Diritto e Fisco | Articoli

Quanto costa il protesto di una cambiale?

11 Gennaio 2021 | Autore: Daniele Nuzzolese
Quanto costa il protesto di una cambiale?

Come calcolare il diritto al protesto e l’indennità di accesso sulla base delle leggi vigenti.

Il creditore che voglia riscuotere un pagamento legato a una cambiale insoluta potrà sollevare un protesto nei confronti del soggetto che ha emesso il titolo. In tal caso, dovrà pagare un pubblico ufficiale per l’avvio dell’atto pubblico, fermo restando che potrà poi rivalersi sul debitore quando questi salderà la cambiale protestata.

Se sei il beneficiario di una cambiale in scadenza, oppure un traente che vuole capire di quanto sarà maggiorato il credito, probabilmente ti starai chiedendo quanto costa il protesto di una cambiale. In questo articolo, forniamo al lettore tutti gli strumenti per calcolare le spese connesse al mancato pagamento, ovvero al rifiuto di accettare o pagare una cambiale.

Quali sono i costi per protestare una cambiale?

Per stabilire il costo che deriva dal protesto di una cambiale occorre prendere in considerazione gli oneri provocati dalla levata del protesto.

Nel diritto italiano, le spese per protestare una cambiale hanno fatto la loro comparsa nel 1973 [1]. In quell’anno, si provvide a modificare le norme sui protesti delle cambiali e degli assegni così come erano state precedentemente stabilite nella Convenzione di Ginevra del 1930, rese esecutiva in Italia nel 1932 [2].

Quindi, agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso, si introdussero i seguenti oneri, imputabili a una cambiale protestata:

  • il diritto di protesto;
  • l’indennità di accesso.

Prima di entrare nel merito delle singole spese, dobbiamo ricordare che il ministero di Giustizia pubblica, ogni due anni, le variazioni dei prezzi delle cambiali protestate basandosi sugli indici del costo della vita [3].

In altri termini, se nel biennio di riferimento il costo della vita è aumentato, aumentano anche i costi del protesto di una cambiale.

Ma procediamo con ordine e analizziamo il diritto di protesto e l’indennità di accesso.

Diritto di protesto: cos’è e come si calcola?

Il diritto di protesto è il compenso che spetta al pubblico ufficiale (notaio, ufficiale giudiziario, aiutanti degli ufficiali giudiziari e segretari comunali). Questa somma gli è dovuta per il solo fatto di gestire la pratica relativa al protesto.

Nel 1973, venne stabilito che i pubblici ufficiali hanno diritto al 4‰ applicato sull’importo della cambiale [4]. La cifra risultante, però, non può essere inferiore a un certo minimo e non può superare un tetto massimo.

All’epoca, il minimo e il massimo indicati per legge erano, rispettivamente:

  • soglia minima: 350 lire;
  • soglia massima: 8.000 lire.

Questo significa che se la cambiale aveva un valore di 1.000.000 di lire, al pubblico ufficiale spettava un diritto di protesto di 4.000 ₤.

Viceversa, se l’importo di una cambiale protestata era di 5.000.000 di lire, al notaio sarebbe dovuto spettare un compenso di 20.000 ₤. Questa cifra, superando il tetto massimo stabilito dalla legge, veniva ridotto a 8.000 lire.

Come abbiamo detto a conclusione del paragrafo precedente, il ministero della Giustizia ha modo di aggiornare gli oneri del diritto di protesto basandosi su eventuali aumenti del costo della vita.

Ad esempio, dal 2004 al 2006, il costo della vita subì un aumento del 3,8%. Le soglie minime e massime del diritto al protesto nel 2004 erano di 1,77 e 38,58 euro. Proviamo a calcolare l’adeguamento del diritto di protesto sulla base del suddetto indice di variazione del 3,8%:

  • compenso minimo: 1,77 + 3,8% = 1,84 euro;
  • compenso massimo: 38,59 + 3,8% = 40,05 euro.

Alla luce di quanto scritto sinora, per calcolare il diritto di protesto che spetta a un pubblico ufficiale nel 2020, occorre conoscere le soglie del 2018 e l’indice di variazione Istat.

