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Quali sono i pagamenti elettronici?

12 Gennaio 2021
Quali sono i pagamenti elettronici?

Le alternative al contante: carte di pagamento e nuove tecnologie elettroniche. Caratteristiche e differenze tra i pagamenti elettronici. 

Fino a qualche tempo fa, sulle vetrine dei negozi, non era infrequente trovare adesivi sui quali si leggeva che quell’esercizio non accettava carte di credito. Oggi, invece, il trend pare completamente invertito e gli esercenti tengono a esibire i loghi relativi ai pagamenti elettronici accettati. Segno, questo, del mutamento dei tempi. D’altro canto, nulla fa presagire che non si debba continuare sulla strada della smaterializzazione del contante.

Pertanto, è impossibile non essere informati sull’argomento e non conoscere quali sono i pagamenti elettronici. Se rientri tra quei lettori che ancora non conoscono le peculiarità e i vantaggi di usare uno strumento di pagamento del genere al posto del denaro liquido, questo articolo fa proprio al caso tuo. Al suo interno, troverai tutti i tipi di pagamenti elettronici che puoi utilizzare sino a oggi.

Pagamenti elettronici: quali sono?

A patto di avere una buona memoria o un taccuino, anche virtuale, sul quale appuntare pin, password e vari codici titolare, gli strumenti per il pagamento elettronico hanno rappresentato una svolta positiva per gli haters dei contanti.

Se praticità e sicurezza rappresentano punti a favore per chi li usa, i pagamenti elettronici fanno comodo anche allo Stato, visto che rappresentano un ottimo sistema di contrasto all’evasione fiscale.

Il 1950 resterà, per molti versi, un anno importante, visto che a quella data risale la nascita del padre di tutti i pagamenti elettronici: la carta di credito. Dalla metà del XX secolo a oggi, le monete elettroniche hanno fatto passi da gigante, tanto che, con l’avvento del nuovo millennio, si sono del tutto smaterializzate, o quasi.

In base a quanto detto sinora, possiamo già avanzare una prima grande classificazione in seno ai pagamenti elettronici e cioè:

  • le carte di pagamento;
  • i nuovi pagamenti elettronici.

Analizziamo nello specifico queste due tipologie di e-money.

Cosa sono le carte di pagamento?

Se c’è una frase che ama leggere chi usa i pagamenti elettronici, questa è certamente: “transazione effettuata”. Ci riferiamo, chiaramente, al messaggio che compare sul terminale di pagamento (il Pos) al termine di un acquisto effettuato con una carta di pagamento.

Ma quali sono le carte di pagamento? Pur esistendone di diverso tipo, possono essere suddivise in quattro grandi gruppi:

  1. carte di credito;
  2. carte di debito;
  3. carte prepagate;
  4. carte a spendibilità limitata.

In comune, queste carte hanno:

  • il materiale: sono, infatti, plastificate;
  • la presenza di un microchip o una banda magnetica;
  • la possibilità di far effettuare prelievi dagli sportelli automatici (meglio noti con l’acronimo inglese Atm).

Inoltre, ogni carta di pagamento può essere impiegata presso un esercente in sostituzione del contante previa digitazione del pin, ossia il codice segreto che autorizza l’intermediario finanziario a procedere con la transazione.

Alcune carte di pagamento possono prevedere delle soglie, al di sotto delle quali non è necessario inserire il pin. È il caso, per fare un esempio, delle carte prepagate con Iban. Quando una carta del genere viene impiegata per spese al di sotto di 25 €, non occorre fornire il Pin e il pagamento va in automatico.

Nonostante le affinità, tra le carte di pagamento sussistono anche alcune differenze. Soffermiamoci su ciascuna di queste per scoprirne le peculiarità.

Le carte di credito

Si tratta, probabilmente, delle carte di pagamento più note. La carta di credito è concessa da una banca o da qualsiasi altro intermediario finanziario e può essere – non è infatti obbligatorio – collegata a un conto corrente.

Ciò che differenzia la carta di credito dal resto delle carte di pagamento è che l’importo speso in un determinato momento viene effettivamente pagato dal titolare della carta in un momento successivo, che generalmente è fissato nell’ordine del mese.

Il 5 novembre, Marco ha acquistato un elettrodomestico presso un centro commerciale, pagando con carta di credito. L’addebito in conto corrente verrà effettuato solo nel mese di dicembre, insieme a tutte le altre spese effettuate da Marco nel mese precedente.

L’addebito differito permette al titolare di spendere soldi anche se sulla carta non ci sono fondi. In tal caso, però, il conto viene intaccato da ulteriori commissioni e interessi elevati. Pertanto, ogni volta che si stipula un contratto per il rilascio di una carta di credito, occorre sempre leggere attentamente l’informativa rivolta al cliente.

