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Lo sai che? Divisione dell’eredità: se uno dei comproprietari non vuol vendere

Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2013

Alla morte di mio padre siamo rimasti in tre: mia madre, mio fratello ed io; abbiamo ereditato la casa il cui 50% era già di proprietà di mia madre e di mio fratello; questi ultimi, ora, vorrebbero vendere l’immobile a un prezzo molto basso a cui mi sono fermamente opposta. Potrebbe spiegarmi in cosa consiste la divisione giudiziale, ma soprattutto perché non ho il diritto di dissentire sul prezzo offerto per l’acquisto?

La divisione giudiziale è un metodo di scioglimento della comunione (di qualunque tipo essa sia, ereditaria e non) che si attua attraverso un vero e proprio procedimento giudiziario cui hanno diritto a partecipare tutti i condividenti. Ciò permette di garantire il diritto di ciascun comunista – ossia di ognuno dei partecipanti alla comunione – a ottenere la divisione del patrimonio comune anche quando non vi sia il consenso degli altri condividenti [1], elemento, quest’ultimo, necessario per giungere invece a una divisione mediante contratto.

Le due procedure di divisione – contratto e procedimento giudiziario – sono fra loro alternative e perseguono il medesimo risultato, ossia dividere il patrimonio comune assegnando a ciascun avente diritto beni di valore almeno pari alla quota che ciascun condividente vanta sulla comunione.

Pertanto, se da un lato è Suo pieno diritto opporsi alla vendita dei beni comuni al prezzo indicato unilateralmente da Suo fratello in previsione del successivo riparto del ricavato, dall’altro ognuno degli altri condividenti può citarLa in Tribunale per addivenire alla divisione giudiziale dei beni. Ciononostante, l’eventuale inizio di una causa in Tribunale promossa da Suo fratello e Sua mamma e volta alla divisione dei beni non comprometterà i Suoi diritti sul patrimonio comune in quanto Lei potrà partecipare al relativo giudizio facendo valere le proprie ragioni tramite un legale di Sua fiducia.

Più nello specifico, infatti, il procedimento giudiziale di divisione è scandito da fasi prestabilite dalla legge che si svolgono sotto il diretto controllo del giudice.

Una di queste fasi è appunto l’eventuale vendita di uno o più beni in comunione [2] laddove risulti impossibile procedere all’assegnazione diretta dei beni a uno dei condividenti. In questo caso il giudice provvederà a nominare un perito affidandogli l’incarico di effettuare una stima del bene: all’interno di questa fase processuale pertanto Lei potrà dedurre un diverso valore del bene nominando a propria volta un perito di parte che effettui una diversa stima del bene da sottoporre alla valutazione del giudice. Solo all’esito della decisione giudiziale sul punto, dopo aver vagliato tutte le eccezioni e le deduzioni rappresentate dalle parti condividenti tramite i loro consulenti, il giudice stabilirà il valore del bene e metterà in vendita quest’ultimo, nel caso nominando un Notaio che procederà allo svolgimento delle operazioni.

Inoltre, e ancor prima di giungere alla richiesta di vendita dei beni comuni, Lei potrebbe chiedere al Tribunale di sospendere la divisione qualora l’esecuzione di quest’ultima possa arrecare un pregiudizio al patrimonio comune [3]. In tal caso il giudice, se accogliesse la sua istanza, potrebbe rinviare le operazioni divisionali per un tempo non eccedente i cinque anni.

In altre parole la divisione giudiziale è un vero e proprio processo civile avente a oggetto i beni in comunione e nel quale tutti gli aventi diritto hanno facoltà di far valere il diritto a una divisione equa dell’intero compendio in base al valore dei beni rapportato alle quote di spettanza sugli stessi.

Corre l’obbligo infine di segnalare che, allo stato attuale, un tale procedimento giudiziario deve necessariamente essere preceduto da un tentativo di accordo fra le parti condotto da apposito organismo di mediazione cui queste ultime sono obbligate a rivolgersi prima di instaurare la causa innanzi al Tribunale. In mancanza, la causa non potrà iniziare o, se già introdotta, non potrà proseguire. Il tempo stabilito per trovare un accordo è fissato dalla legge in tre mesi.

note

[1] Art. 1111 cod. civ.

[2] Art. 788 cod. proc. civ.

[3] Art. 717 e 1111 cod. civ.


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8 Commenti

  1. sono coproprietario di casa e terreni siamo 4 fratelli io abito casa 3 fratelli vogliono vendere tutto io no cosa succede

    1. Non voglio vendere la casa di mamma siamo 4 fratelli e un nipote e non voglio dare neanchelp 1 euro cosa posso fare.in Sicilia la casa perde acqua da tutte le parti nella cucina la copertura di eternit

  2. Sono coproprietario di una casa siamo 5 fratelli,di cui 3 vogliono vendere io ho manifestato l’interesse ad acquistare il bene, mettendo in vendita la mia abitazione per poter liquidare le parti.purtroppo non vogliono aspettare e si sono rivolti ad un legale per procedere allo scioglimento giudiziale della comunione.
    Gentilmente vorrei sapere quali sono i tempi per arrivare alla vendita giudiziale.
    Gringraziandovi per la vs. risposta, porgo cordiali saluti Aldo P.

  3. Buongiorno ho un’immobile con altri 3 parenti io voglio vendere al prezzo di mercato oggi loro non vogliono vendere o perlomeno chiedono una cifra sopra di tanto al valore di mercato cosa posso fare ?

  4. buon giorno
    sono proprietaria di una quota di eredita siamo mia madre e 8 fratelli di cui tutti vogliono vendere meno 2 fratelli, e non hanno nemmeno la possibilità di acquistarsi le quote di tutti,
    essendo che mia madre ha la maggioranza come si puo fare siamo costretti a tenere la la casa? cosa si puo fare? la ringrazio anticipatamente per la risposta
    cordiali saluti

  5. È possibile richiedere la divisione giudiziale da parte di uno o più eredi (figli) se è ancora in vita la moglie del proprietario dell’immobile?

  6. buon giorno,

    sono in Francia e non sopporto più le maniere di mio fratello che essendo in italia si crede tutto permesso. Come fare per chiudere e ritrovare ciascuno la sua parte, nel principio non ci dovrebbero essere litigi, ma in fondo c’é sempre un impedimento per non attuarla?
    Che cosa prevede la legge italiana per i cittadini all’estero che non vogliono rinunciare?
    La ringrazio

    D. Bouchet

  7. Buonasera, siamo 4 fratelli e mia madre ad essere comproprietari di quote di un immobile, mia sorella ha raggirato mia madre e mio fratello maggiore convincendoli a firmare per un atto di vendita a sua favore, io e 1 fratello abbiamo saputo questa cosa per vie traverse e non siamo d’accordo a vendere a lei l’immobile.
    Mia sorella va dicendo che se l’acquisto viene fatto in vita di mia madre dovrebbe darmi meno soldi per la quota spettante, invece dopo il decesso di mia madre dovrebbe darmi più soldi di quota spettante .parla di atto aperto .Sono allibita!
    puo fare ciò? cosa posso fare io per tutelarmi, non voglio vendere l’appartamento.
    ringrazio anticipatamente per la vosta risposta

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