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Covid: le nuove restrizioni previste dal Governo

7 Novembre 2020 | Autore:
Covid: le nuove restrizioni previste dal Governo

Settimana prossima, diverse zone gialle potrebbero diventare regioni arancioni o rosse: a rischio Campania, Veneto e Liguria. Atteso il report dell’Iss.

Tempo qualche giorno e ci potrebbe essere un nuovo giro di vite nella strategia del Governo per appiattire la curva dei contagi da Covid in alcune zone d’Italia. Non in tutte, o almeno così è stato annunciato ieri in Parlamento dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Perché, ad esempio, intervenire ulteriormente nelle zone rosse significherebbe chiudere tutto ed imporre lo stesso lockdown di marzo. Si vorrebbe evitare di arrivare a tanto (vorrebbe dire chiudere tutte le scuole e molte più attività produttive). A meno che non si decida di isolare delle singole aree o città. Tuttavia, il ministro ha messo le mani avanti: le misure non si cambiano. Per 15 giorni, chi è in zona rossa o arancione ci resta. Poi, i numeri dell’epidemia diranno se ci potranno essere spostamenti delle regioni interessate verso altre zone, cioè se in quei territori sarà possibile allentare la morsa delle restrizioni.

Le modifiche all’attuale «mappa colorata» dell’Italia potrebbero riguardare, invece, le zone gialle. Molto dipenderà dal report che l’Istituto superiore di sanità avrebbe dovuto consegnare ieri al Governo ma che è stato fatto slittare «per prudenza». Speranza ha pronta la penna per firmare una nuova ordinanza se il contenuto del dossier lo richiedesse. Nel mirino le zone gialle, in particolare Veneto, Campania e Liguria, che rischiano fortemente di diventare arancioni. Ma lo stesso potrebbe succedere per la Provincia autonoma di Bolzano (che, però, ha già deciso di diventare da sé zona rossa) e per Toscana, Emilia-Romagna, Umbra e Lazio.

Chi ha le maggiori probabilità di subire nuove limitazioni è la Campania. Non a caso, il governatore Vincenzo De Luca ha chiesto ai suoi concittadini di cominciare ad abituarsi all’idea e di comportarsi «come se fossero già in lockdown». Segnale che De Luca ha già il sentore di un cambiamento in arrivo. E non è l’unico: dal Veneto, Luca Zaia ammette che la sua regione «è già con mezzo piede nella fase 4», quella, cioè, che porta dritto alla zona rossa. Altrove, si cerca di evitare quella sorta di «declassamento». Il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato un’ordinanza che aumenta a 5.300 i posti letto dedicati ai pazienti Covid e che potenzia il personale sanitario.



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