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10 regole comportamentali in ufficio

25 Aprile 2021
10 regole comportamentali in ufficio

Il lavoratore deve eseguire la prestazione di lavoro nel rispetto dei canoni di diligenza, buona fede e correttezza.

Sei stato assunto da pochi giorni in una azienda. Tieni molto a questo nuovo lavoro e vuoi fare in modo che le cose vadano per il meglio. Ti chiedi quali sono le regole da seguire per non avere problemi sul posto di lavoro.

Il contratto di lavoro determina l’obbligo del lavoratore di eseguire la prestazione lavorativa dedotta nella lettera di assunzione utilizzando i canoni di diligenza, buona fede e correttezza previsti dalla legge.

Per questo è importante sapere quali sono i comportamenti che devono essere tenuti all’interno dell’ufficio affinchè la relazione di lavoro si svolga con reciproca soddisfazione da parte delle parti.

In questo articolo vi proporremo 10 regole comportamentali in ufficio per evitare di ricevere contestazioni disciplinari da parte del datore di lavoro ed incrinare il rapporto fiduciario con l’azienda.

Rispetta l’orario di lavoro

La lettera di assunzione indica in maniera specifica l’orario di lavoro durante il quale il dipendente deve recarsi presso il luogo di lavoro e svolgere la prestazione prevista nel contratto.

Recarsi al lavoro in ritardo può determinare l’avvio di un procedimento disciplinare [1] da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente. Quando i ritardi sul lavoro diventano sistematici, inoltre, tale comportamento può erodere definitivamente il vincolo fiduciario e determinare il licenziamento per giusta causa del dipendente [2].

Leggi attentamente le policy e direttive aziendali

Soprattutto nelle aziende più strutturate capita che il lavoratore, all’atto dell’assunzione, riceva una serie di documenti e policy aziendali alle quali è tenuto ad attenersi. Non fare l’errore di sottovalutare l’importanza di questi documenti e di leggerli velocemente. Il lavoratore, infatti, in un rapporto di lavoro subordinato, deve attenersi alle istruzioni ed alle direttive impartite dal datore di lavoro e disattendere le prescrizioni presenti all’interno di tale documentazione può determinare l’avvio di un procedimento disciplinare e l’inflizione di sanzioni disciplinari la cui gravità è proporzionale all’illecito commesso dal dipendente. Le policy aziendali sono, infatti, espressione del potere direttivo del datore di lavoro.

Fai attenzione all’uso dei social media

Il sempre maggiore utilizzo dei social media da parte dei lavoratori, anche durante l’orario di lavoro, espone a dei rischi con riferimento al rapporto di lavoro.

Innanzitutto, se il datore di lavoro si rende conto che il dipendente passa buona parte del suo tempo sui social media potrebbe contestare tale comportamento e giungere sino al licenziamento [3].

Inoltre, se il lavoratore utilizza nei social media delle espressioni sconvenienti ed offensive nei confronti del datore di lavoro tale condotta potrebbe parimenti erodere il vincolo fiduciario e condurre al licenziamento [4].

Non assumere atteggiamenti offensivi verso i colleghi

Può accadere che, all’interno dell’ufficio, i rapporti tra colleghi non siano idilliaci. Occorre, tuttavia, prestare attenzione a non assumere degli atteggiamenti offensivi nei confronti dei colleghi, soprattutto di quelli che sono gerarchicamente subordinati, che possano determinare una svalutazione personale e professionale della persona.

Il datore di lavoro, infatti, è responsabile della salute e della sicurezza dei lavoratori e simili atteggiamenti potrebbero essere puniti attraverso provvedimenti sanzionatori nei confronti del dipendente.

Utilizza con diligenza gli strumenti che ti sono stati assegnati

Molto spesso il dipendente, all’atto dell’assunzione, riceve una dotazione di beni strumentali allo svolgimento della prestazione lavorativa (Pc, telefono cellulare, auto aziendale, etc.). Egli dovrà utilizzare tali strumenti seguendo le direttive impartite e farne un utilizzo corretto, adoperandosi al fine di preservarne l’integrità con l’ordinaria diligenza.

Fai attenzione alla compilazione delle note spese

Molti dipendenti sono chiamati a svolgere dei viaggi per motivi di servizio o a sostenere delle spese a causa delle proprie mansioni. Quando viene redatta la nota spese per chiedere il ristoro di tali esborsi occorre fare attenzione alla compilazione del documento. Se, infatti, nella redazione della nota spese, vengono commessi errori o ci sono delle contraddizioni tra le somme riportate e i relativi giustificativi si potrebbe subire un procedimento disciplinare. L’azienda, infatti, potrebbe ritenere che il lavoratore volesse ottenere un indebito arricchimento senza causa.

Lavora sempre con attenzione ed impegno

L’obbligazione del lavoratore di svolgere la prestazione di lavoro dedotta nel contratto non si traduce, solo, nel mettersi a disposizione dell’azienda durante l’orario di lavoro. Il dipendente, infatti, deve svolgere l’attività di lavoro con la diligenza richiesta. Ciò si traduce nell’obbligo di assumere un atteggiamento proattivo e di impegnarsi a fondo.

Se il lavoratore non rende quanto è lecito attendersi è possibile procedere al suo licenziamento per scarso rendimento [5].

Indossa sempre i dispositivi di protezione che ti sono stati forniti

Il datore di lavoro è tenuto ad adottare tutte le misure di sicurezza necessarie a proteggere il lavoratore dal rischio di infortuni e malattie professionali. Tuttavia, anche il dipendente deve cooperare per l’attuazione di tali misure. Ne consegue che il lavoratore che non indossa i dispositivi di protezione individuale che gli sono stati forniti proprio per proteggere la sua incolumità (guanti, cuffie, caschi, etc.) può essere licenziato [6].

Utilizza sempre un linguaggio educato

Può apparire eccessivo ma, in un caso abbastanza recente, la Cassazione [7] ha confermato la legittimità di un licenziamento intimato ad una commessa che, durante la pausa pranzo con le colleghe, utilizzava un linguaggio pieno di espressioni volgari e parolacce. Occorre, dunque, esprimersi sempre con educazione per evitare conseguenze disciplinari.

Non violare la privacy dei clienti

Il lavoratore ha, spesso, la possibilità di trattare i dati personali dei clienti del proprio datore di lavoro. Basti pensare ad un impiegato di banca che ha la possibilità di accedere alle informazioni relative ai depositi dei clienti e sapere a quanto ammontano i loro risparmi. Violare la privacy dei clienti del datore di lavoro, senza che vi siano esigenze di servizio, può costare il licenziamento come ha stabilito, di recente, la Cassazione [8]. Gli Ermellini hanno ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa adottato dalla banca nei confronti di un lavoratore che effettuava interrogazioni di conti correnti non giustificate da ragioni di servizio.


note

[1] Art. 7, L. 300/1970.

[2] Cass. n. 24574/2013.

[3] Cass. 1° febbraio 2019, n. 3133.

[4] Cass. 12 novembre 2018, n. 28878.

[5] Cass. 23 marzo 2017, .n. 7522.

[6] Cass. n. 18615/2013.

[7] Cass. n. 3380/2017.

[8] Cass. 24 febbraio 2020, n. 4871.


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