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Quanti tipi di affidamento ci sono?

9 Gennaio 2021 | Autore:
Quanti tipi di affidamento ci sono?

I minori vengono collocati presso un nucleo familiare diverso dall’originario quando la famiglia non può temporaneamente occuparsi di loro.

L’affidamento familiare è un istituto giuridico che consiste nell’accogliere un bambino o un adolescente, italiano o straniero, all’interno di una coppia sposata ma anche convivente, con o senza figli, o da parte di un single, nel caso in cui la famiglia d’origine si trovi ad affrontare temporaneamente una situazione di difficoltà. L’affidamento dura per tutto il periodo in cui permane la causa di impedimento [1]. In tal modo, si garantisce al minore di vivere in un ambiente idoneo, accudito da persone in grado di provvedere al suo mantenimento, all’educazione, all’istruzione e alle relazione affettive di cui ha bisogno.

Quanti tipi di affidamento ci sono? Ne esistono più di uno, ciascuno in grado di rispondere alle differenti necessità del bambino e della sua famiglia. In generale, le caratteristiche dell’affidamento familiare sono la temporaneità, il mantenimento dei rapporti tra il minore e la famiglia d’origine e la previsione del suo rientro nel nucleo familiare originario nel momento in cui cessa la causa di impedimento. Spesso, però, l’affidamento si protrae nel tempo non realizzandosi concretamente le condizioni per il rientro.

Quali e quanti sono i tipi di affidamento familiare

Esistono diverse tipologie di affidamento familiare, potendosi lo stesso distinguere in:

  1. consensuale e giudiziale, in riferimento al soggetto che dispone l’affidamento;
  2. intrafamiliare ed eterofamiliare, in riferimento alla modalità di accoglienza del minore;
  3. residenziale, diurno/semiresidenziale e a tempo parziale, in base al ruolo ed ai compiti degli affidatari.

Vi è, poi, l’affidamento familiare di bambini in situazioni particolari, che si differenzia in:

  • affidamento familiare di bambini piccoli (0-24 mesi);
  • affidamento familiare in situazioni di emergenza;
  • affidamento familiare in situazioni di particolare complessità;
  • affidamento familiare di minori stranieri non accompagnati.

Affidamento consensuale e giudiziale: in cosa consistono?

L’affidamento consensuale viene disposto dai servizi sociali in accordo con la famiglia, con ratifica del giudice tutelare per la durata massima di 24 mesi. Una eventuale proroga può essere disposta dal Tribunale per i minorenni qualora dalla sospensione può derivare un pregiudizio per il bambino.

L’affidamento giudiziale viene deciso dal Tribunale per i minorenni nel caso in cui non vi è consenso da parte degli esercenti la potestà genitoriale (genitori/tutore) e esiste una situazione di pregiudizio per il minorenne [2].

A tal proposito, è opportuno evidenziare come nei rapporti con la famiglia del bambino gli operatori dei servizi sociali locali (assistenti sociali e psicologi) cercano prioritariamente la via consensuale e si rivolgono all’autorità giudiziaria minorile solo quando la famiglia non accorda il proprio consenso qualora si riscontri la presenza di una situazione pregiudizievole per il bambino.

Affidamento intrafamiliare ed etero familiare

L’affidamento è intrafamiliare quando il minore è accolto presso parenti fino al quarto grado. Tale tipo di affidamento risponde all’indicazione della legge, che sancisce il diritto del bambino di crescere nell’ambito della propria famiglia.

L’affidamento etero familiare si ha nel caso in cui il minore viene accolto da una famiglia affidataria. In questo caso, l’abbinamento tra bambino e famiglia affidataria tiene conto anche dell’opportunità di maggiore o minore vicinanza/distanza alla famiglia del minorenne allontanato.

Quali sono le altre tipologie di affidamento

L’affidamento è residenziale se il minore vive stabilmente con gli affidatari. Più precisamente si definisce affidamento residenziale quello in cui il minore dorme nell’abitazione degli affidatari almeno cinque notti a settimana, con esclusione dei periodi di interruzione previsti dal progetto di affido.

L’affidamento è diurno o semiresidenziale quando il minore trascorre solo una parte della giornata con gli affidatari mentre è a tempo parziale quando il bambino trascorre soltanto un breve periodo definito con gli affidatari (alcuni giorni della settimana, un determinato arco temporale all’anno).

Affidamento familiare in situazioni particolari: i tipi

L’affidamento familiare di bambini in situazioni particolari si distingue in:

  • affidamento familiare di bambini piccoli, ovvero da 0 a 24 mesi, che hanno bisogno di attenzioni costanti e stabili. Ha una breve durata e consente agli operatori in collaborazione con l’autorità giudiziaria, di avere il tempo sufficiente per valutare le capacità dei genitori e decidere come proseguire nella cura del bambino, sempre ponendo al centro di ogni scelta il supremo interesse del minore (rientro in famiglia, affidamento familiare, adozione);
  • affidamento familiare in situazioni di emergenza, rivolto a bambini con un’età compresa tra 0 e 10 anni, che rimangono coinvolti in situazioni improvvise e gravi tali da richiedere un intervento tempestivo al fine di metterli al riparo da ogni pericolo. Questo tipo di affidamento viene disposto quando non è possibile affidare il minore all’interno della sua cerchia familiare;
  • affidamento familiare in situazioni di particolare complessità, che viene utilizzato in alternativa alla collocazione in una struttura esterna (o in alcuni casi successiva a una istituzionalizzazione), per dare risposta ai bisogni dei minori con problematiche gravi quali:
    • maltrattamento intrafamiliare;
    • problematiche gravi della famiglia naturale (problemi di dipendenza o di salute mentale dei genitori, ecc.);
    • bambini/ragazzi con problemi importanti di salute fisica (quali malattie croniche, disabilità, ecc.) o mentale o emotiva, che possono essere causa di gravi disturbi del comportamento;
  • affidamento familiare di minori stranieri non accompagnati, laddove i soggetti affidatari, oltre a garantire un ambiente idoneo allo sviluppo del minore, sono chiamati a facilitare la conoscenza del contesto sociale di accoglienza e l’integrazione sul territorio.

È possibile l’affidamento di adolescenti?

L’affidamento di ragazzi adolescenti è possibile anche se può presentarsi più complesso da gestire rispetto a quello di minori più piccoli, a causa della particolare condizione emotiva che di per sé accompagna la crescita in questi anni.

Nel nostro Paese, l’affidamento di adolescenti è poco praticato ma sarebbe opportuno superare il pregiudizio che l’affidamento sia un istituto giuridico idoneo solo per i bambini piccoli e pensare a dei progetti di affidamento destinati anche agli adolescenti.

L’affidamento familiare può durare dopo il compimento dei 18 anni?

È prevista la possibilità di prosecuzione dell’affidamento familiare dopo il compimento del 18° anno di età e, comunque, non oltre i 21 anni.

Al termine del progetto di affidamento familiare, il ragazzo può:

  • permanere nella famiglia (con i sostegni previsti se disabile);
  • oppure rientrare a casa;
  • o, ancora, avviare un percorso di vita autonoma.

note

[1] L. n. 184/1983 e ss. mm. L. n. 194/2001.

[2] Artt. 330 e ss cod. civ.


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