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Ricovero casa di cura: ultime sentenze

17 Novembre 2020
Ricovero casa di cura: ultime sentenze

Inadempimento della prestazione medico-professionale; validità del contratto di ricovero; maltrattamenti; correttezza dell’imputazione dei costi di ricovero.

Ricovero in casa di cura

In tema di nomina dell’amministratore di sostegno, ai sensi dell’art. 404 c.c., la competenza per territorio spetta al giudice tutelare del luogo in cui la persona interessata abbia stabile residenza o domicilio; pertanto, in caso di collocamento del beneficiario in una casa di riposo, qualora venga meno il carattere transitorio della sua permanenza, sull’istanza di sostituzione dell’amministratore è competente il giudice nel cui territorio si trovi detta struttura di assistenza.

Il ricovero presso una casa di cura o di riposo non implica di per sé anche il trasferimento del domicilio in tale luogo, poiché esso può avere carattere solamente temporaneo o comunque non continuativo, potendo il beneficiario tornare nel luogo lasciato per brevi o lunghi periodi e voler concentrare lì il centro principale dei suoi rapporti.

Cassazione civile sez. VI, 17/09/2020, n.19431

Parziale infermità mentale

La misura di sicurezza del ricovero in una casa di cura e custodia, di cui all’art. 219 cod. pen., non è limitata alla sola ipotesi nella quale la circostanza del vizio parziale di mente determina una riduzione effettiva della pena, ma si applica anche qualora la parziale infermità sia reputata equivalente rispetto agli altri elementi circostanziali.

(In motivazione, la S.C. ha osservato che in tali casi la circostanza di cui all’art. 89 cod. pen. implica comunque una “riduzione” della pena, paralizzando gli aumenti che in astratto deriverebbero dalle aggravanti).

Cassazione penale sez. I, 12/04/2016, n.34203

Responsabilità della casa di cura

In materia di responsabilità medica, con il ricovero per un intervento programmato, il medico conclude con il paziente un contratto atipico di spedalità e di assistenza sanitaria, da cui conseguono obblighi non solo “lato sensu” alberghieri, ma anche di messa a disposizione del personale medico ausiliario, del personale paramedico e dell’apprestamento di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicazioni od emergenze.

La responsabilità della casa di cura (o dell’ente) nei confronti del paziente, di conseguenza a ciò, ha natura contrattuale e può conseguire, ai sensi dell’art. 1218 cod.civ., all’inadempimento delle obbligazioni direttamente a suo carico, nonché, in virtù dell’art. 1228 cod. civ., all’inadempimento della prestazione medico-professionale svolta direttamente dal sanitario, quale suo ausiliario necessario pur in assenza di un rapporto di lavoro subordinato: anche in tale caso, infatti, sussiste un collegamento tra la prestazione da costui effettuata e la sua organizzazione aziendale, non rilevando in contrario al riguardo la circostanza che il sanitario risulti essere anche “di fiducia” dello stesso paziente, o comunque dal medesimo scelto.

Tribunale Milano sez. I, 03/12/2014, n.14401

Negligenza dell’equipe medica

Se l’equipe medica che affianca e assiste una partoriente nella nascita di un bambino è negligente sia prima che dopo il parto, la responsabilità è imputabile alla casa di cura. Ma, in caso di danni al neonato, ne risponde anche il medico ginecologo se, in riferimento alle evenienze del parto, abbia indirizzato la partoriente presso una Clinica priva delle necessarie attrezzature ovvero abbia ritardato colpevolmente l’intervento cesareo opportuno dopo l’esito di adeguato esame che avrebbe invece consigliato l’immediato ricovero.

Cassazione civile sez. III, 01/02/2011, n.2334

Pagamento della retta della casa di cura

In tema di ingiunzione, laddove il decreto ingiuntivo opposto abbia ad oggetto il pagamento della retta per ricovero in casa di cura, laddove sia accertata la validità del contratto di ricovero e la correttezza dell’imputazione dei costi di ricovero a carico dell’utente, l’opposizione a decreto ingiuntivo proposta va rigettata e il decreto ingiuntivo opposto confermato.

Tribunale Parma sez. II, 31/01/2019, n.181

Ricovero in casa di cura e libertà vigilata

In tema di libertà vigilata, il giudice d’appello, anche quando appellante sia il solo imputato, può modificare in modo peggiorativo le modalità di esecuzione della misura di sicurezza applicata dal primo giudice, in quanto, dovendo essere le prescrizioni idonee ad evitare occasione di nuovi reati, esse sono suscettibili di successive modifiche o limitazioni.

(In motivazione, la Corte ha precisato che diversamente accade in relazione alla disciplina della misura del ricovero in casa di cura o di custodia, per la quale non è possibile una successiva modifica peggiorativa delle condizioni applicative in appello, non essendo prevista l’individuazione di modalità esecutive).

Cassazione penale sez. I, 27/09/2017, n.48569

Il direttore sanitario di una casa di cura privata

Al direttore sanitario di una casa di cura privata spettano poteri di gestione della struttura e doveri di vigilanza e organizzazione tecnico-sanitaria, compresi quelli di predisposizione di precisi protocolli inerenti al ricovero dei pazienti, all’accettazione dei medesimi, all’informativa interna di tutte le situazioni di rischio, alla gestione delle emergenze, alle modalità di contatto di altre strutture ospedaliere cui avviare i degenti in caso di necessità e all’adozione di scorte di sangue e/o di medicine in caso di necessità.

Il conferimento di tali poteri comporta, quindi, l’attribuzione al direttore sanitario di una “posizione di garanzia” giuridicamente rilevante, tale da consentire di configurare una responsabilità colposa per fatto omissivo per mancata ed inadeguata organizzazione della casa di cura privata, qualora il reato non sia ascrivibile esclusivamente al medico e/o ad altri operatori della struttura.

(Fattispecie in materia di omicidio colposo per la morte di una paziente a seguito di parto avvenuta in un casa di cura, per la quale, in sede di merito, erano stati condannati non solo il medico e l’anestesista, ma anche il direttore sanitario della clinica privata; la Corte, pur annullando il reato per prescrizione, ha ritenuto che ai fini civili correttamente era stata ravvisata la colpa anche del direttore sanitario, per la sua accertata responsabilità per le carenze strutturali della casa di cura, in particolare in conseguenza dell’omessa predisposizione di un adeguato meccanismo interno alla struttura di verifica delle condizioni dei pazienti all’ingresso e dell’omessa predisposizione di un protocollo per le situazioni di emergenza).

Cassazione penale sez. IV, 19/02/2019, n.32477

Maltrattamenti in una casa di cura e ricovero per anziani

Ai fini della configurabilità del delitto di cui all’art. 572 c.p., l’esistenza, in una casa di cura e ricovero per anziani, di un generalizzato clima di sopraffazione e violenza nei confronti degli assistiti non esime dalla rigorosa individuazione dei distinti autori delle varie condotte, in quanto il carattere personale della responsabilità penale impedisce che il singolo addetto, in mancanza di addebiti puntuali che lo riguardano, possa essere chiamato a rispondere, sia pure in forma concorsuale, del contesto in sé considerato, anche nel caso in cui da tale contesto egli tragga vantaggio.

Cassazione penale sez. VI, 11/09/2019, n.43649

Vizio parziale di mente e ricovero in una casa di cura

Ai fini dell’applicazione della misura di sicurezza del ricovero in una Casa di cura e custodia, per l’individuazione della “pena stabilita dalla legge” rilevante a norma dell’art. 219 comma 1 c.p., devono considerarsi eventuali circostanze, aggravanti ed attenuanti, ma non anche la diminuente per il vizio parziale di mente, in quanto l’infermità di mente e la connessa pericolosità costituiscono la ragione giustificativa del provvedimento.

Cassazione penale sez. I, 05/12/2013, n.4459

Misura di sicurezza del ricovero in una casa di cura e custodia

La competenza del magistrato di sorveglianza ad applicare le misure di sicurezza non disposte con la sentenza irrevocabile di condanna o di proscioglimento ha carattere funzionale e, come tale, in caso di violazione è sempre rilevabile anche di ufficio ai sensi dell’art. 21, comma 1, c.p.p.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato l’ordinanza del tribunale che, dopo l’irrevocabilità della sentenza, aveva provvisoriamente applicato la misura di sicurezza del ricovero in una casa di cura e custodia).

Cassazione penale sez. I, 09/12/2014, n.3108



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