, devono compilare il quadro RW della dichiarazione dei redditi se detengono nel periodo d’imposta investimenti all’estero oppure attività estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia oppure, pur non essendo possessori diretti degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria, siano titolari effettivi dell’investimento secondo la normativa antiriciclaggio.

 

Gli esoneri

Vi sono alcune ipotesi di esonero soggettivo (persone fisiche che prestano lavoro all’estero per lo Stato, per organizzazioni internazionali o in zone di frontiera) ed oggettivo (conti correnti e depositi bancari il cui saldo non abbia mai raggiunto nel corso del periodo d’imposta l’importo di 10mila euro).

Nel quadro RW non devono essere indicate le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari finanziari residenti e i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi [1]. Il provvedimento di attuazione [2] stabilisce che i valori da indicare nel quadro RW siano determinati con le regole valide ai fini dell’Ivie e dell’Ivafe e – dal 2014 – il quadro RW è utilizzato anche per la liquidazione di queste imposte. Il quadro RW non ha quindi solo valore informativo, ma è anche la sede in cui viene dichiarata la base imponibile delle due imposte patrimoniali.

Gli investimenti esteri e le attività estere di natura finanziaria, trasferiti o costituiti all’estero senza che ne risultino dichiarati i redditi effettivi si presumono, salvo prova contraria, fruttiferi in misura pari al tasso ufficiale di riferimento vigente in Italia nel relativo periodo d’imposta a meno che, nel quadro RW, venga specificato che si tratta di attività che non possono produrre redditi o che producono redditi che saranno percepiti in un successivo periodo d’imposta [3].

 

Le sanzioni

Le violazioni inerenti la compilazione del quadro RW sono punite con una sanzione amministrativa dal 3 al 15% degli ammontari non dichiarati; sanzione raddoppiata se gli investimenti e le attività finanziarie sono detenuti in Stati a fiscalità privilegiata indicati nei Dm 4 maggio 1999 (black list persone fisiche) e 21 dicembre 2001 (black list Cfc). Nel caso in cui il quadro RW sia presentato entro novanta giorni dal termine, si applica la sanzione di 258 euro.

Ora che il quadro RW è utilizzato anche per la liquidazione di tributi, dovrebbe essere pacifico che il termine ordinario per la contestazione della violazione coincide con quello previsto per l’accertamento del tributo: è il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (quinto per la omessa presentazione). In passato gli uffici ritenevano che si applicasse sempre il termine di cinque anni, nonostante il diverso avviso della Cassazione.

Il quadro RW è alla base di un particolare sistema di tassazione. Infatti gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato indicati nelle black list italiane, senza tener conto delle limitazioni per territorio o tipo di soggetto previsti dalle liste stesse, in violazione degli obblighi di compilazione del modulo RW, si presumono costituiti, salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione. Il raddoppio dei termini di accertamento è previsto anche per gli anni in cui sono stati commessi reati tributari che comportino obbligo, a carico degli uffici, di denuncia. In sede di attuazione della delega fiscale, sarà chiarito che il raddoppio si verifica solo in caso di effettivo invio della denuncia entro il termine di prescrizione del reato.


note

[1] Gli obblighi sono previsti dall’art. 4 del Dl 167/1990.

[2] Protocollo 2013/151663 del 18 dicembre 2013.

[3] In base Art. 6 del Dl 167 del 1990.


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