Zone rosse: parrucchieri aperti?

5 Novembre 2020 | Autore:
Zone rosse: parrucchieri aperti?

Scatta il lockdown in quattro regioni: sarà possibile andare a tagliarsi i capelli o a fare la piega? E se quello di fiducia si trova in un altro Comune?

Da venerdì 6 novembre, e per almeno due settimane, nelle quattro regioni individuate come «zone rosse», cioè in Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta, scatterà una sorta di lockdown mirato che fermerà diverse attività. Si tornerà a vedere molte strade semi-deserte e centinaia di saracinesche abbassate: i negozi che vendono articoli non considerati di prima necessità dovranno avere le saracinesche abbassate (leggi il nostro articolo l’elenco dei negozi che resteranno aperti), così come i bar, i ristoranti, le pizzerie, i pub. Nessuna deroga di orario: il cartello «Chiuso» dovrà rimanere appeso tutto il giorno fino alla fine del periodo di restrizioni.

Non sarà così, però, per i parrucchieri. A differenza del primo lockdown, cioè di quello in vigore la scorsa primavera, nelle zone rosse sarà possibile andare a tagliare i capelli, a farsi la tinta o la piega. Il nuovo Dpcm anti-Covid lo contempla espressamente: l’attività del parrucchiere o del barbiere può continuare anche in queste quattro regioni. Di conseguenza, lo stesso vale per le zone arancioni (Puglia e Sicilia) e per il resto delle regioni identificate come zone gialle.

Non è così, invece, per i centri estetici e per i centri benessere: queste attività dovranno rimanere chiuse nelle zone rosse. Quindi, dal parrucchiere sì, dall’estetista no, a farsi una lampada nemmeno.

Altra precisazione importante il Dpcm vieta ai cittadini residenti nelle zone rosse di uscire dal proprio Comune, tranne nei casi di necessità, per motivi di lavoro, di salute «o per fruire di servizi non disponibili» nel luogo in cui abita. Senza soffermarci a discutere se andare dal parrucchiere sia o meno un «caso di necessità», non è sicuramente un motivo di lavoro (tranne per gli operatori del settore, ovviamente) né di salute. Ma può essere consentito uscire dal proprio Comune per andare dal parrucchiere se non ce n’è uno operativo o aperto nel luogo in cui si risiede.

Che succede se, invece, un parrucchiere in paese c’è ma non è quello di fiducia, quello a cui si va abitualmente? In teoria, chi effettua il controllo dovrebbe affidarsi al buon senso. Così come chi va normalmente al supermercato della città accanto alla sua perché più conveniente o perché ha una scelta più vasta dovrebbe in teoria rivolgersi al punto vendita che si trova nel suo Comune di residenza. Ma anche qui, purché non si vada in un’altra regione o non si facciano decine di chilometri per andare a fare la spesa, dovrebbe vincere il buon senso.



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