HOME Articoli

Lo sai che? Cartella esattoriale: la notifica si contesta con querela di falso

Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2013

Il postino si deve limitare a consegnare l’atto al domicilio del destinatario facendogli firmare il registro di consegna e l’avviso di ricevimento: le sue dichiarazioni sono assistite da fede privilegiata.

Sarà più difficile, d’ora innanzi, contestare la notifica delle cartelle esattoriali di Equitalia. La Cassazione, da sempre “autrice” di una serie di pronunce a favore del fisco, ha messo la firma su una sentenza che aggraverà di non poco gli oneri per quei contribuenti che vorranno denunciare il mancato ricevimento di una cartella o l’inosservanza degli obblighi di notifica da parte dell’Agente della riscossione.

Secondo la Suprema Corte [1], infatti, tutto ciò che dichiarato dall’agente postale nella relata di notifica è assistito da “fede privilegiata”: il che gli dà un rango di prova massima. Contro di essa, l’interessato, se intende sollevare una contestazione, deve azionare un procedimento (lungo e costoso) che si chiama “querela di falso” (una sorta di causa dentro la causa). Quindi non ci si può limitare a sostenere di non aver mai ricevuto l’atto, scaricando poi sulla controparte l’onere di dimostrare il contrario.

Chi, per esempio, leggendo la firma riportata sulla ricevuta di ritorno di una cartella esattoriale, ritenga che la stessa non sia la propria o magari che sia illeggibile e irriconoscibile e, quindi, eccepisca di non aver mai ricevuto l’atto di Equitalia, dovrà procedere necessariamente con un procedimento apposito chiamato appunto “querela di falso”. Tale procedura è volta a far venir meno il valore di prova privilegiata delle affermazioni del postino.

La Cassazione, a riguardo, ha chiarito che è soltanto sufficiente, per la validità della notifica, che la spedizione del plico sia avvenuta al domicilio del destinatario, senza altri adempimenti da parte dell’ufficiale postale, se non quello di accertarsi che la persona a cui consegni il plico sia l’effettivo destinatario e firmi il registro di consegna della corrispondenza e sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente.

note

[1] Cass. sent. n. 25128 dell’8.11.2013.

Autore foto: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI