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Scontro tra sciatori: chi ha ragione?

6 Novembre 2020
Scontro tra sciatori: chi ha ragione?

Incidente sulla pista da sci: come si stabilisce la responsabilità? Risarcimento danni incidente sciistico.

Immaginiamo una scena piuttosto ricorrente sulle piste da sci. Uno sciatore, mentre discende da una pista, taglia la strada a un altro che gli finisce addosso facendosi male. In tali situazioni, come noto, non c’è un’assicurazione come quella automobilistica che copra gli sportivi dagli infortuni e li risarcisca di tutti i danni subiti a seguito dell’incidente. E, dunque, cosa succede? Come si fa a capire chi ha torto e chi invece no? In caso di scontro tra sciatori chi ha ragione? 

La questione è stata di recente analizzata dal tribunale di Bolzano [1]. Dalla sintesi della pronuncia si può comprendere quali sono le norme in materia di responsabilità conseguente allo scontro tra sciatori. Vediamo dunque quali sono le istruzioni fornite dalla giurisprudenza. 

Incidente sulla pista da sci: quali norme?

In caso di scontro tra sciatori, la legge [1] stabilisce una norma molto simile a quella prevista in tema di incidenti stradali. In particolare, dispone che: «Nel caso di scontro tra sciatori, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno di essi abbia concorso ugualmente a produrre gli eventuali danni».

Il significato di questa disposizione è molto semplice. Si parte da una presunzione di colpa al 50%, a meno che uno degli sciatori riesca a dimostrare che la colpa dello scontro è tutta dell’altro.

Tuttavia, tale norma speciale, a differenza di quella prevista in tema di infortunistica stradale, ritiene sufficiente, al fine di superare tale presunzione, anche il solo accertamento di una colpa particolarmente grave di uno dei due sciatori, pure in mancanza di elementi istruttori precisi sulla condotta posta in essere dall’altro. 

Scontro tra sciatori: chi ha ragione e chi ha torto?

Da quanto appena detto, si intuisce che, per ottenere il risarcimento dei danni in caso di scontro tra sciatori è necessario dimostrare che l’altro soggetto coinvolto ha posto in essere un comportamento talmente imprudente da potersi ritenere che abbia una colpa grave. 

Il tribunale di Bolzano arriva a tale conclusione analizzando le norme che si applicano in materia di incidenti sciistici, previsti dalla legge 363/2003 («Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo»). 

In particolare, assume qui rilievo l’articolo 19 della suddetta legge, che si occupa del concorso di colpa nel caso di scontro tra sciatori, presumendo, fino a prova a contraria, che ciascuno di essi abbia concorso ugualmente a produrre gli eventuali danni. 

Il tribunale osserva che tale disposizione pone, nel caso di scontro tra sciatori, una presunzione di pari responsabilità al 50% ciascuno. 

È più facile ottenere il risarcimento in caso di incidente sulla pista da sci che nell’ipotesi di un incidente stradale. In questo secondo caso, infatti, «il conducente non può limitarsi a provare di avere tenuto una condotta rispettosa delle generiche e specifiche norme prudenziali, ma deve altresì dimostrare di avere messo in atto tutte le condotte positive esigibili e idonee ad evitare il sinistro». 

Invece, in caso di scontro tra sciatori, non c’è quest’obbligo, per cui basta dimostrare solo la colpa grave dell’altro sciatore. 

In definitiva, sintetizza il tribunale, «lo sciatore che, pure non riuscendo a fornire la prova di avere fatto tutto il possibile per evitare l’incidente e di avere rispettato pienamente tutte le norme comportamentali specifiche e di prudenza generica va esente da responsabilità, qualora risulti che l’altro sciatore abbia posto in essere una violazione di un obbligo fondamentale e cruciale per la sicurezza sulle piste da sci». 

La responsabilità del maestro di sci

Nel caso in cui l’incidente sia avvenuto durante una lezione di sci, la responsabilità ricade sull’istruttore. Come spiegato dalla Cassazione [4], il maestro e la scuola di sci sono responsabili per gli incidenti occorsi sulla pista per via del contratto tra questi concluso con il danneggiato.

Pertanto, a chi riporta lesioni durante una lezione spetta solo dimostrare che il danno si sia verificato nel corso dello svolgimento della lezione, mentre grava sull’istruttore l’onere di provare l’esatto adempimento della propria prestazione, ossia di aver correttamente vigilato sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo e che le lesioni siano conseguite a circostanze non imputabili al maestro e alla scuola. Questi non sono tenuti ad assicurare sempre e in ogni caso l’incolumità dell’allievo, ma non devono esporlo a rischi ulteriori rispetto a quelli insiti nell’attività sciistica.

