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Covid: le regioni gialle a rischio lockdown

6 Novembre 2020
Covid: le regioni gialle a rischio lockdown

L’inserimento nella fascia di minor pericolo non è per sempre: ogni due settimane, a seconda della curva dei contagi, si rischia un aumento delle restrizioni.

Al momento, la maggior parte del Paese è colorato di giallo. Sono 14 le regioni dove è minore il rischio di contrarre il Coronavirus, a fronte delle restanti 6 dove l’epidemia corre, distribuite tra le zone arancioni (Puglia e Sicilia) e rosse (Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta, Calabria).

Le ordinanze del ministero della Salute, con le quali si decide in quale fascia far rientrare una determinata regione, durano 15 giorni. E ce ne sono già alcune che, tra due settimane, potrebbero non essere più gialle.

Alcuni inserimenti, infatti, sarebbero stati eseguiti con riserva, dal momento che i dati dei contagi arrivano dalle Regioni e c’è chi li ha mandati incompleti al ministero della Salute, che dirama giornalmente il suo bollettino. Si tratterebbe di Liguria, Basilicata, Abruzzo, Toscana e Veneto.

La stessa Campania, stando a quanto riporta il quotidiano Fanpage, potrebbe vedere la sua situazione aggravarsi, in termini di restrizioni, diventando zona arancione o rossa. Ha stupito il fatto di vederla tra le regioni gialle, tant’è che ieri, durante il punto con i giornalisti sulla pandemia in Italia, il dirigente Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza ha dovuto spiegare.

«Ha molti casi, ma ha un Rt molto più basso ad esempio di Lombardia o Calabria – ha dichiarato Rezza -. Perché evidentemente la trasmissione è molto aumentata nelle scorse settimane, ma adesso in qualche modo si è stabilizzata. Per cui c’è un Rt non particolarmente alto. Evidentemente le ordinanze regionali possono avere avuto un certo effetto sulla trasmissione».

Di ordinanza regionale, il governatore Vincenzo De Luca ne ha preparata un’altra con regole più severe di quelle previste per le regioni gialle, come ad esempio limitazioni all’attività motoria. Restano inoltre chiuse le scuole di ogni ordine e grado, con lezioni a distanza.



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