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Lo sai che? Fondo patrimoniale opponibile ai terzi solo se annotato all’atto di matrimonio

Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2013

Prima del matrimonio, i coniugi possono costituire un fondo patrimoniale per soddisfare i bisogni della famiglia; la costituzione del fondo deve essere però annotata a margine dell’atto di matrimonio perché sia opponibile ai terzi.

Affinché la costituzione di un fondo patrimoniale possa essere opposta ai creditori va necessariamente annotata a margine dell’atto di matrimonio. Se, quindi, tale formalità non viene regolarmente compiuta, i creditori dei coniugi – o anche di uno soltanto di essi – potranno ipotecare e/o pignorare i beni inseriti nel fondo, anche se quest’ultimo è stato trascritto nei pubblici registri immobiliari. In altri termini, sarà come se il fondo non fosse efficace per i creditori.

Lo ha ribadito, di recente, la Cassazione [1] prendendo in esame la storia giudiziaria di alcune persone che si vedevano iscrivere ipoteca giudiziale sui beni facenti parte del fondo patrimoniale. I protagonisti della vicenda ritenevano che la banca non potesse soddisfarsi sui suddetti beni perché la trascrizione dello fondo presso la Conservatoria dei registri Immobiliari era di per sé sufficiente (sempre se – per come è ovvio – avvenuta in data precedente all’iscrizione di ipoteca).

Invece – ricorda la Suprema Corte – la trascrizione imposta per gli immobili [2], effettuata presso la Conservatoria, ha solo una funzione di pubblicità (gli avvocati la chiamano “pubblicità notizia”): in quanto tale essa non è opponibile ai terzi. Questo vuol dire, in pratica, che i coniugi potrebbero aver costituito un fondo patrimoniale inutilmente, atteso che i creditori potrebbero ugualmente aggredirlo.

Al contrario, per poter avere l’effetto “scudo” nei confronti dei creditori è necessaria l’annotazione [3] del fondo patrimoniale a margine dell’atto di matrimonio. È questa, infatti, l’unica forma di pubblicità idonea ad assicurare l’opponibilità della convenzione matrimoniale ai terzi.

Riguardo al fondo patrimoniale è importante sapere che:

1 – condizione necessaria per costituire un fondo patrimoniale è essere sposati;

2 – il fondo patrimoniale può essere costituito da un complesso di beni, siano essi immobili, mobili registrati o titoli di credito;

3 – tali beni vengono destinati a soddisfare i bisogni della famiglia;

4 – la proprietà dei beni che costituiscono il fondo rimane in campo ai legittimi titolari (uno dei due coniugi o entrambi se in comunione), salvo diversa disposizione nell’atto che costituisce il fondo;

5 – i coniugi non possono disporre dei beni che formano il fondo per scopi estranei agli interessi della famiglia né i creditori dei coniugi (per obblighi sorti per scopi estranei ai bisogni della famiglia) possono soddisfare i loro diritti sui beni oggetto del fondo patrimoniale stesso.

Il fondo patrimoniale può essere costituito da un solo coniuge, da entrambi i coniugi o da

un terzo, sia con atto pubblico (ossia dal notaio) o con testamento.

Come detto nell’articolo, la costituzione del fondo patrimoniale e le sue eventuali modifiche devono essere annotate a margine dell’atto di matrimonio conservato nei registri del Comune in cui il matrimonio è stato celebrato. All’annotazione deve procedere il notaio nel più breve tempo possibile: se non lo fa – posto che ciò determinerà la pignorabilità dei beni da parte dei creditori – è tenuto a risarcire i danni subiti dalle parti.

note

[1] Cass. sent. n. 27854 del 12.12.2013.

[2] Art. 2647 cod. civ.

[3] Art. 162, comma 4, cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

Se non si è provveduto ad annotare il fondo patrimoniale a margine dell’atto di matrimonio – formalità cui deve provvedere il notaio – i beni in esso inseriti possono ancora essere pignorati dai creditori dei coniugi o di uno dei due.


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