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Sinistro stradale e Fondo vittime della strada: ultime sentenze

14 Novembre 2020
Sinistro stradale e Fondo vittime della strada: ultime sentenze

Denuncia dell’incidente alle competenti autorità di polizia; richiesta di risarcimento del danno; onere probatorio. 

Sinistro stradale e onere della prova

Il danneggiato dal sinistro stradale, qualora promuova richiesta di risarcimento nei confronti del Fondo di Garanzia per le vittime della strada, sul presupposto che il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non identificato, è tenuto a provare sia che il sinistro si è verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di un altro veicolo o natante, sia che questo è rimasto sconosciuto; essendo a tal fine sufficiente dimostrare che, dopo la denuncia dell’incidente alle competenti autorità di polizia, le indagini compiute o quelle disposte dall’autorità giudiziaria, per l’identificazione del veicolo o natante investitore, abbiano avuto esito negativo.

Tribunale Napoli sez. VIII, 21/05/2020, n.3562

Sinistro causato da veicolo non identificato

Il danneggiato il quale promuova richiesta di risarcimento nei confronti del fondo di garanzia per le vittime della strada, sul presupposto che il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non identificato, ha l’onere di provare sia che il sinistro si è verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di un altro veicolo o natante, sia che questo è rimasto sconosciuto.

Tribunale Roma sez. XII, 03/08/2018, n.16191

Sinistro stradale e richiesta di risarcimento

Nella vigenza della legge 24 dicembre 1969 n. 990, articolo 1, comma 3, (abrogata a partire dal 1° gennaio 2006), la vittima di un sinistro stradale che, al momento del fatto, era trasportata col suo consenso su un veicolo rubato (e sempre che il furto non fosse stato colposamente agevolato dalla negligenza del proprietario), non ha azione per il risarcimento del danno né nei confronti dell’assicuratore del veicolo, concessa dalla legge n. 990 del 1969, citato articolo 1, comma 3, solo ai trasportati contro la propria volontà: né nei confronti dell’impresa designata per conto del Fondo di garanzia vittime della strada, perché il sinistro provocato da veicolo assicurato tra circolante prohibente domino non può ritenersi causato da un veicolo non assicurato. Il suddetto trasportato consenziente, pertanto, può domandare il risarcimento al solo conducente responsabile.

Cassazione civile sez. III, 15/06/2020, n.11593

Circolazione stradale: la responsabilità civile

Nel caso di sinistro stradale concausato da più veicoli, tutti privi di copertura assicurativa, l’impresa designata dal Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada è tenuta, ai sensi dell’art. 283, comma 1, lettera b, cod. ass., ad indennizzare la vittima entro il limite totale costituito dal prodotto del massimale minimo di legge (nella misura individuata “ratione temporis”) per il numero dei responsabili coobbligati, a condizione che il danneggiato abbia convenuto in giudizio l’impresa designata espressamente invocando la sua qualità di garante “ex lege” di tutti i coobbligati e che tale domanda venga accolta con conseguente condanna dei responsabili, in solido tra loro ex art. 2055 c.c., al risarcimento dell’intero danno patito; qualora, infatti, sia convenuto uno solo dei corresponsabili oppure sia richiesta la condanna dell’impresa designata quale garante di uno soltanto di essi, il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato impedisce al giudice di condannare al pagamento di somme eccedenti un singolo massimale.

Cassazione civile sez. VI, 27/08/2020, n.17893

Fondo di garanzia per le vittime della strada

L’intervento del Fondo di garanzia per le vittime della strada, previsto dall’art. 283 dlgs 209/2005 e prima dall’art. 19 L. 990/69 al fine di consentire il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli per i quali vi è obbligo di assicurazione, previsto nei casi di sinistro cagionato da veicolo o natante non identificato non incide sulla regola generale per cui il danneggiato deve provare il fatto generatore del danno.

Ne consegue, dunque, che il danneggiato il quale promuova richiesta di risarcimento nei confronti del Fondo di garanzia, sul presupposto che il sinistro sia stato cagionato da veicolo non identificato, deve, in primo luogo, provare le modalità del sinistro e la riconducibilità dello stesso alla condotta dolosa o colposa (esclusiva o concorrente) del conducente di altro veicolo e, in secondo luogo, provare anche che tale veicolo è rimasto sconosciuto e ciò in quanto la garanzia assicurativa predisposta dalla citata legge intende solo rafforzare la tutela sanzionatoria della responsabilità civile e non assicurare comunque un risarcimento al danneggiato.

