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Automazione e intelligenza artificiale: come migliorano la sicurezza informatica

6 Novembre 2020
Automazione e intelligenza artificiale: come migliorano la sicurezza informatica

Che la sicurezza dei sistemi informatici sia una priorità, soprattutto in ambito aziendale, è un dato di fatto. I tentativi di attacchi sono sempre più frequenti e con conseguenze sempre più gravi. Da attacchi che fanno rimanere a terra le compagnie aeree a vulnerabilità che mettono in pericolo l’intero sistema sanitario di una nazione Europea, è evidente che oggi più che mai è necessario sviluppare e implementare soluzioni di sicurezza all’altezza della situazione.

Quali sono i problemi che caratterizzano la sicurezza informatica?

Negli ultimi anni, si è registrato un netto aumento dei dispositivi connessi a Internet, che non sono più semplicemente computer e smartphone ma anche aspirapolveri, termostati, automobili e quant’altro. Il problema è che questi dispositivi, definiti anche come IoT (Internet of Things), sono estremamente vulnerabili agli attacchi esterni e possono essere usati come ponte per accedere a dispositivi contenenti dati importanti.

Tutti sanno che occorre proteggere il proprio smartphone con un Pin o con la propria impronta digitale: quanti però hanno la stessa preoccupazione per la videocamera di sicurezza installata all’ingresso? Purtroppo, c’è poca consapevolezza dei rischi che si corrono quando si utilizzano dispositivi non adeguatamente protetti. Da un lato, gli utenti finali sono poco educati su questo argomento, dall’altro, i produttori di dispositivi elettronici non spendono risorse per migliorare la sicurezza dei propri prodotti.

Quali sono le minacce più diffuse?

Uno dei metodi più utilizzati dagli hacker per impossessarsi di informazioni personali è quello di usare email di phishing: basta una leggerezza da parte di un utente per mettere a rischio un dispositivo, una rete o un’intera azienda. Ci sono poi rischi legati alla presenza di vulnerabilità nelle reti locali/aziendali e nei dispositivi utilizzati. Ad esempio, la mancanza di firewall o di sistemi per la crittografia dei dati rendono molto più facili gli attacchi informatici.

Bisogna però anche citare come le tecniche utilizzate dagli hacker siano in costante miglioramento, al punto che le società specializzate in sicurezza fanno fatica a tenere il passo e a fornire soluzioni adeguate.

Quali metodi è possibile utilizzare per ridurre le vulnerabilità?

Ci sono molte soluzioni che è possibile implementare: ad esempio, un’azienda deve almeno dotarsi di semplici sistemi di sicurezza come firewall e VPN online, e informare i propri dipendenti sulla possibilità di attacchi informatici. È importante che tutti facciano attenzione alle email di phishing e all’uso di password forti, e allo stesso tempo è fondamentale che i dispositivi che contengono informazioni riservate siano sempre sotto controllo e non possano essere utilizzati dagli esterni.

Come soluzione più avanzata, è necessario creare un sistema informatico interno all’azienda che sia ben gestito a livello amministrativo, che permetta di gestire e controllare tutti gli accessi e che sia protetto da soluzioni di sicurezza all’avanguardia. Tra queste soluzioni c’è anche la possibilità di sfruttare intelligenze artificiali e machine learning per automatizzare processi che altrimenti richiederebbero tempo e risorse.

Come può l’automazione essere d’aiuto?

Un aspetto positivo dell’aumento dei tentativi di attacchi da parte degli hacker è che sono disponibili moltissimi dati relativi ai metodi utilizzati. Questo significa che, analizzandoli, è possibile sviluppare delle soluzioni di sicurezza efficaci. L’unica vera difficoltà è la mancanza di risorse, sia economiche che umane. L’analisi di dati che può effettuare una persona è limitata e richiede molto tempo.

Grazie all’intelligenza artificiale e al machine learning, però, è possibile analizzare in modo automatico quantità enormi di dati e in modo più approfondito di quanto potrebbe fare un team di esperti. Inoltre, se necessario, è molto più semplice aumentare le risorse a disposizione di un sistema automatico che assumere qualcuno.

Machine learning e intelligenza artificiale possono essere utilizzati anche per implementare alcuni sistemi di sicurezza. Ad esempio, un’IA appositamente configurata può permettere di riconoscere gli accessi autorizzati o non autorizzati in modo molto più preciso ed efficace di un semplice sistema nome/password; un algoritmo di ML può essere d’aiuto nel creare password e codici di identificazione.

Qual è la soluzione più efficace?

ML e IA non sono di proprietà esclusiva di utenti e aziende che operano nella legalità. Anche gli hacker si avvalgono di questi strumenti per migliorare le proprie tecniche e per individuare le vulnerabilità presenti nei sistemi che vogliono attaccare. Il metodo di protezione migliore, quindi, è quello che integra delle soluzioni automatizzate con una gestione umana specializzata e ben organizzata.

Quando vengono riconosciuti degli attacchi o delle nuove vulnerabilità, i sistemi automatici possono suggerire delle possibili soluzioni, ma sono poi gli esperti a doverle implementare. L’interpretazione dei dati provenienti dall’analisi automatizzata è, infatti, un passaggio fondamentale che deve essere necessariamente eseguito da persone in carne ed ossa in grado di valutare più aspetti diversi. Diventa quindi fondamentale formare nuove figure che si occupino della sicurezza, che sappiano lavorare con ML e IA e che siano soprattutto in grado di adattare i sistemi automatici a esigenze specifiche.



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