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Avvocato estero: è dovuta la parcella senza preventivo?

14 Novembre 2020
Avvocato estero: è dovuta la parcella senza preventivo?

Lo scorso luglio, ho avuto un problema con il mio fornitore in Belgio. Ho chiesto un parere a un avvocato in Belgio per capire se potevo presentare una domanda di risarcimento. Dopo un certo periodo di tempo, ho appurato che presentare una causa contro il mio fornitore sarebbero stato inutile.

L’avvocato mi ha inviato una fattura chiedendomi di pagare il costo della consulenza e lo studio del caso. Ho spiegato all’avvocato che non mi aveva mai detto che, in caso di mancato ricorso, mi avrebbe chiesto il costo del suo parere.

La domanda è: sono tenuto a pagare il costo dello studio del mio caso tenendo in considerazione che l’avvocato non mi ha mai fatto un preventivo e non mi ha detto mai nemmeno verbalmente o per iscritto che in caso di non ricorso avrei dovuto pagare il costo del suo tempo?

Trattandosi di una prestazione resa da un professionista estero, occorrerà applicare la disciplina prevista dalla legge belga a proposito degli onorari forensi. In Belgio, si applica un regime di onorari liberamente negoziati tra le parti; non esistono parametri di riferimento, in quanto l’entità della parcella è rimessa al libero incontro della volontà delle parti.

In pratica, gli onorari degli avvocati, non essendo regolamentati, sono fissati liberamente e possono essere negoziati tra il cliente e il professionista, ma quest’ultimo deve stabilirli nei limiti di una giusta moderazione. L’Ordine degli avvocati può verificare che il legale non ecceda tali limiti.

Sono possibili diversi modi di calcolo: una remunerazione oraria, per prestazione, in base al valore della causa (percentuale del valore della controversia), ecc. Un accordo sugli onorari legato esclusivamente al risultato della causa è invece vietato (articolo 446-ter del codice giudiziario belga).

L’avvocato è tenuto a informare preventivamente il cliente sul metodo di calcolo degli onorari.

Le norme di deontologia impongono agli avvocati il dovere d’informazione e di consulenza nei confronti dei clienti. Ciò comporta il fatto che l’avvocato fornirà al proprio cliente informazioni riguardanti i suoi diritti e i suoi obblighi. Inoltre, l’avvocato deve informare i clienti sul metodo di calcolo degli onorari.

Trattandosi di obbligo solamente deontologico, la violazione di quest’onere non comporta la nullità della parcella richiesta, bensì solamente la sua possibilità di contestarla presso l’Ordine degli avvocati competente, il quale peraltro può anche verificare la congruità dell’onorario richiesto. Come ricordato, infatti, sebbene la legge lasci ampia libertà alle parti di accordarsi circa l’entità della parcella, questa non può superare i limiti dell’equità, tenuto conto del lavoro effettivamente svolto.

In sintesi, a meno che l’avvocato non abbia stabilito per iscritto di non volere nulla, la parcella gli dovrà comunque essere corrisposta, anche solo per la fase di studio. D’altronde, questi principi trovano applicazione anche in Italia, laddove la legge impone all’avvocato di fornire un preventivo scritto (art. 13, comma 5, l. n. 247/2012, come modificato dall’art. 141, comma 6, lett. d), l. n. 124/2017, a far data dal 29/08/2017) in assenza del quale sopperiscono i parametri forensi (che in Belgio non ci sono) stabiliti dal decreto ministeriale n. 55/2014.

Secondo l’ordinamento giuridico italiano, se al cliente, solo a fine del mandato, viene proposta una parcella per importi non concordati, egli può:

  • agire davanti al giudice per far rilevare l’assenza del preventivo scritto e chiedere l’applicazione dei parametri forensi indicati dal decreto ministeriale del 2014;
  • denunciare l’avvocato al consiglio dell’Ordine di appartenenza per chiedere l’irrogazione di una sanzione deontologica.

In Belgio, non esistendo parametri forensi come quelli italiani, si può solo denunciare la condotta scorretta del professionista all’Ordine degli avvocati di appartenenza, organismo che, peraltro, può anche vagliare l’equità dell’onorario richiesto.

È appena il caso di ricordare, poi, che l’interruzione del mandato conferito fa ugualmente maturare l’onorario del professionista. In altre parole, se il cliente decide di non procedere oltre, tutto ciò che è stato fatto in precedenza va comunque retribuito.

Alla luce di ciò, tirando le fila di quanto detto, si reputa che il professionista belga abbia diritto al corrispettivo, in quanto la prima comunicazione con cui, allo stato, si riteneva di non dover chiedere compensi non sembra poter essere equiparata a una rinuncia assoluta all’onorario. Tuttavia, se il legale non ha fornito alcuna informazione specifica a proposito dei criteri di calcolo del proprio compenso e se la parcella inviata sembra sproporzionata al mandato conferito, è possibile fare segnalazione al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di appartenenza, chiedendo altresì di ridurre l’importo della stessa.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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