Tribunale Cosenza sez. II, 29/10/2019, n.2157

Onere probatorio incombente sul danneggiato

il danneggiato che promuove azione di risarcimento dei danni nei confronti del Fondo di Garanzia per le vittime della strada deve provare che il sinistro si è verificato per la condotta dolosa o colposa del conducente dell’altro veicolo non identificato perché la garanzia assicurativa originariamente predisposta dalla legge n. 990 del 1969, oggi dal d.lgs. n. 209/2005, in favore dei soggetti danneggiati in sinistro provocato da veicolo non identificato, vuole solo rafforzare la tutela sanzionatoria della responsabilità civile e non assicurare comunque un risarcimento al danneggiato, come negli ordinamenti stranieri ispirati al sistema del cosiddetto nofault.

Tribunale Milano sez. VI, 06/05/2020, n.2704

Domanda di risarcimento al Fondo vittime della strada

In tema di responsabilità da circolazione stradale, va escluso ogni automatismo tra la mancata presentazione della denuncia ed il rigetto della domanda di risarcimento al Fondo vittime della strada. Non sussiste, infatti, alcun obbligo per la vittima di un sinistro stradale, da parte di un veicolo non identificato, a sporgere denuncia contro ignoti.

(Lo ha ribadito la Corte di cassazione circostanziando meglio un indirizzo già presente nella giurisprudenza di legittimità e accogliendo la domanda di un motociclista tamponato da un pirata della strada nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di garanzia delle vittime della strada).

Cassazione civile sez. VI, 31/08/2020, n.18097

Incidente stradale: denuncia e indagini

In tema di incidente stradale, il danneggiato il quale promuova richiesta di risarcimento nei confronti del Fondo di Garanzia per le vittime della strada, sul presupposto che il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non identificato (art. 19, primo comma lett. A, legge 24 dicembre 1969 n. 990), ha l’onere di provare sia che il sinistro si è verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di un altro veicolo o natante, sia che questo è rimasto sconosciuto; a quest’ultimo fine è sufficiente dimostrare che, dopo la denuncia dell’incidente alle competenti autorità di polizia, le indagini compiute o quelle disposte dall’autorità giudiziaria, per l’identificazione del veicolo o natante investitore, abbiano avuto esito negativo, senza che possa addebitarsi al danneggiato l’onere di ulteriori indagini articolate o complesse, purché egli abbia tenuto una condotta diligente mediante formale denuncia dei fatti ed esaustiva esposizione degli stessi.

Tribunale Torino sez. IV, 19/07/2019, n.3646

Danno patito dalla vittima di un sinistro stradale

In tema di responsabilità civile obbligatoria derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, è rilevabile d’ufficio l’incapienza del massimale minimo di legge, rispetto al danno patito dalla vittima di un sinistro stradale indennizzabile da parte dell’impresa designata per conto del fondo di garanzia per le vittime della strada.

Cassazione civile sez. VI, 17/06/2019, n.16148

Lesione del diritto di difesa del danneggiato

In materia di responsabilità civile per la circolazione degli autoveicoli, il danneggiato che abbia promosso azione diretta nei confronti dell’assicuratore del veicolo da lui utilizzato, qualora l’impresa di assicurazione sia posta in stato di liquidazione successivamente al sinistro, non può agire nei confronti dell’impresa designata per conto del Fondo di garanzia per le vittime della strada, attesa la lettera dell’art. 283, comma 1, lett. c), del d.lgs. n. 209 del 2005, che trova applicazione solo con riferimento all’assicuratore del veicolo che si assume abbia cagionato il sinistro, senza pregiudizio per il diritto di difesa del danneggiato che abbia inviato per conoscenza all’impresa assicuratrice del veicolo danneggiante la richiesta di risarcimento, potendo egli agire anche nei confronti di quest’ultima.

Cassazione civile sez. III, 31/05/2019, n.14910

Tagliando assicurativo falso e sinistro stradale

Colui che sia stato danneggiato in un sinistro stradale non deve necessariamente citare, in modo autonomo, l’assicurazione che appare titolare del contrassegno assicurativo, nel caso ove la prova della falsità, ovvero della mancata attribuibilità del tagliando assicurativo a tale assicurazione, emerga dagli atti del giudizio instaurato verso il Fondo vittime della strada, per essere stata dallo stesso danneggiato spontaneamente e preventivamente accertata. In tal modo sarebbe superflua l’instaurazione di un giudizio autonomo verso la compagnia apparente che, nell’eventuale causa, si limiterebbe a invocare il fatto notorio della falsità del contrassegno.

Cassazione civile sez. III, 05/03/2019, n.6300

Prova della condotta dolosa o colposa del conducente

In tema di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli o dei natanti, il danneggiato, il quale promuova richiesta di risarcimento nei confronti del Fondo di garanzia per le vittime della strada, sul presupposto che il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non identificato (art. 19, comma 1, lett. a, legge 24 dicembre 1969, n. 990), ha l’onere di provare sia che il sinistro si è verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di un altro veicolo o natante, sia che questo è rimasto sconosciuto.

Tribunale Roma sez. XIII, 27/11/2018, n.22798



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