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Multa dopo incidente stradale: è legittima?

8 Novembre 2020
Multa dopo incidente stradale: è legittima?

Legittima la contestazione differita dopo il sinistro ma è necessario che il verbale contenga l’indicazione anche generica dei motivi. 

Hai fatto un incidente stradale. Siccome ci sono stati feriti, è intervenuta subito la polizia. Gli agenti hanno fatto le rilevazioni, sentito i testimoni e redatto il verbale. Nessuna contestazione è stata sollevata in quell’occasione né a te, né all’altro conducente. 

Dopo alcune settimane, però, hai ricevuto a casa una multa proprio con riferimento a quel sinistro. Ti chiedi se sia legittima visto che si tratta di una contestazione differita che ben si poteva sollevare nell’immediatezza del fatto. 

È legittima la multa dopo l’incidente stradale? A dare una soluzione a tale quesito è una recente ordinanza della Cassazione [1]. Ecco cosa hanno detto in merito i giudici supremi.

Contestazione immediata e differita della multa

La regola vuole che il verbale contenente la contestazione di violazione del Codice della strada sia consegnato al conducente nell’immediatezza del fatto, ossia quando viene commessa l’infrazione. Questo significa che la polizia deve necessariamente fermare il trasgressore e notificargli la sanzione amministrativa. In questo modo, si dà la possibilità all’automobilista di opporre subito le proprie difese senza dover poi recarsi dal giudice di pace. Tale regola va sotto il nome di «contestazione immediata» della multa.

Tuttavia, in alcuni casi eccezionali, è ammessa la cosiddetta «contestazione differita» ossia la spedizione del verbale presso la residenza del trasgressore, con conoscenza da parte dello stesso in un momento successivo al fatto e comunque non oltre 90 giorni dall’infrazione. La multa spedita oltre 90 giorni è nulla e può essere impugnata.

I casi in cui è possibile la contestazione differita sono indicati dall’articolo 201 del Codice della strada. Si tratta di tutte quelle ipotesi in cui la polizia non è nella possibilità di fermare il conducente. Alcuni esempi sono: 

  • impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità;
  • attraversamento di un incrocio con il semaforo rosso;
  • sorpasso vietato;
  • accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo (come nel caso del divieto di sosta);
  • accertamento della violazione per mezzo di autovelox, telelaser, tutor, photored e altri apparecchi elettronici gestiti dalla polizia che consentono l’accertamento dell’illecito in un momento successivo allo stesso; 
  • rilevazione degli accessi alle ztl, ai centri storici, alle aree pedonali, alle piazzole di carico e scarico di merci, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate agli autobus, ecc.

In questi casi, la multa non deve necessariamente indicare i relativi motivi giustificativi della contestazione differita, in quanto già insiti nella natura stessa delle violazioni (non essendo, in tal caso, consentito alcun margine di apprezzamento circa l’eventuale possibilità di effettuare la contestazione immediata).

Qualora, invece, la contestazione sia stata differita per ragioni diverse da quelle elencante nel citato articolo 201 del Codice della strada, occorre che il verbale contenga l’indicazione dei motivi giustificativi. E ciò per via delle molteplici eventualità in cui, per ragioni contingenti, sia impedito agli organi accertatori di elevare la contestazione contestualmente all’accertamento. Il giudice può, solo in tali casi, accertare e valutare la ragionevolezza del motivo addotto dall’amministrazione a giustificazione del proprio operato. In buona sostanza, il cittadino può opporsi alla multa arrivata in modo differito sostenendo che la motivazione addotta dai verbalizzanti non sia ragionevole, sicché spetterà al giudice di pace fare poi tale accertamento.

Si può elevare una multa dopo un incidente stradale?

La Cassazione ritiene possibile notificare una multa in modalità differita dopo un incidente stradale. In questo caso gli agenti, una volta eseguite le rilevazioni del sinistro, potranno redigere il verbale direttamente dall’ufficio per poi spedirlo a casa del trasgressore, il quale lo riceverà dopo diversi giorni o settimane, ma non oltre 90 giorni dal sinistro.

Secondo la pronuncia in commento, in tali ipotesi, il verbale dovrà indicare le ragioni per cui non si è provveduto alla contestazione immediata dello stesso, ma tali ragioni possono risiedere nella semplice constatazione che l’incidente ha imposto degli accertamenti nell’immediatezza dell’accaduto. 

In buona sostanza, sarebbe illegittima la multa fatta dopo l’incidente se non contenesse affatto le ragioni del differimento della contestazione, ma tali ragioni possono anche risiedere in una motivazione generica, come il fatto dell’impegno degli agenti ad effettuare i rilievi del caso.


note

[1] Cass. ord. n. 24756/20 del 5.11.2020.

