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Quanto costa la consulenza di un avvocato?

8 Novembre 2020
Quanto costa la consulenza di un avvocato?

Parere, consulenza e consiglio: le parcelle praticate dagli avvocati. 

Spesso, ci scrivono i lettori per chiederci: «Quanto costa la consulenza di un avvocato? Esistono delle tariffe legali prestabilite per legge? Quale onorario è giusto chiedere quando un avvocato riceve allo studio un cliente e gli fornisce un parere verbale? Se la consulenza viene messa per iscritto il costo sale?».

La questione va valutata attentamente. Lo faremo nel corso del presente articolo. Scopriremo, in particolare, quanto può chiedere un avvocato per una consulenza e cosa fare se si ritiene il prezzo eccessivo. Ma procediamo con ordine.

Quanto costa la consulenza di un avvocato?

Da qualche anno, sono state abolite le tariffe professionali minime. Questo significa che ogni avvocato può presentare al proprio cliente la parcella che più ritiene appropriata all’attività e allo sforzo profuso. Con un solo limite: l’obbligo di fornire un preventivo iscritto prima del conferimento dell’incarico. 

Senonché, con riferimento alle prestazioni dei legali, il preventivo scritto viene di solito presentato per tutte le attività giudiziali, ossia per le cause in tribunale. È più raro, anche se non propriamente corretto, che venga fornito il preventivo anche prima di erogare una consulenza verbale.

Questo perché, il più delle volte, il cliente che viene ricevuto da un avvocato pone direttamente la domanda al professionista, senza prima preoccuparsi di chiedere quale sia il costo della prestazione. 

Inutile difendersi sostenendo che la consulenza viene di norma resa gratuitamente da gran parte dei legali. Ogni prestazione di un professionista si presume infatti a titolo oneroso – ossia resa dietro compenso – salvo diverso accordo esplicito delle parti, a nulla rilevando le pratiche commerciali poste dagli altri concorrenti. 

In buona sostanza, quando un cliente entra nello studio di un avvocato deve prefigurarsi la possibilità che questi, per qualsiasi parere che fornirà su richiesta del cliente, potrà richiedergli un compenso economico.

A quanto ammonta questo compenso? Come detto, non c’è una regola. Nella media, gli avvocati chiedono tra 100 e 300 euro per una consulenza verbale. Invece, il costo sale e va da 200 fino a 1.000 euro per una consulenza scritta. A queste somme va aggiunta chiaramente l’Iva (attualmente, al 22%) e la cassa forense (al 4%).

Il preventivo scritto è obbligatorio?

Come anticipato, l’avvocato deve fornire il preventivo scritto prima di ogni conferimento di incarico ma la violazione di tale regola non legittima il cliente a non pagare. In caso di contestazione, sarà il giudice a quantificare l’importo più equo, tenendo conto di un decreto ministeriale del 2014, il quale ricalca i vecchi minimi tariffari. In questo caso, l’importo del compenso dovuto all’avvocato cresce con il crescere del valore della pratica. 

L’avvocato va sempre pagato?

Come dicevamo in apertura, la prestazione di ogni professionista si presume a pagamento. Solo un accordo esplicito, intervenuto prima del conferimento dell’incarico, potrebbe portare a ritenere la prestazione come a titolo gratuito.

A questo punto, sarà bene ricordare come la Cassazione, in passato, abbia chiarito che anche la consulenza fornita per email, dietro domanda inviata da un estraneo, obblighi quest’ultimo a pagare la parcella all’avvocato. 

Parere, consulenza, consiglio: che differenza c’è?

Tra gli avvocati circola una barzelletta volta a deridere lo stereotipo del cittadino medio, mai disposto a pagare all’avvocato il tempo delle proprie prestazioni. Entra un cliente in uno studio legale e chiede all’avvocato una consulenza. Al ché, quando questi gli dice che si tratta di una prestazione a pagamento, il cliente si corregge e chiede un semplice parere. Quando l’avvocato gli specifica che non v’è alcuna differenza e che anche il parere è a pagamento, il cliente si rimangia la parola e chiede un semplice consiglio. 

Di qui, la domanda comune: «Esiste una differenza tra consulenza, parere e consiglio?». No, assolutamente nessuna. Nel momento in cui un avvocato fornisce un “responso” questo va sempre pagato. 

Anche qui corre in soccorso un’altra barzelletta che invece è volta a prendere in giro certi legali e la loro venalità. Un avvocato chiede un passaggio. Si ferma un uomo che lo accoglie e lo trasporta a destinazione, a diverse decine di chilometri di distanza. Durante il viaggio, il conducente chiede un consiglio all’avvocato. Questi glielo eroga salvo poi mandargli la parcella, qualche giorno dopo, dal proprio studio. In un’ipotesi del genere, non ci sarebbe alcuna possibilità di opporsi alla richiesta del legale: questi ha infatti erogato una prestazione, a prescindere dal contesto. 

Approfondimenti: “Quanto costa un parere legale?“.



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