Covid: cosa cambia sul posto di lavoro col nuovo Dpcm

9 Novembre 2020 | Autore:
Covid: cosa cambia sul posto di lavoro col nuovo Dpcm

Le novità introdotte dal decreto in vigore dal 6 novembre. Le regole e gli obblighi da rispettare nelle aziende e negli studi professionali.

A differenza del lockdown della scorsa primavera, anche nelle zone rosse istituite dal Dpcm anti-Covid del 3 novembre, entrato in vigore venerdì scorso, quasi tutte le attività produttive sono rimaste aperte e, per questo, si pone il problema della sicurezza all’interno delle aziende.

Anche se le restrizioni sulla mobilità sono meno severe rispetto alla prima fase della pandemia, l’ultimo decreto del presidente del Consiglio prevede a tal proposito il rispetto del Protocollo approvato da Governo e parti sociali il 24 aprile sulle misure per contenere e contrastare la diffusione del coronavirus nei luoghi di lavoro, oltre che dei protocolli per i cantieri, i trasporti e la logistica.

La novità introdotta dall’attuale Dpcm consiste nella possibilità di effettuare dei corsi di formazione in materia di salute e sicurezza, purché si tengano in considerazione le misure riportate nel «Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da Sars-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» elaborato dall’Inail.

Rimane per i titolari delle aziende e per i professionisti l’obbligo di assicurare l’applicazione ed il rispetto di tutti i provvedimenti già adottati la primavera scorsa per evitare i contagi: la formazione e l’informazione dei lavoratori su come devono comportarsi nel loro specifico contesto e su che cosa devono fare in caso di sospetto o di rischio di contagio. Gli ingressi nei locali dell’azienda dovranno essere contingentati per evitare assembramenti. In altre parole, ogni realtà produttiva ed ogni ufficio dovranno avere un protocollo di sicurezza in linea con quello siglato a livello nazionale il 24 aprile.

Il decreto entrato in vigore il 6 novembre ha anche un richiamo particolare per i professionisti: dovranno adottare finché possibile la modalità di smart working e, laddove non sia possibile, sarà obbligatorio avere dei protocolli contro i contagi da Covid simili a quelli delle aziende, oltre ad usare i dispositivi di protezione individuale (mascherine, gel igienizzante, ecc.).

Sono vietate le riunioni in presenza tranne nei casi di urgente necessità e solo se non è possibile svolgerle in modalità telematica.



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