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Imposta sul reddito delle persone fisiche

15 Gennaio 2021 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Imposta sul reddito delle persone fisiche

L’imposta maggiormente versata dai contribuenti e che crea maggior gettito per le casse dello Stato.

Dall’analisi del gettito tributario per singola imposta, si evince che, nel 2019, l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) è stata la prima imposta con 176,8 miliardi di euro di gettito, coprendo il 34,2% del totale. L’imposta sul valore aggiunto (Iva) è la seconda imposta per gettito con 111,8 miliardi di euro, coprendo il 21,6% del totale. Insieme, l’Irpef e l’Iva, coprono il 55,9% del gettito tributario totale.

Cerchiamo di comprendere, innanzitutto, cosa si intende per reddito, quali sono i presupposti che rendono tassabile un reddito e quali redditi posseduti dal contribuente sono soggetti al versamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Che cos’è il reddito?

Le nozioni teoriche di reddito sono tre: il reddito come prodotto, il reddito come entrata e il reddito come consumo.

Secondo la nozione di reddito come prodotto, un’entrata ha natura di reddito solo se deriva da una fonte produttiva. La nostra legislazione fiscale ha accolto, sin dall’origine, il concetto di reddito come prodotto, tassando sia i redditi prodotti in modo continuativo, sia i redditi variabili ed eventuali.

La nozione di reddito come entrata considera qualsiasi entrata, quale che ne sia la fonte (e, quindi, anche se non deriva da una fonte produttiva).

Infine, la nozione di reddito come consumo implica che è tassata solo la ricchezza consumata: non dovrebbe essere tassato né il reddito risparmiato, né il reddito di capitale.

Nella nostra legislazione, non vi è una definizione generale di reddito che è però desumibile dall’insieme delle fattispecie tassabili. E poiché tutte le categorie reddituali indicano come reddito proventi derivanti da fonti produttive, il reddito può essere definito, in generale, come un incremento di patrimonio derivante da una fonte produttiva.

Il presupposto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e le categorie reddituali

Il presupposto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è il possesso di redditi in denaro o in natura. Nel Testo Unico delle Imposte sui redditi (o TUIR) [1], non essendo presente una definizione generale di reddito, c’è la definizione dei singoli redditi, ossia delle singole categorie:

  1. redditi fondiari;
  2. redditi di capitale;
  3. redditi di lavoro dipendente;
  4. redditi di lavoro autonomo;
  5. redditi di impresa;
  6. redditi diversi.

Le categorie sono costruite in modo che in esse possa essere compresa tutta la materia imponibile. Infatti, alcune categorie, anche quando utilizzano definizioni o nozioni extratributarie, sono più ampie della nozione utilizzata. Ad esempio, la definizione tributaria di reddito di lavoro dipendente utilizza la nozione giuslavoristica di rapporto di lavoro, ma ampliandola.

A ciascuna categoria corrispondono particolari regole di determinazione; ad esempio, i redditi fondiari sono determinati con il metodo catastale, mentre i redditi di capitale sono tassati al lordo (cioè senza deduzione di costi o perdite).

Quando un reddito è tassabile?

Se il possesso di un reddito è ciò che ne determina la tassabilità, è necessario esaminare, per ciascuna categoria di reddito, quale sia l’accadimento che lo rende tassabile.

Vi sono redditi tassabili quando sono percepiti (principio di cassa) come nel caso dei redditi di capitale, dei redditi di lavoro dipendente, dei redditi di lavoro autonomo e dei redditi diversi. Dunque, per questi redditi possesso significa percezione.

Nel caso dei redditi fondiari, il possesso va riferito all’immobile. Invece, nel caso del reddito d’impresa, il reddito è frutto di un calcolo, perciò non vi è possesso del reddito, ma della fonte di reddito.

In definitiva, non esiste una nozione unitaria di possesso di reddito, ma tante nozioni quante se ne traggono dalla disciplina delle diverse categorie.

Reddito e patrimonio sono sinonimi?

Reddito e patrimonio sono concetti da tenere distinti, come sono da distinguere i proventi reddituali dalle entrate patrimoniali.

Il patrimonio è l’insieme delle situazioni giuridiche soggettive a contenuto economico di cui è titolare un soggetto in un dato momento (diritti reali, crediti, debiti). Esso è, quindi, una realtà statica.

Il reddito, invece, è un fenomeno dinamico, ed è la risultante delle variazioni incrementative del patrimonio. Il patrimonio è uno stock, il reddito un flusso. Il patrimonio, quindi, indica ciò che si ha, il reddito indica ciò che si acquisisce.

Tutti i redditi sono tassabili?

Non tutte le entrate sono reddito. Ad esempio, per i soci di una società è reddito la distribuzione di utili, non lo è la restituzione del capitale investito.

Dunque, costituisce reddito ciò che rappresenta un incremento del patrimonio, mentre non lo è la mera reintegrazione del patrimonio già posseduto. Sono, quindi, tassabili i proventi che sostituiscono redditi imponibili, non lo sono i proventi conseguiti per reintegrare perdite patrimoniali.

Tutte le pensioni sono tassabili?

Stessa distinzione tra pensioni tassabili e pensioni non tassabili. Sono tassabili, in linea di principio, le pensioni che si collegano ad un rapporto di impiego o di servizio, e sono, quindi, proiezione di un precedente trattamento economico.

Non sono tassabili, invece, le pensioni risarcitorie, come ad esempio le pensioni di guerra che sono assegnate in conseguenza di lesioni o morte causate da eventi bellici.



Di Vincenzo Delli Priscoli

note

[1] D.Lgs. n. 917/1986.


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