Le carte di debito

Anche la carta di debito viene rilasciata da una banca, ma la differenza sostanziale rispetto alla precedente carta di pagamento è che, per poter essere utilizzata, occorre avere dei fondi. Infatti, l’addebito su carta di debito avviene pressoché contemporaneamente rispetto al suo uso.

Inoltre, mentre la carta di credito può – almeno potenzialmente – non avere alcun limite di spesa, la carta di debito è vincolata sia per gli importi mensili che è possibile spendere, sia per l’importo mensile e altresì giornaliero che il titolare può prelevare. Superate tali soglie, dalla carta di debito non può più essere autorizzato alcun pagamento.

Le carte prepagate

La carta prepagata è l’alternativa più apprezzata da quanti, non necessitando di un conto corrente, non vogliono rinunciare ai vantaggi di avere un Iban.

Per molti versi, la carta prepagata è molto simile alla carta di debito: in altre parole, puoi fare acquisti solo se c’è disponibilità di fondi e il titolare è soggetto a limiti di acquisto e di prelievi.

Tuttavia, esistono carte prepagate che integrano un Iban, permettendo loro di ricevere accrediti. Per questo motivo, la carta prepagata è molto in voga tra i ragazzi che entrano nel mondo del lavoro: non avendo ancora esperienze con carte di credito e conti correnti annessi, possono comunicare al proprio datore di lavoro l’Iban riportato sulla banda inferiore della carta per ricevere il bonifico relativo allo stipendio mensile.

Le carte a spendibilità limitata

La limitazione prevista da questo strumento di pagamento elettronico non si riferisce, come pure si potrebbe pensare, alla soglia massima di spendibilità, ma al luogo in cui è possibile utilizzarlo.

Esistono tre tipi di carte a spendibilità limitata:

  1. quella valida presso il fornitore di beni e servizi che ha emesso la carta: per esempio, il Telepass;
  2. quella utilizzabile presso specifici centri commerciali: è il caso di una gift card spendibile esclusivamente nel plesso in questione;
  3. la carta valida per l’acquisto di una ristretta gamma di beni e servizi, come la carta carburante.

Quali sono i pagamenti elettronici connessi alle nuove tecnologie informatiche?

All’innovazione tecnologica va riconosciuto il merito di aver operato una progressiva riduzione, in termini spaziali e, quindi, economici, di ciò che un tempo richiedeva enormi apparati informatici.

Le tappe evolutive di questo progresso passano per i supporti magnetici e i microchip, fino ad arrivare all’intelligenza artificiale. E tutto questo a portata di click e, in alcuni casi, proprio a portata di smartphone.

In questi nuovi sistemi di pagamenti elettronici rientrano:

  • l’electronic payment;
  • il mobile payment.

Scopriamo insieme in cosa consistono queste nuove modalità di trasferimento di denaro che, in comune, hanno un aspetto fondamentale: la loro esistenza ha come presupposto essenziale il possesso di almeno uno degli elementi classici di pagamento elettronico.

E-payment

I servizi di e-payments sono talmente tanti che questo tipo di pagamento elettronico ha dato luogo a un commercio diverso dal solito, il cosiddetto e-commerce. Proviamo a spiegare cos’è l’e-payment con un esempio pratico.

Stiamo navigando su un sito che vende beni e servizi e, a un certo punto, troviamo proprio l’articolo che fa al caso nostro. Ci basta aprire la scheda relativa e riempire il nostro cestino. A quel punto, occorrerà procedere all’acquisto.

Le opzioni a disposizione del cliente sono due:

  1. pagare in contrassegno, ossia in contati al corriere al momento della consegna;
  2. pagare mediante carta di credito, carta di debito, carta prepagata o conto corrente. In qualunque caso, stai utilizzando un e-payment.

Il primo servizio di e-payment attivo sui dispositivi portatili è stato l’internet banking, mediante il quale tutti i servizi tipici di una banca venivano smaterializzati e messi a disposizione dell’utente sul display del proprio pc o notebook.

M-payment

A differenza dell’e-payment, che avviene essenzialmente da un Pc, il mobile payment passa soprattutto attraverso smartphone, tablet e wearable (ad esempio, gli smartwatch).

Il funzionamento dei servizi di m-payments è molto semplice: una carta di pagamento viene virtualmente inserita all’interno dello strumento mobile. Come? Attraverso un’app dedicata, generalmente gratuita e scaricabile dallo store dello smartphone.

Al momento del pagamento, invece di tirar fuori dal portafoglio la carta di pagamento, il cliente accosta il suo cellulare sul Pos. Un’operazione del genere, però, è possibile solo se il dispositivo mobile è dotato di una tecnologia di prossimità chiamata NFC (Near Field Communication).



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