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Sorveglianza sanitaria: ultime sentenze

15 Novembre 2020
Sorveglianza sanitaria: ultime sentenze

Tutela delle condizioni di lavoro; visita medica; accertamento della compatibilità delle mansioni con il proprio stato di salute.

Sorveglianza sanitaria

In tema di sorveglianza sanitaria ex art. 41 del d.lgs. n. 81 del 2008, la visita medica a seguito di assenza del lavoratore superiore a 60 giorni, quale misura necessaria a tutelare l’incolumità e la salute del prestatore di lavoro, deve precedere l’assegnazione alle medesime mansioni svolte prima dell’inizio dell’assenza e la sua omissione giustifica l’astensione ex art. 1460 c.c. dall’esecuzione di quelle mansioni ma non anche la mancata presentazione sul posto di lavoro, ben potendo il datore di lavoro disporre, nell’attesa della visita medica, l’eventuale e provvisoria diversa collocazione del lavoratore nell’impresa.

Cassazione civile sez. lav., 27/03/2020, n.7566

Sorveglianza sanitaria: obblighi e parametri

Per verificare se una determinata attività lavorativa sia compresa fra quelle in cui vige il divieto di assumere sostanze alcoliche o superalcoliche al fine di contrastare l’alcol dipendenza, con conseguente obbligo di attivare la sorveglianza sanitaria ai sensi dell’art. 41, comma 4, d.lg. n. 41 del 2008, è sufficiente consultare l’all. 1 al provvedimento del 16 marzo 2006, ovvero l’all. 1 alla Conferenza Unificata Stato – Regioni in G.U. serie generale n. 266 del 15 novembre 2007. Lo stesso prevede, tra le attività pericolose, la cui sorveglianza sanitaria è obbligatoria, lo svolgimento di mansioni inerenti ad attività di trasporto.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 06/12/2016, n.5633

Mansioni soggette a sorveglianza sanitaria

In tema di lavoratori disabili, il diritto del dipendente a che sia accertata la compatibilità delle mansioni a lui affidate con il proprio stato di salute, e la correlata previa sottoposizione a visita sanitaria, non sono limitati al caso di mansioni soggette a sorveglianza sanitaria ex art. 41 del d.lgs. n. 81 del 2008, ostandovi il principio di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, in uno al divieto di discriminazione sul lavoro delle persone affette da disabilità.

Cassazione civile sez. lav., 15/03/2017, n.6771

Responsabilità del medico competente

Il medico competente incorre nel reato di cui all’art. 25, lett. b), d.lg. n. 81 del 2008 allorché, una volta rilevato uno specifico rischio da sovraccarico biomeccanico in capo ai dipendenti, ometta l’attuazione delle conseguenti misure di sorveglianza sanitaria.

Cassazione penale sez. III, 31/05/2016, n.35425

Responsabilità del datore di lavoro

In tema di sorveglianza sanitaria ex art. 41 d.lg. n. 81/2008, l’obbligo incombente sul datore di lavoro di sottoporre a visita preventiva i propri dipendenti è previsto esclusivamente nei confronti di lavoratori esposti a singoli rischi esplicitamente previsti, non anche per i lavoratori non sottoposti a rischio, quali i dipendenti amministrativi e di segreteria.

Cassazione penale sez. III, 19/06/2014, n.30919

Appalto per il servizio di sorveglianza sanitaria

Il servizio di sorveglianza sanitaria è riconducibile alla categoria dei servizi di natura intellettuale. La specialità ed inderogabilità del divieto sancito dal comma 3 dell’art. 95 del d.lg. n. 50/2016, per i servizi intellettuali di importo superiore a 40.000 euro, rende irrilevante stabilire se l’appalto per la sorveglianza sanitaria sia, nelle concrete modalità prefigurate dalla stazione appaltante, standardizzato o ripetitivo. Il Codice, infatti, non consente in alcun modo l’utilizzo del criterio del prezzo più basso per l’affidamento dei servizi di natura intellettuale, quand’anche questi presentino uno dei caratteri alternativamente indicati dal comma 4.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 30/11/2016, n.1186