In particolare, per escludere la propria responsabilità per le lesioni riportate dall’allievo, al maestro e alla scuola non basta dimostrare che questi avesse già percorso la pista nei giorni precedenti l’incidente e che sia caduto quasi da fermo incrociando gli sci – circostanze, queste, aventi rilevo non decisivo – dovendosi valutare anche le condizioni specifiche della pista nel giorno del sinistro in relazione alle condizioni meteorologiche, elemento che attiene alla causa dell’incidente.

Ed ancora: «In caso di danno per le lesioni riportate a seguito di una caduta di un allievo, minore di età, di una scuola di sci, l’iscrizione e l’ammissione del medesimo al corso determina la nascita di un vincolo contrattuale che fa sorgere a carico della scuola l’obbligo di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo per il tempo in cui questi usufruisce della prestazione scolastica, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso» [5].


note

[1] Trib. Bolzano, sent. n. 181/2020.

[2] Art. 19 della legge 363/2003

[3] Art. 2054 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 7417/2018.

[5] Cass. sent. n. 9437/2012.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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4 Commenti

  1. Mi ha sempre affascinato questo sport, ma non sarei capace di praticarlo. Rischierei di rompermi una gamba. Poi, chi sarebbe responsabile in caso di infortunio?

    1. Il direttore di una pista di sci è quasi sempre responsabile degli infortuni procuratisi dagli sportivi presenti sulle sue “discese”: egli ha infatti un obbligo di protezione, deve cioè garantire gli utenti anche dai pericoli “atipici”, cioè quelli che uno sciatore non si attende di trovare. Non è responsabile solo per i pericoli esterni, cioè relativi a zone non comprese nelle piste. Tuttavia, se uno sciatore riesce a imbattersi in un percorso esterno alla pista battuta egli resta responsabile se non ha previsto dei presidi appositi per prevenire il pericolo che lo sciatore, proveniente dalla pista, possa uscire da essa. Insomma, il gestore deve prevenire quei pericoli fisicamente esterni alle piste a cui, tuttavia, può andarsi incontro in caso di uscita di pista, giacché la situazione naturale dei luoghi rende altamente probabile che si fuoriesca dalla pista stessa. Lo ha chiarito la Cassazione in una sentenza. Inoltre, secondo la Corte, il gestore degli impianti di risalita è tenuto a prestazioni accessorie, costituenti un pacchetto di servizi che trascendono il mero trasporto da valle a monte e riguardano l’intera attività dell’utente, quali la messa a disposizione di piste dotate delle necessarie misure di sicurezza. In tal senso, dunque, il pericolo da prevenire, oggetto della posizione di garanzia, non può essere solo quello interno alla pista, ma anche quello esterno, con la conseguente necessità di congrue protezioni e segnalazioni al bordo della pista.

  2. Non ho capito bene… Quando due sciatori si scontrano e si fanno male, come si fa a stabilire chi dei due è responsabile? Esistono delle regole per sciare?

    1. Non esiste un «codice della strada» applicabile a chi scia; non esistono quindi regole prestabilite per lo sciatore, ma questo non vuol dire che non si debba rispettare i normali canoni di prudenza e diligenza. Valgono insomma le generali norme del codice civile che impongono, specie nello svolgimento di attività pericolose, di comportarsi in modo da evitare danni altrui. E, qualora non si riesca a determinare di chi sia la responsabilità, si ricorre al consueto «concorso di colpa». La questione è stata di recente affrontata dal tribunale di Trento con una sentenza chiarificatrice che si preoccupa di stabilire quali regole per sciare bisogna rispettare sulle piste di neve. Ed il responso è il seguente: gli sciatori sono liberi di percorrere da destra e sinistra l’intera pista; sono altresì liberi di scegliere un percorso più o meno articolato, a seconda delle proprie capacità e della pendenza del percorso. Tuttavia, in queste scelte, devono sempre evitare di andare addosso ad altri sciatori. Tale preventiva valutazione li deve portare a conformare la propria velocità di discesa con le condizioni di “traffico” della pista e con le traiettorie degli altri sciatori. In altre parole, prima di iniziare la corsa, per quanto si è liberi di individuare il tragitto preferito, si devono prescegliere i percorsi più sicuri, in modo da non mettere a repentaglio la sicurezza degli altri, ed evitare di investire altre persone presenti sulla pista stessa. Bisogna insomma adeguare la propria discesa alle relative condizioni di frequentazione della pista e alle traiettorie degli altri sciatori, per evitare collisioni con altri utenti. In caso di scontro il danneggiato deve dimostrare che l’altro sciatore non ha tenuto una condotta diligente. Se invece non riesce a fornire tale dimostrazione – ossia che non è stata tenuta una condotta volta a evitare la collisione – scatta il concorso di colpa.

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