Autore immagine: it.depositphotos.com

Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 16 luglio – 5 novembre 2020, n. 24756

Presidente Di Virgilio – Relatore Fortunato

Fatti di causa

Il Tribunale di Oristano ha confermato la sentenza del giudice di pace di Terralba n. 3/2010, con cui era stata accolta l’opposizione proposta da Gi. Lu. Ma. avverso il verbale di accertamento n. 67618717, concernente la violazione dei limiti di velocità, ai sensi dell’art. 141, commi primo e secondo, CDS.

Per quanto ancora rileva, il giudice di secondo grado, dato atto che la violazione non era stata immediatamente contestata a causa della verificazione di un incidente, ha ritenuto insufficiente la motivazione addotta dai verbalizzanti, osservando che le previsioni del codice della strada richiedono che l’Amministrazione, sia pur sinteticamente, indichi, in caso di sinistro, le ragioni ulteriori, connesse a tale evento, in forza delle quali non sia stato oggettivamente possibile contestare immediatamente l’infrazione, esplicitando le ragioni di tale scelta in modo da consentire il sindacato sulla legittimità della sanzione.

La cassazione della sentenza è chiesta dalla Prefettura di Oristano con ricorso in un unico motivo.

Gi. Lu. Ma. ha depositato controricorso.

Ragioni della decisione

1. Non è fondata l’eccezione di inammissibilità del ricorso, il quale, contrariamente a quanto sostenuto dal resistente, contiene un’adeguata esposizione delle vicende processuali ed enuncia in modo compiuto i rilievi critici alla decisione impugnata e le questioni in diritto sottoposte allo scrutinio di legittimità.

2. Con l’unico motivo di ricorso si denuncia la violazione dell’art. 201 D.Lgs.285/1992, ai sensi dell’art. 360, comma primo, n. 3 c.p.c. sostenendo che, nel valutare la legittimità della contestazione differita, il tribunale avrebbe dovuto verificare esclusivamente se il motivo indicato a verbale giustificasse la condotta dell’amministrazione, potendo ritenersi illegittima la sanzione solo qualora fosse stata del tutto omessa l’indicazione dei motivi della contestazione differita.

Nello specifico, il tribunale avrebbe dovuto poi considerare che la verificazione dell’incidente aveva reso necessario svolgere tutti i relativi accertamenti nell’immediatezza dell’accaduto, non essendo concretamente possibile la contestazione immediata.

La censura è fondata.

Ai sensi degli artt. 200 e 201 D.Lgs.285/1992, la violazione delle nome stradali, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata al trasgressore e al coobbligato in solido al pagamento della somma dovuta, fatte salve le ipotesi regolate dall’art. 201, comma I-bis.

Più in particolare, la contestazione differita deve avvenire con la notificazione del verbale nel termine di legge, ma solo nei casi ricadenti nell’art. 201, comma 1 bis, CDS non è necessaria l’indicazione dei relativi motivi giustificativi, in quanto già insiti nella natura stessa delle violazioni (non essendo, in tal caso, consentito alcun margine di apprezzamento circa l’eventuale possibilità di effettuare la contestazione immediata).

Qualora, invece, la contestazione sia stata differita per ragioni diverse da quelle elencante nelle lettere a-g, del comma 1 bis della norma già citata, occorre che il verbale contenga l’indicazione dei motivi giustificativi, date le molteplici eventualità in cui, per ragioni contingenti, sia impedito agli organi accertatori di elevare la contestazione contestualmente all’accertamento.

In tal caso, l’apprezzamento del giudice verte sulla sola ragionevolezza del motivo addotto dall’amministrazione a giustificazione del proprio operato.

Questa Corte ha inoltre affermato che l’indicazione, contenuta nel verbale, che la contestazione non sia stata immediata a causa della verificazione di un sinistro, costituisce una motivazione sufficiente a rendere legittima la sanzione.

Non occorre che l’esposizione dei motivi sia preceduta da una rubrica esplicativa che circostanzi in modo puntuale le ragioni addotte, essendo detta motivazione già munita di un’intrinseca logica (Cass. 18023/2018; Cass. 21264/2014; Cass. 14040/2008), stante inoltre l’impossibilità di censurare, in tali frangenti, le scelte operative degli organi accertatori (Cass. 2206/2007; Cass. 19032/2008; Cass. 19902/2009; Cass. 21878/2009).

Consegue – pertanto – l’accoglimento dell’unico motivo di ricorso.

La sentenza impugnata è cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio della causa al Tribunale di Oristano, in persona di altro Giudice, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie l’unico motivo di ricorso, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa al Tribunale di Oristano, in persona di altro Giudice, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

 


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