Affidamento del servizio di sorveglianza sanitaria

A una gara per l’affidamento del servizio di sorveglianza sanitaria, rientrante nell’Allegato IIB del d.lgs. n. 163 del 2006, pur trattandosi di esercizio di un’attività professionale, possono essere ammesse anche società di capitali.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 24/06/2016, n.678

Sorveglianza in materia di sicurezza sul lavoro

Ai sensi dell’art. 204, d.lg. n. 81 del 9 aprile 2008, l’obbligo di procedere a sorveglianza sanitaria sussiste solo nei confronti di quei lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d’azione; i lavoratori vanno altresì sottoposti a sorveglianza solo quando risultino ulteriori condizioni rappresentate dalla loro esposizione a un livello di vibrazioni tale “da rendere possibile l’individuazione di un nesso tra l’esposizione in questione e una malattia identificabile o ad effetti nocivi per la salute ed è probabile che la malattia o gli effetti sopraggiungano nelle particolari condizioni di lavoro del lavoratore ed esistono tecniche sperimentate che consentono di individuare la malattia o gli effetti nocivi per la salute”.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. I, 13/12/2012, n.1105

Lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria

Il ruolo di “collaborazione” con il datore di lavoro attribuito al medico competente, la cui inosservanza è sanzionata espressamente dall’art. 58, comma 1, lett. c), d.lg. 9 aprile 2008 n. 81, “con riferimento alla valutazione dei rischi”, non può essere limitato a un ruolo meramente passivo in assenza di opportuna sollecitazione da parte del datore di lavoro, ma va inteso ed esercitato anche mediante una attività propositiva e di informazione che il medico deve svolgere con riferimento al proprio ambito professionale e il cui adempimento può essere opportunamente documentato o comunque accertato dal giudice caso per caso.

Del resto, in tema di valutazione dei rischi, il medico competente assume elementi di valutazione non soltanto dalle informazioni che devono essere fornite dal datore di lavoro (cfr. art. 18, comma 2, d.lg. n. 81 del 2008), ma anche da quelle che può e deve direttamente acquisire di sua iniziativa, ad esempio in occasione delle visite agli ambienti di lavoro di cui all’ art. 25, lett. l dello stesso decreto o da quelle fornitegli direttamente dai lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria o da altri soggetti.

Cassazione penale sez. III, 11/12/2012, n.1856

L’espletamento dell’attività di sorveglianza sanitaria

La scelta dell’Amministrazione Comunale di non procedere ad una selezione pubblica per l’espletamento dell’attività di sorveglianza sanitaria del personale dipendente del Comune è pienamente conforme al dettato dell’art. 39 comma 2 lett. a), d.lg. n. 81 del 2008 che espressamente contempla la possibilità per il medico competente di svolgere la propria opera in qualità di dipendente o collaboratore di una struttura pubblica convenzionata con il datore di lavoro.

Ne consegue che non sussiste alcun obbligo, legislativamente imposto, per l’Amministrazione Comunale di procedere con una nuova gara d’appalto alla gestione dell’attività in esame. Non ha quindi alcun fondamento la pretesa alla proroga del contratto precedente, sussistendo all’opposto un divieto normativo di proroga/rinnovo.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. I, 06/11/2012, n.1874

Omessa sorveglianza sanitaria: la responsabilità del medico

La responsabilità del medico per omessa sorveglianza sanitaria viene in rilievo solo dopo che il datore di lavoro ha puntualmente informato il medico competente in ordine all’inserimento nell’attività lavorativa dei soggetti che devono essere sottoposti a visita.

Tribunale Arezzo, 03/10/2008

Servizi di sorveglianza sanitaria: occorre indicare gli oneri della sicurezza?

L’appalto di servizio per attività di sorveglianza sanitaria rientra nell’ambito della categoria 25, relativa a « servizi sanitari e sociali » dell’allegato II B del d.lg. n. 163 del 2006 ed è, quindi, soggetta al suddetto regime derogatorio, che prevede per gli appalti per servizi elencati nel suddetto allegato II B la specifica disciplina sancita dall’art. 20, d.lg. n. 163 del 2006, con esclusione dell’obbligo per i concorrenti di indicare gli oneri di sicurezza interna.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 02/09/2016, n.4150



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