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Cos’è l’atto di diffida stragiudiziale?

8 Novembre 2020
Cos’è l’atto di diffida stragiudiziale?

Recupero crediti e messa in mora: il significato della raccomandata inviata dal creditore al debitore. 

Avviene spesso che, nel tentativo di recuperare delle somme non riscosse, il creditore, nel diffidare il debitore, utilizzi dei termini altisonanti. Si tratta di parole studiate appositamente per incutere timore e dare un senso di maggiore perentorietà all’invito di pagamento. Così non è inusuale che aziende e studi legali intestino la lettera con la dicitura «diffida stragiudiziale». Ma cos’è l’atto di diffida stragiudiziale? Di cosa si tratta e che effetti ha? Cerchiamo di capirlo, più da vicino, in questa rapida guida. 

Cos’è una diffida?

La diffida è un avvertimento, una richiesta che un soggetto fa ad un altro, di solito in modo informale, con cui gli chiede di ottemperare a un comando giuridico. È ad esempio una diffida quella con cui il creditore chiede al debitore di pagare una fattura non ancora saldata; quella con cui il proprietario di un appartamento informa il vicino di casa di infiltrazioni d’acqua provenienti dalle sue tubature e gli impone di provvedere alle riparazioni; quella con cui una banca intima al cliente di rientrare nell’esposizione debitoria; quella con cui il proprietario di un terreno chiede al confinante di tagliare i rami dell’albero che protendono sul proprio fondo; quella con cui un avvocato sollecita, al proprio cliente, il pagamento della parcella e così via.

La diffida ad adempiere, come dice il nome stesso, è un’intimazione a compiere un determinato comportamento doveroso secondo la legge.

È chiaro però che la diffida è il frutto della personale visione del diffidante e non è detto che questa corrisponda al vero dettato normativo. Si pensi a una persona che chieda il pagamento di un credito che, in verità, è già caduto in prescrizione.

Questo significa che la diffida ad adempiere può essere sempre oggetto di contestazione da parte del suo destinatario. Contestazione che, il più delle volte, si risolve in una lettera di risposta. Se poi tra le parti non si riesce a trovare una soluzione è il giudice a definire le eventuali responsabilità.

Cos’è una diffida stragiudiziale?

Con il termine «stragiudiziale» si intendono tutti quegli atti che vengono formati fuori dal tribunale e che quindi non sono promanazione dell’autorità giudiziaria. 

Dunque, una diffida che è frutto della spontanea iniziativa di un soggetto, al di fuori di qualsiasi processo, è sempre una diffida stragiudiziale. 

È quindi una diffida stragiudiziale la messa in mora che il creditore fa nei confronti del debitore prima di procedere a richiedere al giudice un decreto ingiuntivo nei suoi confronti. È una diffida stragiudiziale quella che spedisce un recupero crediti a chi non paga una rata del finanziamento o del mutuo. È una diffida stragiudiziale anche quella che uno studio legale, a firma dell’avvocato, invia alla controparte del proprio cliente per intimarle un determinato comportamento minacciando, in caso di inadempimento, l’avvio di una causa.

Dunque, una diffida stragiudiziale non è altro che un modo per chiamare la normale diffida. 

Termine ad adempiere nella diffida: è perentorio?

La diffida ha la caratteristica di assegnare al debitore un termine entro cui adempiere al comando. La legge dice che tale termine non deve essere inferiore a 14 giorni ma la giurisprudenza ritiene comunque legittimo anche un termine inferiore in base alla natura e alla complessità della prestazione. Sarebbe ad esempio legittima una diffida ad adempiere stragiudiziale con un termine di soli tre giorni per il pagamento di cento euro.

Ma che valore ha il termine assegnato dal creditore al debitore? Se l’adempimento non dovesse intervenire nei tempi richiesti quali sarebbero le conseguenze?

Nonostante il tono formale della diffida, il termine in esso contenuto non è perentorio. In buona sostanza, dal mancato rispetto dello stesso non scaturiscono particolari effetti giuridici. Il creditore potrebbe cioè decidere di accettare l’adempimento spontaneo anche dopo la scadenza del termine assegnato, senza perciò poter pretendere sanzioni o ulteriori risarcimenti. 

Questa caratteristica distingue la diffida stragiudiziale da tutte le altre intimazioni provenienti da un giudice. Ad esempio, chi riceve un decreto ingiuntivo del tribunale, con l’ordine di pagamento entro 40 giorni, deve sapere che, se non pagherà e non farà opposizione entro tale scadenza, il decreto diventerà definitivo e consentirà il pignoramento dei beni del debitore (salvo ovviamente che intervenga un successivo accordo tra le parti).

Come si invia una diffida stragiudiziale?

Il più delle volte, la diffida stragiudiziale viene spedita con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata. Nulla esclude che il creditore, per dare ad essa un tono di maggiore solennità, la spedisca tramite ufficiale giudiziario. Ciò però non cambia la natura dell’atto che resta sempre una semplice diffida stragiudiziale. 

Al contrario una diffida inviata con posta semplice non avrebbe alcun valore atteso che il destinatario potrebbe sempre contestarne il ricevimento. 

Che succede se non si adempie a una diffida stragiudiziale?

Il mancato adempimento a una diffida stragiudiziale espone il debitore alle azioni del creditore il quale potrà scegliere il momento che ritiene più opportuno per agire: subito dopo la scadenza del termine dato nella diffida o anche più tardi, purché sempre nei limiti della prescrizione del proprio diritto. Prescrizione che, per i crediti di natura contrattuale è di 10 anni mentre per gli atti di risarcimento del danno è di 5 anni. Leggi in proposito “La prescrizione dei crediti“.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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