Cronaca | News

Covid: altre regioni a rischio zona rossa

5 Novembre 2020
Covid: altre regioni a rischio zona rossa

Il lockdown light potrebbe riguardare anche altri territori italiani, a seconda dell’andamento della curva epidemiologica.

L’inserimento di una regione in zona rossa non è permanente: dura due settimane. Dopodiché, a seconda dei dati sui contagi, si decide se continuare (per altre due settimane) il lockdown light o attenuare le restrizioni, collocando la regione in zona arancione o gialla. Il tutto con un’ordinanza del ministero della Salute.

Va da sé che, in questa situazione, dove contano i dati del monitoraggio settimanale, nessuno è immune da un potenziale lockdown light. Lo ha spiegato oggi a chiare lettere Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione al ministero della Salute, durante la conferenza stampa per aggiornare sulla diffusione del Coronavirus in Italia.

Paese diviso in zone: cosa può succedere

Rezza che detto che, in base all’andamento dei contagi, altre regioni potrebbero diventare rosse oltre a quelle già annunciate.

Vale anche il contrario: «Una regione che si trova in fascia rossa o arancione resterà per almeno due settimane in questa fascia di rischio. Poi è possibile una de-escalation». Questo viene stabilito con un’ordinanza del ministero della Salute, sentito il governatore della regione interessata.

Si può decidere anche «come d’altronde è sempre stato fatto – ha sottolineato il consulente del ministero – di fare zone rosse anche in una regione che non è rossa», e viceversa. Cioè è possibile allentare le limitazioni in alcuni territori.

Il virus corre in tutta Italia

Al momento, il virus si diffonde rapidamente in tutto il Paese, in alcune aree particolarmente, in altre meno. Anche per questo si è rinunciato a parlare di «zone verdi», dicitura quasi subito sostituita con le «zone gialle».

«Rispetto a marzo, oggi casi di Coronavirus sono distribuiti su base nazionale – ha affermato Rezza -. Tutto il Paese è colpito: se dico “rosso” vuol dire circolazione del virus elevata, se dico “arancione” è lo stesso elevata perché siamo a un Rt tra 1,25 e 1,5, ci sono poi incidenze elevate anche in zone gialle dove l’Rt è sopra 1. L’incidenza è elevata in tutte le regioni, la curva cresce e dobbiamo stare attenti perché la situazione di disagio è generalizzata».

Ecco perché è importante, nell’interesse di tutti, attenersi anche alle «forti raccomandazioni» ed evitare, ad esempio, tutte le uscite di casa che sono evitabili, anche nelle regioni gialle.

Qui, contrariamente ai divieti delle zone rosse, uscire di casa non è proibito, ma la prudenza, che vuol dire anche autolimitarsi, è finalizzata a evitare occasioni di contagio che possano far crescere la curva a un punto tale da portare a restrizioni più dure.

Gli interrogativi sulla Campania

Rezza ha risposto anche a domande sulla Campania, additata tra le regioni più colpite fino al giorno stesso della suddivisione dell’Italia in zone, e poi inserita in fascia gialla di minor gravità.

Perché, se ci si aspettava che fosse zona rossa? «Ha molti casi, ma ha un Rt molto più basso ad esempio di Lombardia o Calabria – ha detto Rezza -. Perché evidentemente la trasmissione è molto aumentata nelle scorse settimane, ma adesso in qualche modo si è stabilizzata. Per cui c’è un Rt non particolarmente alto. Evidentemente le ordinanze regionali possono avere avuto un certo effetto sulla trasmissione».

Record di contagi nel bollettino di oggi

Intanto, i dati del bollettino quotidiano del ministero della Salute certificano un incremento di casi in tutto il Paese. Sono 34.505 i nuovi contagi di oggi (ieri erano 30.550).

Anche i morti sono in aumento: 445 nelle ultime ventiquattr’ore, contro i 352 di ieri. Il totale delle vittime è 40.192. Sono cresciuti anche i ricoverati in terapia intensiva: oggi 99 (ieri erano 67, per un totale di 2.391), insieme a un aumento anche dei ricoveri ordinari, 1140 in più rispetto a ieri, quando erano stati 1.002.

Incrementati anche i tamponi: 219.884 oggi, ieri erano stati 211.831. La percentuale di positivi sui test eseguiti è del 15,69%, salita, rispetto al 14,42% di ventiquattr’ore fa.

Numeri che, per Rezza, non sono un buon segnale, anche se era previsto un aumento dei contagi e dei malati gravi da qui a metà novembre: «I tamponi sono un po’ aumentati – ha dichiarato – ma l’incremento dei casi c’è».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube