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Come denunciare molestia morale sul lavoro

11 Gennaio 2021
Come denunciare molestia morale sul lavoro

L’ambiente di lavoro non deve arrecare danno alla salute fisica e psicologica del lavoratore.

Da un po’ di tempo, avverti un clima ostile nei tuoi confronti sul luogo di lavoro. Ti senti vittima di molestie morali e di atteggiamenti offensivi e denigratori. Vuoi porre fine a questa situazione e tutelare i tuoi diritti.

Non sempre lo svolgimento dell’attività di lavoro è fonte di soddisfazione e crescita professionale per la persona. Spesso, purtroppo, il lavoratore è vittima di condotte persecutorie, molestie e denigrazioni sul posto di lavoro. In questi casi il lavoro, piuttosto che costituire un motivo di affermazione personale, diventa fonte di dequalificazione professionale e di svilimento morale della persona.

Ma come denunciare molestie morali sul lavoro? Le condotte offensive di cui può essere vittima il lavoratore possono, talvolta, costituire dei reati. Negli altri casi, anche se non è possibile denunciare penalmente il fatto, il lavoratore può ottenere il risarcimento del danno se dimostra che le molestie hanno leso stabilmente la sua integrità psico-fisica.

Cos’è la molestia morale sul lavoro?

Con il termine molestia morale sul lavoro si intende qualunque condotta impropria che si manifesta attraverso azioni od omissioni, potenzialmente in grado di offendere la persona in quanto tale, di metterne in pericolo l’impiego e di degradare il clima lavorativo.

Possiamo affermare che il termine molestia morale sul lavoro sia stato ormai soppiantato dall’utilizzo del termine, di derivazione anglosassone, mobbing, che deriva dal verbo inglese to mob (assaltare).

Possono essere considerate molestie morali sul lavoro comportamenti come i seguenti:

  • insulti;
  • derisioni;
  • battute denigratorie;
  • esclusione sistematica del lavoratore;
  • svilimento professionale;
  • demansionamento;
  • mancata assegnazione di compiti ed incarichi;
  • attacchi verbali e fisici.

Può accadere che, in un ambiente lavorativo, una persona venga presa di mira e resa vittima di molestia morale. Quando parliamo di mobbing, invece, anche se le condotte possono essere le stesse che sono qualificabili nella definizione di molestia morale, deve sussistere un elemento in più, ovvero, lo specifico fine di isolare la persona e condurla a lasciare il posto di lavoro.

Come denunciare la molestia morale sul lavoro?

Il lavoratore vittima di molestia morale sul lavoro si chiede, solitamente, quali sono le tutele a cui può avere accesso a causa del comportamento illegittimo di cui è vittima. Innanzitutto, occorre rilevare come vi sia, nel nostro ordinamento, uno specifico reato di molestie che viene commesso da chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero con il telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo. Questo reato prevede la pena dell’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516 [1].

Il lavoratore potrà, quindi, denunciare gli autori della molestia morale presso il commissariato di Polizia oppure alla stazione dei Carabinieri per la commissione del reato di molestie.

Molestia morale sul lavoro: il risarcimento del danno 

Occorre, inoltre, ricordare che, nel nostro ordinamento, il datore di lavoro è responsabile della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. La legge [2], infatti, pone a carico del datore di lavoro uno specifico obbligo di sicurezza. Ne deriva che il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi presenti nell’ambiente di lavoro per la salute dei dipendenti, anche con riferimento a quei rischi che trovano la loro origine in situazioni patologiche dal punto di vista relazionale e sociale.

Inoltre, il datore di lavoro, oltre a valutare preliminarmente i rischi, deve anche verificare che non si vengano a creare situazioni conflittuali tra i colleghi che possano creare un danno alla salute psicologica di un lavoratore.

L’esposizione continuativa ad un clima ostile e alle molestie morali, infatti, può determinare un danno biologico risarcibile a carico del lavoratore. Essere vittima di una simile serie di condotte, infatti, espone il lavoratore all’insorgenza di patologie psicologiche e fisiche, le quali possono condurre ad una lesione permanente della sua integrità psicofisica.

Il lavoratore potrà, quindi, certificare, tramite una perizia medico legale, la percentuale di danno biologico causalmente riconducibile alle molestie morali subite. Sulla base della percentuale di danno riscontrata, il dipendente potrà chiedere al datore di lavoro, in qualità di garante della salute dei lavoratori, il risarcimento del danno biologico subito.

Inoltre, se per farsi curare il lavoratore ha dovuto sostenere degli esborsi economici, potrà essere risarcito anche il danno patrimoniale corrispondente, ad esempio, agli importo delle fatture pagate a medici e specialisti che hanno assistito il lavoratore a causa delle patologie determinate dalle molestie.


note

[1] Art. 660 cod. pen.

[2] Art. 2087 cod. civ.


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