Riportiamo i dati nell’elenco seguente:

  • diritto di protesto minimo: 2,20 euro;
  • diritto di protesto massimo: 47,46 euro;
  • indica del costo della vita 2018-2020: + 1,2%.

Ora che abbiamo tutti i dati, possiamo adeguare il diritto di protesto all’anno corrente:

  • minimo: 2,20 + 1,2% = 2,23 euro;
  • massimo: 47,46 + 1,2% = 48,03 euro.

Dunque, il diritto di protesto che spetta a un notaio per una cambiale protestata del valore di 10.000 euro sarà di 40 € (10.000 x 4‰). Se la cambiale fosse di 500 €, il compenso risulterebbe di 2 euro, ma la soglia minima del 2020 è fissata a 2,23 euro.

Indennità di accesso: cos’è?

L’indennità di accesso non è un onorario che spetta al pubblico ufficiale con le stesse modalità del diritto di protesto. Questo compenso, invece, si deve pagare quando il pubblico ufficiale esercita la sua autorità al di fuori dei propri uffici [5].

Si pensi, per esempio, a quei comuni sprovvisti di uffici notarili e giudiziari che chiamano, dall’esterno, un notaio o un ufficiale giudiziario per gestire un protesto. L’indennità di accesso è, in definitiva, un rimborso spese per le tratte di andata e ritorno.

Nel 1973, l’indennità di accesso partiva dai seguenti valori:

  1. per distanze fino a 3 km: 300 ₤
  2. per distanze fino a 5 km: 400 ₤;
  3. per distanze fino a 10 km: 700 ₤;
  4. per distanze fino a 15 km: 1.000 ₤;
  5. per distanze fino a 20 km: 1.300 ₤.
  6. per distanze superiori ai 20 km: 1.300 ₤ con una maggiorazione di 300 ₤ per ogni 6 km o frazione superiore a 3 km di percorso successivo.

Nel corso dei bienni successivi al 1973, queste cifre sono state progressivamente maggiorate sulla base dell’aumento del costo della vita.

Nel 2018, l’indennità di accesso era giunta ai seguenti limiti:

  1. fino a 3 km: 1,96 €;
  2. fino a 5 km: 2,32 €;
  3. fino a 10 km: 4,29 €
  4. fino a 15 km: 6,05 €
  5. fino a 20 km: 7,49 €
  6. oltre i 20 km: 7,49 € più una maggiorazione di 1,96 €.

Vediamo ora come sono cambiate le indennità di accesso nel 2020, in seguito a un costo della vita aumentato dell’1,2% rispetto al biennio precedente:

  1. fino a 3 km: 1,98 €;
  2. fino a 5 km: 2,35 €;
  3. fino a 10 km: 4,34 €;
  4. fino a 15 km: 6,12 €;
  5. fino a 20 km: 7,58 €;
  6. oltre i 20 km: 7,58 € più una maggiorazione di 1,98 €.

Concludiamo l’articolo con un esempio pratico e stabiliamo quanto costa il protesto di una cambiale con i dati adeguati e aggiornati al 2020.

Il notaio Tizio deve spostarsi da Napoli a Nola per una pratica di protesto cambiario del valore di 12.000 €.

Il costo complessivo del protesto, in questo caso, si calcola come segue:

  1. diritto di protesto pari a: 48 € (12.000 x 4‰);
  2. indennità di accesso di: 13,52 € (la distanza percorsa dal notaio per spostarsi dalla sede di Napoli a quella di Nola è di 35 km. Quindi, per i primi 20 km ha diritto a un’indennità di 7,58 €, mentre, per i residui 15 km, percepirà tre maggiorazioni di 1,98 €).

In totale, il costo del protesto cambiario sarà di 61,52 €.



Di Daniele Nuzzolese

note

[1] Artt. 7 e 8 L. n. 349/1973.

[2] R.d. n. 1130/1932.

[3] Art. 8 co. 4 L. n. 349/1973.

[4] Art. 7 co. 1 L. n. 349/1973.

[5] Art. 8 co. 1 L. n. 349/1973.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube