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Elezioni Usa: parte la guerra di Trump

6 Novembre 2020 | Autore:
Elezioni Usa: parte la guerra di Trump

Biden annuncerà oggi la vittoria, chiuso lo spazio aereo sopra la sua casa. Pesanti accuse dal Presidente: «Voti illegali, frodi e corruzione, non finisce qui».

Joe Biden ce l’ha fatta. Lo spoglio totale delle schede non si è ancora concluso ma si può già dire che il candidato democratico sarà il 46° presidente degli Stati Uniti d’America. Biden, secondo quanto anticipato dall’emittente Cnn, terrà un discorso alla nazione nelle prossime ore in cui annuncerà la vittoria e come intende avviare la transizione verso la Casa Bianca, dove dovrebbe insediarsi il 20 gennaio prossimo. Lo sfidante di Donald Trump, quindi, non intende aspettare l’esito delle azioni legali annunciate dall’ormai presidente uscente contro il conteggio dei voti in alcuni Stati. La residenza di Biden è già diventata no fly zone: l’aviazione Usa, infatti, ha chiuso lo spazio aereo sopra la casa del candidato democratico a Wilmington, in Delaware, per un raggio di 1 miglio e sospeso il sorvolo sul vicino Chase Center, dove Biden dovrebbe tenere oggi il suo discorso: un trattamento riservato soltanto ai presidenti.

Già, perché Trump ha annunciato che non intende concedere la vittoria all’avversario, anzi: la sua battaglia per non perdere la poltrona dello Studio ovale è appena iniziata. Questa mattina ha sparato a raffica durissimi commenti contro Biden su Twitter e in una dichiarazione al Paese, ottenendo, però, l’effetto boomerang: da una parte, il social network ha censurato le sue frecciate al veleno, dall’altra i principali network – cosa davvero insolita – hanno interrotto la diretta del suo discorso per smentire quello che il Presidente stava dicendo. E che avrà mai detto di così grave Trump?

Secondo il magnate che ha governato l’America negli ultimi quattro anni, Biden vince grazie a «frodi, corruzione e brogli» e a «voti illegali». E ancora: «Non possiamo permettere che rubino le elezioni, abbiamo molte prove». Infine, l’affondo: «Contando solo i voti legali vincerei facilmente. Agli osservatori non è stato consentito, in alcun modo o forma, di svolgere il loro lavoro e pertanto i voti accettati durante questo periodo devono essere considerati voti illegali. Dovrebbe decidere la Corte Suprema degli Stati Uniti».

Parole che hanno lasciato di stucco perfino uno dei più stretti alleati del Presidente, l’ex governatore repubblicano del New Jersey Chris Christie: «Hai il diritto di formulare queste accuse dal podio della Casa Bianca – ha detto in un’intervista al network Abc rivolgendosi a Trump –, hai il diritto di avviare azioni legali, ma devi mostrare le prove. Voglio sapere cosa sostiene quello che dice in modo da poterlo analizzare. Se ha ragione – ha concluso Christie – sarò oltraggiato e lo sareste di certo anche voi, ma se sbaglia, gli americani saranno in grado di stabilire che i risultati di queste elezioni sono corretti». Perplessi anche molti avvocati repubblicani, che sarebbero pronti a prendere le distanze da Trump e dalle sue «mosse disperate».



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